Annamaria Gelmi. Caro Spartaco

In mostra alla Loom Gallery di Milano le opere di Annamaria Gelmi (Trento, 1943) per la personale “Caro Spartaco”, aperta fino all’11 gennaio 2020. Artista di fama internazionale con all’attivo partecipazioni alla Biennale di Venezia, alla Biennale Internazionale d’Arte di Roma, alla Biennale di Scultura di Racconigi, con mostre in contesti prestigiosi come il Mart di Rovereto, il Museion di Bolzano, il Castello di Rivara, Annamaria Gelmi ha collaborato in quasi cinquant’anni di carriera con curatori e critici del calibro di Giulio Carlo Argan, Luciano Caramel, Gabriella Belli, Danilo Eccher, Franz Paludetto e molti altri. Nota per le sculture in ferro e le installazioni di grandi dimensioni, Gelmi ha dato avvio al suo percorso al confine tra figurativo e astrazione nei primi anni Settanta.

Su questi dieci anni di sperimentazioni si concentra la mostra alla Loom Gallery con un percorso che rivela come, attraverso materiali differenti, si sviluppi un unico filone di ricerca che dalle prime opere in plexiglas porta agli acetati e alle carte. Se successivamente il richiamo al figurativo è visibile in elementi semplici come fiori, montagne e croci, negli anni Settanta gli elementi base del lavoro di Annamaria Gelmi sono invece quadrati, cerchi e i loro derivati, rettangoli e triangoli, disposti e traslati nello spazio in modalità differenti per ricreare effetti di tridimensionalità e movimento.

Esposti in mostra i pezzi in plexiglas da cui sono partite le ricerche sulle figure geometriche elementari, piccoli elementi mobili disposti su livelli e figure rotabili in posizioni differenti. Nel giro di pochi anni Annamaria Gelmi trasla la ricerca dal plexiglas agli acetati in cui la china, alternatamente sottile o più spessa, tirata dritta con precisione millimetrica, va ad aderire interamente sulla superficie del foglio proiettando sul retro la sua ombra. Risulta evidente qui la tendenza a cercare la terza dimensione anche nella superficie bidimensionale dell’acetato, scelto dall’artista per la sua lucentezza e trasparenza. Queste caratteristiche sono evidenziate ulteriormente dalla scelta di posizionare i lavori a distanza dal muro per ricreare ombre e illusioni prospettiche che avvicinano i lavori dell’autrice alle contemporanee ricerche di arte ottica e cinetica. Oltre ai plexiglas e agli acetati sono esposti in mostra anche gli acrilici su cartone, in cui un tocco di colore, seppur lieve (grigio, verde spento o giallo tenue) suggerisce l’idea della luminosità in un universo rigorosamente bianco e nero.

Le opere di Annamaria Gelmi presentano una gestione dello spazio sapiente che non lascia nulla al caso: formule matematiche precise stabiliscono le relazioni tra gli elementi, e assonometrie, proiezioni e rotazioni legano l’una all’altra le figure creando disegni complessi di volta in volta differenti. In questa attenzione al calcolo e alla minuzia dei dettagli si vede la sapienza numerica del disegno tecnico-architettonico che Gelmi ha insegnato per quindici anni, che, unita a una particolare sensibilità artistica, dona leggerezza a un meccanismo che altrimenti avrebbe un valore puramente matematico. Ed è grazie a questa unione che le ombre sul muro creano accenni lievi di spazialità e tridimensionalità, e le doppie righe usate dai geometri per indicare due muri uniti diventano in lei una questione di stile, una finezza estrema che spezza la regolarità ritmando le sequenze in modo armonioso.

Caratteristiche salienti di tutto il suo lavoro che torneranno negli anni a venire, fino alla grande installazione pubblica in porfido e cemento inaugurata a Ottobre di quest’anno ad Albiano, in provincia di Trento, che ripropone in versione monumentale la struttura degli elementi componibili di questi anni. Un richiamo chiaro al profilo delle Dolomiti a cui Annamaria Gelmi ha dedicato altri lavori, da “Dolomiti – New York”, mostra e libro realizzato in collaborazione con la fotografa Luisella Savorelli, fino alle tele dei profili montuosi.

Erika Lacava

Info:

Annamaria Gelmi. Caro Spartaco
LOOM Gallery
Via Marsala, 7
20121 Milano
+39 02 8706 4323
https://www.loomgallery.com/

Orari di apertura:
dall’8 all’11 Gennaio 2019: su appuntamento
Ingresso Libero

Annamaria Gelmi, Sequenza triangolare, 1978, Plexiglas, cm 50 x 60 x 20. Courtesy Loom Gallery and The Artist

Annamaria Gelmi, Doppia Rotazione, 1977.  Acrylic and china on cardboard, cm 100 x 80. Courtesy Loom Gallery and the Artist

Cover image: Annamaria Gelmi, Caro Spartaco. Installation view | Courtesy Loom Gallery

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