Art Paris torna al Grand Palais, gioiello dell’architettura della Belle Époque, dal 9 al 12 aprile 2026. Questa 28ª edizione ospita circa 165 gallerie. Offre un programma ambizioso in una Parigi che da un po’ di tempo, dopo la Brexit sta vivendo un rilancio e una vera e propria rinascita artistica. Si tratta di una fiera socialmente impegnata, che affronta tante tematiche contemporanee attraverso progetti affidati a curatori ospiti, che si concretizzano in una serie di mostre dedicate e collocate all’interno della fiera.

Art Paris 2026 at Gran Palais, Paris, ph. Emanuele Magri
Ci sarebbero svariati temi su cui soffermarsi ma in questa edizione sono da evidenziare due temi portanti. Uno è Babel – Arte e Linguaggio in Francia, che riunisce 21 artisti le cui opere esplorano la ricchezza dei sistemi di segni e delle strutture linguistiche nell’arte francese contemporanea. Secondo Loïc Le Gall “alcuni artisti mettono in discussione la materialità della lettera; altri esaminano la tensione tra testo e immagine; altri ancora si confrontano con la traduzione, l’ambiguità del segno, la molteplicità degli alfabeti o il modo in cui le parole circolano oggi sui social media”. Le Gall, dal 2019, è direttore del Passerelle Centre for Contemporary Art di Brest ed è storico dell’arte e curatore di mostre. Un esempio interessante di questa sezione da lui curata è il lavoro di Luca Resta che proietta in un ipotetico passato archeologico oggetti di uso comune. L’autore è presentato dalla Galleria Yvon Lambert.

Turiya Magadlela, “Amampondo amahlanu ayathandeka”, 2025, courtesy of the artist and Galleria Anna Marra
Nell’altro percorso, attraverso una selezione di una ventina di artisti provenienti dalle gallerie partecipanti, Alexia Fabre, vicedirettrice del Centre Pompidou Francilien di Massy, esplora la creazione contemporanea attraverso la lente di Riparazione, una parola che racchiude un territorio i cui significati sono sfaccettati e richiedono cura, attenzione e il tempo dedicato alla conservazione e al mantenimento di un oggetto, un’idea, una persona o una storia. In questo caso possiamo citare come esempi le opere di Anaïs Boudot proposte dalla Galerie Binome. L’évadée, série Les généalogiques, 2025, è una piccola casetta. I negativi di foto su vetro insieme ad altri vetri Tiffany diventano le pareti. Il passato rappresentato dai negativi diventa sostegno per il presente e per il futuro. Altra opera significativa è quella di Javier Carro Temboury: Desert Tales, 2025, fatta di ceramiche di seconda mano e tagliate industrialmente. L’opera è esposta dalla galleria Sailly. Infine poche parole su Nguyễn Duy Mạnh Âmes, presente con Errantes, Assiette Couple d’Oiseaux, 2023. Si tratta di una ceramica dipinta a mano, cotta proprio nel villaggio della ceramica Bat Trang. In questo caso la ceramica ferita diventa oggetto simbolico. L’autore è presentato dalla Galleria Bao di Parigi, che è specializzata in arte orientale.

Javier Carro Temboury, “Intercontainers (Desert Tales)”, 2025, courtesy of the artist and Manon Sailly
Veniamo ora alle gallerie italiane che hanno partecipato a questa fiera. Iniziamo con 193 Gallery (con sede a Parigi, Saint-Tropez e Venezia) che presenta un solo show di Ben Arpéa. I suoi paesaggi sono il risultato di un lavoro complesso. Partendo da schizzi, lavora la materia e il colore, mescola la pittura con elementi minerali, sabbia, ciottoli, per poi dispiegare il suo linguaggio pittorico su larga scala e su tela di juta o lino. La Galleria C+N Canepaneri (con sede a Genova e Milano) si trova nel settore Promesses dedicato alle giovani gallerie e agli artisti emergenti. Situato sui balconi che costeggiano la navata centrale del Grand Palais, questo settore ospita 27 gallerie con meno di 10 anni di attività, selezionate da Marc Donnadieu, membro del comitato di selezione di Art Paris e curatore indipendente. Le gallerie possono presentare un massimo di tre artisti emergenti e beneficiare di una sponsorizzazione fieristica, riducendo il costo di partecipazione a 10mila euro, per uno stand di 20 mq. C+N Canepaneri presenta Feminine Dialogues in Surrealism: Deng Shiqing & Holly Stevenson, una doppia mostra personale. Due voci femminili in uno scambio interculturale attraverso la ceramica e la pittura. Sono artiste emergenti e a metà carriera: Deng Shiqing (nata nel 1992 in Cina, risiede a New York) e Holly Stevenson (nata nel 1975 nel Regno Unito, risiede a Londra).

