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ARCO Madrid: fiesta latina, repressione e rivoluzione

ARCO Madrid giunge alla trentasettesima edizione, con una crescita di cinque gallerie in più rispetto al 2019, nei consueti spazi fieristici di IFEMA. Quest’anno sono presenti duecentonove gallerie di trenta paesi, con una rappresentanza confermata di gallerie spagnole – sessantasette – e una forte visibilità, in linea con la tradizione della fiera, dell’America Latina. Nove le gallerie italiane.

Novità del 2020 sono inoltre un maggiore numero di artiste donne e un omaggio, con installazioni in tutta la città, e progetti di sedici artisti, dedicato all’eredità poetica dell’artista Félix González-Torres. Principale fiera del paese, visitabile fino a domenica primo marzo, l’evento madrileno fa da volano a oltre dieci fiere, aperte durante l’art week della capitale: per citarne alcune, Urvanity, dedicata alla street art; Hybrid, ospitata nelle stanze di un hotel, tra i quartieri di Chamberí e Chueca; JustMad, negli eleganti interni di Palacio Neptuno.

Fanno da corollario mostre, oltre che nelle gallerie private della città, in fondazioni e musei dedicati al contemporaneo. Tra questi si segnalano il Reina Sofía, con diverse temporanee: Poetica della democrazia, mostra sul dibattito socioculturale post-franchista; Muse ribelli, prospettiva sui collettivi femministi francesi, attivi tra gli anni settanta e ottanta; le personali pittoriche di Jörg Immendorff e Ceija Stojka, sul contesto sociopolitico tedesco dal Dopoguerra in poi la prima, e la (ri)elaborazione del trauma dell’Olocausto per immagini, la seconda.

Fuori dalle mura del museo, al Palacio de Cristal, è ancor visitabile il progetto site-specific di Hassan Khan, sempre prodotto dal Reina Sofía. Inaugurate in questi giorni, ancora, sono la personale di Joan Jonas, al Tyssen-Bornemisza Art Contemporary; la collezione Engel, interamente dedicata all’arte cilena, in Gran Sur, alla Sala Alcalà 31; la collezione della banca Caixa, di recente riallestimento, e la rassegna visiva Vampiri: l’evoluzione del mito, tra le mura del Caixa Forum, ridisegnato dallo studio di architettura Herzog & de Meuron.

Madrid diventa in questi giorni uno spazio topico, dove esterno e interno si confondono: ARCO dedica un focus su artisti queer e femministi, dall’Argentina agli Stati Uniti, dal Luanda al Portogallo. Di pari passo, in gallerie e spazi non profit in città, sono frequenti lavori di artisti latinoamericani, attenti allo status quo del panorama sociopolitico latino. Voci transgenerazionali che criticano, con diverse proposte, le derive autoritarie di diversi governi, dal Brasile al Venezuela, dal Cile alla Bolivia.

Tra le gallerie e gli spazi non profit, si segnalano le mostre d’arte latina allo spazio per l’arte OTR, ad Atocha; Casa do Brasil, a Moncloa; la collettiva di videoarte e performance Corpo brasileiro, presso Storm and Drunk.

Per una mappa esaustiva degli eventi della fiera principale, vi consigliamo di consultare il sito di ARCO: https://www.ifema.es/en/arco-madrid, e, per gli eventi diffusi nella città, il sito Arte Madrid: https://www.artemadrid.com/.

Elio Ticca

Palacio de Cristal, Madrid. Photo Joaquín Cortés Roman Lores. Courtesy © Museo Reina Sofía

ARCO Madrid 2020. Courtesy © ARCO Madrid ARCO Madrid 2020. Courtesy © ARCO Madrid

Andressa Cantergiani, Combate, 2018. Still from video. Storm and Drunk, Corpo Brasileiro. Courtesy Hošek Contemporary

Yves Scherer, The Brightest Day, 2019. Lenticular Prints. Courtesy @ Gallleriapiù

Centro Reina Sofía, Edificio Nouvel. Photo Joaquín Cortès_Roman Lores. Courtesy © Centro Reina Sofia copia

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