Amos Rex

Amos Rex è un museo d’arte intitolato all’editore e mecenate Amos Anderson (1878 – 1961) e che si colloca nel cuore della città di Helsinki, di fronte al Parlamento e al Museo Kiasma progettato da Steven Holl. È stato inaugurato nel 2018 su progetto dello studio JKMM, ma la sagoma dell’edificio non è visibile: la piazza che lo ospita sembra un immenso parco giochi, con dune e gobbe che nascondono i lucernari costruiti per dare luce alle sale sottostanti. In effetti Amos Rex è una struttura interamente ipogea e l’accesso avviene attraverso Lasipalatsi un edificio del 1936, e ristrutturato da Katja Savolainen, proprio per renderlo funzionale al nuovo progetto museale. La superficie complessiva di Amos Rex è di 6.230 metri quadrati, con una sala espositiva di ben 2200 metri quadri, priva di colonne.

Ci preme sottolineare che anche la residenza estiva di Amos Anderson a Söderlångvik Manor (a circa 170 km a ovest di Amos Rex), destinata a museo, è in fase di completa ristrutturazione e la riapertura è prevista per la primavera del 2021. Il luogo è rinomato per la pace e la quiete che infonde, grazie ai frutteti di mele che lo circondano e ai boschi rigogliosi che si estendono fino al promontorio di Purunpää.

Amos Rex Museum ha una programmazione di tre mostre ogni anno. I contenuti sono i più disparati e guardano non solo all’arte contemporanea, ma anche al passato o alle nuove tecnologie. Ovviamente non manca un occhio di riguardo per gli artisti finlandesi. Il programma è pianificato da una squadra ben assortita di curatori, sotto la guida di Kai Kartio, direttore del museo.

Ora, a conclusione della mostra sull’antico Egitto, il museo ha in programma, dal 22 settembre 2021 al 16 gennaio 2022, un’ampia retrospettiva dedicata al lavoro di Bill Viola, e si tratta della prima presentazione di questo pioniere della video arte in Finlandia.

L’americano Bill Viola (nato nel 1951) è uno degli artisti più acclamati del nostro tempo. Nel corso dei suoi quarantacinque anni di carriera,  ha sviluppato un uso visionario dei suoi mezzi espressivi, senza dimenticare la capacità di dialogo con la storia delle immagini, e soffermandosi sui temi chiave dell’esistenza umana: vita e morte, spiritualità e introspezione. Tra le opere del passato da cui ha tratto ispirazione per le sue videoinstallazioni ricordiamo “L’Annunciazione” di Dieric Bouts, “L’Adorazione dei Magi” di Andrea Mantegna e il “Cristo deriso” di Hieronymus Bosch. Nelle parole dell’autore emergono gli aspetti salienti che l’hanno motivato e che alludono anche alla traslazione tra religione e spiritualità laica di cui il museo è (in età contemporanea) in qualche modo il depositario: “Ogni volta che stai realizzando qualcosa che tocca il sé interiore dell’essere umano, tutto ciò che emerge da noi stessi da un luogo genuino e non custodito è in definitiva un atto sacro, non importa se segui una religione o no. Tutte le cose che ci circondano derivano dall’ispirazione di trasformare il mondo materiale nella nostra visione interiore. Quindi, in qualche modo, i musei funzionano come luoghi religiosi e spirituali”.

Le sue opere combinano un’esecuzione tecnica raffinata con una potente espressione emotiva. Parole adeguate al suo lavoro sono: oscillazione, lacerazione, simultanea esultanza, equilibrio tra la presa e lo spossessamento, tra la gioia e il lutto. Ma l’esultanza non va vista per quello che viene rappresentato, ma come coscienza acuta della fragilità; non può essere attesa impaziente dei possibili benefici del domani, quanto la ricerca dell’originale stratificazione per trasformarla in una corazza contro la morte. In questo senso, gli ambienti sotterranei di Amos Rex sembrano fatti apposta per condurre al raccoglimento e alla meditazione, accogliendo queste sue grandi proiezioni che faranno immergere lo spettatore in un flusso coinvolgente e avvolgente di immagini, dato che in ogni caso il fulcro di qualsiasi esperienza religiosa o spirituale rinvia all’intimità del singolo individuo, a una personale visione interiore.

Infine, come aneddoto curioso ricordiamo che Bill Viola ha lavorato a Firenze, dal 1974 al 1976, come direttore tecnico presso  Art/tapes/22, avventura condotta da Maria Gloria Bicocchi dal 1972 al 1976, e che fu uno dei quattro centri italiani di produzione di videotape artistici.

Fabio Fabris

Info:

Amos Rex
Mannerheimintie 22–24
00100 Helsinki, Finlandia
museum@amosrex.fi

Dettaglio interno di Amos Rex Art Museum (progetto di JKMM Architects), ph Tuomas Uusheimo, courtesy Amos RexDettaglio interno di Amos Rex Art Museum (progetto di JKMM Architects), ph Tuomas Uusheimo, courtesy Amos Rex

Vista esterna del Bio Rex (edificio che funge da ingresso del Museo), ph Tuomas Uusheimo, courtesy Amos Rex

Bill Viola, The Sleepers (dettaglio), 1992. Video installazione. Foto: per gentile concessione del Musée d’art contemporain de Montréal, Quebec, Canada


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