JR, “Ritorno alla caverna – Atto I, 24 settembre 2023, ore 18:55, Palais Garnier, Parigi, Francia, 2023”, 2023, courtesy Galleria Continua
Nella sezione Generale troviamo le altre quattro. La Galleria Continua (con sede madre a San Gimignano e le altre sparse ai quattro angoli del pianeta) dispiega la sua ricca collezione di artisti importanti. Un’opera di Daniel Buren: Prismi e specchi: alto rilievo DBPF 46 A, 2022; un ricamo di Shilpa Gupta: Senza titolo (Stelle sulle bandiere del mondo), 2025; una foto di JR Ritorno alla caverna – Atto I, 24 settembre 2023, ore 18:55, Palais Garnier, Parigi, Francia, 2023, 2023; un Diorama di Eva Jospin; Anish Kapoor con Trasparente – Rosso Laser satinato, 2025; Jorge Macchi con Timescape 01, 2017 e l’immancabile Pistoletto con Colore e Luce del 2024. Anna Marra (Roma) porta una bella opera Come ogni giorno n. 18, 2000 dell’artista musulmana Shadi Ghadirian: si tratta di fotografie che esasperano le usanze della cultura iraniana e gli stereotipi arcaici che essa impone alle donne contemporanee. A confronto è posta l’opera di Dana Zvulun, un’artista emergente cresciuta e vissuta in Tanzania per gran parte della sua vita. Spazio Nuovo (Roma e Amsterdam) ha presentato i paesaggi di Giuseppe lo Schiavo come Al tramonto (2026) e le installazioni e le fotografie di Chiara Bettazzi. Infine, tantissime sono le opere portate dalla Galleria Studio G7 (Bologna) di cui citiamo solo quelle di David Tremlett: Muro quadrato 2 del 2000 e Disegno per una parete divisa in 4 sezioni #1, del 2004.

Galleria Studio G7 booth, photo by Francesco Rucci, courtesy Galleria Studio G7
Sulla scia del successo della prima edizione del 2025, il settore del design torna con una selezione ampliata di nomi di spicco nel campo del design e dell’architettura d’interni. La French Design Art Edition presenta una selezione di diciotto espositori (architetti d’interni, designer, editori e galleristi specializzati in design) che espongono sia pezzi unici sia in edizione limitata. Questa sezione è curata da Jean-Paul Bath e Sandy Saad. Vengono riproposti i premi storici: Il Premio BNP Paribas Private Banking, Uno sguardo alla scena francese, lanciato nel 2024 da BNP Paribas Private Banking e Art Paris, premia la carriera di un artista vivente nel panorama artistico francese. In lizza ci sono 40mila euro. Poi Art Paris e Marie Claire, la principale testata giornalistica impegnata nella promozione dell’emancipazione femminile, rinnovano l’Her Art Prize, lanciato nel 2025 e dedicato alle artiste, in collaborazione con Maison Boucheron. Qui la posta in palio è di 30mila euro. Motivi per dedicare una visita ad Art Paris, quindi ce ne sono molti, sia per la qualità delle proposte e sia per il livello della curatela.
Info:
Art Paris, 28° edizione
9-12 aprile 2026
Gran Palais, Paris
www.artparis.com

Emanuele Magri insegna Storia dell’Arte a Milano. Dal 2007 scrive dall’estero per Juliet art Magazine. Dagli anni settanta si occupa di scrittura e arti visive. Ha creato mondi tassonomicamente definiti, nei quali sperimenta l’autoreferenzialità del linguaggio, come “La Setta delle S’arte” nella quale i vestiti rituali sono fatti partendo da parole con più significati, il “Trattato di artologia genetica” in cui si configura una serie di piante ottenute da innesti di organi umani, di occhi, mani, bocche, ecc, e il progetto “Fandonia” una città in cui tutto è doppio e ibrido.



NO COMMENT