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A SPUMA una mostra collettiva riflette su come muo...

A SPUMA una mostra collettiva riflette su come muore una bandiera (e come può rinascere)

Immaginate un vecchio lenzuolo appeso a una corda. Un lenzuolo a righe, un po’ scolorito. Col vento che lo piega a ogni sbuffo di brezza lagunare. Immaginatelo e poi chiedetevi: è una bandiera? E se sì, di cosa? L’ultimo sabato di maggio, alle cinque del pomeriggio, quell’ora in cui l’aria inizia a diventare pensabile, a SPUMA, un’ex fabbrica di birra trasformata in spazio d’arte sulla Giudecca, è stata inaugurata “Motion of a Nation”, mostra a cura di Antonio Arévalo. Una mostra che è una dichiarazione di guerra ai simboli. Ma di quelle guerre fatte con la carta, i video, il graffio della matita, la lente della fotocamera. Guerre silenziose, in punta di piedi, ma che fanno saltare in aria i significati come molotov semantiche.

Paolo Angelosanto

Paolo Angelosanto, “Senza titolo” (from the “Made in Italy”series), 2009, 2025. Acrylic and sewn on wallpaper, 47 x 63 cm. Courtesy of the artist and Palimpsesto APS

Arévalo, cileno d’origine, cittadino del mondo per convinzione, lo dice chiaramente: «Motion of a Nation non si presenta come un semplice archivio di immagini, ma come un viaggio audace e ironico nel panorama delle arti contemporanee, dove l’arte diventa strumento di resistenza e proposta culturale». Sottotitolo non scritto: qui si smonta l’idea stessa di patria, nazione, vessillo, confine. Qui si mettono in discussione i mattoni con cui abbiamo costruito la nostra casa. E si prova a ricostruirla, forse, o a bruciarla e basta. Trentun artisti e un collettivo anarchico (il magnifico Collettivo Escuela Moderna/Ateneo Libertario, nome da romanzo sudamericano) per dire che la nazione è anche un’invenzione, spesso violenta. Una trappola per topi con i colori addosso. Un motivo per dividere, segregare, giustificare guerre, confini, limiti, torture, checkpoint, passaporti, recinzioni, documenti, file di gente che aspetta qualcosa che non arriverà. Cosa c’è in mostra? Un po’ di tutto. Pittura, disegno, fotografia, videoarte, installazioni. È come aprire la valigia dell’identità e trovarci dentro sia la mappa del tesoro sia una mina antiuomo.

Filippo Berta, “Motion of a Nation”,

Filippo Berta, “Gente Comune”, 2021. Video, HD, one-channel, color sound. Courtesy dell’artista e di Prometeo Gallery, Milan-Lucca

C’è Santiago Sierra (che ha già fatto inginocchiare uomini e bandiere in passato), c’è Zehra Doğan, artista e giornalista curda che ha pagato con la galera la sua libertà di espressione, c’è Diango Hernández con i suoi collage geopolitici, c’è Regina José Galindo, che ha urlato contro tutto in tutte le lingue possibili. E ci sono anche Filippo Riniolo e Gaston Ramirez Feltrin, che durante l’inaugurazione hanno performato la nazione – qualunque cosa significhi performare una nazione – e credeteci, aveva senso.
Ma non pensate a una mostra cupa, con le pareti grigie e le didascalie che ti fanno venire voglia di prendere un ansiolitico. No. Qui si ride, si sorride, si spiazza. Si guarda una bandiera e si scopre che è fatta di buchi. Che è stata mangiata da tarme concettuali. Che forse era solo un foulard dimenticato in uno zaino da migrante.

3 Zehra Dogan

Zehra Dogan, “EBiz (Us)”, 2017 -2018. Coffee, cigarette ash, pomegranate juice, turmeric, ballpoint pen, smuggled paint on matters lining 102 x 75 cm. Courtesy Prometeo Gallery, Milan-Lucca

La mostra è gratuita. Fino al 31 luglio, dalle 11 alle 19, da mercoledì a domenica. A luglio solo su appuntamento, perché l’arte a Venezia, in estate, ha bisogno di tempo e silenzio. E forse anche di sudore. SPUMA, con le sue pareti ancora macchiate di birra e memoria operaia, è il posto giusto. Non c’è niente di istituzionale, niente di impolverato. È un luogo vivo. Che pulsa. Che accoglie e non esclude. Proprio come dovrebbe fare una nazione, se solo non fosse troppo occupata a difendere i suoi confini. Se riuscite ad andarci, provate a pensare oltre. A disfare per rifare. A smettere di chiedere “di dove sei?” e cominciare a chiedere “da dove vuoi andare?”

Info:

AA.VV. Motion of a Nation
31/05 – 31/07/2025
Spazio Spuma
Fondamenta S. Biagio, 800/R, Venezia
www.instagram.com/veniceartfactory


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  1. Grazie mille per questa splendida recensione.

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