“On the Street” è un itinerario storico-critico attraverso le opere di quegli artisti che, a partire dagli anni Sessanta, hanno esplorato lo spazio pubblico ripresentandolo attraverso il loro peculiare punto di vista. Infatti, in quegli anni di grandi rivolgimenti culturali e sistemici, molti autori, abbandonando il contesto istituzionale protetto degli spazi espositivi white cube, hanno rivolto il loro sguardo alla strada non come banale passaggio di transito bensì come luogo deputato per produrre azioni radicali e poetiche oppure come fonte di ispirazione sicché detto modus operandi ha finito per riconfigurare il rapporto tra spazio privato e pubblico. Il progetto espositivo, ospitato al Kunstmuseum Liechtenstein, esamina più da vicino queste diverse relazioni tra arte, spazio pubblico, pratica museale e vita.

Francis Alÿs “Paradox of Praxis 1 (Sometimes Making Something Leads to Nothing)”, 1997, documentation of an action, Mexico City
Video, colour, sound, 5’. © Francis Alÿs Studio, courtesy the Artist and Galerie Peter Kilchmann, Zurich/Paris
Scene di vita pubblica quotidiana, dove le persone passeggiano, giocano, entrano in contatto tra loro, lavorano, vendono merci o protestano. “On the Street” invita i visitatori a riscoprire queste aree rilevate come luoghi di incontro, interazione e pure come scenario di protesta, dove le persone esprimono pubblicamente i propri sentimenti. Le opere esposte, suddivise in quattro spazi tematici, esemplificano la complessa trattazione dei loro temi. Sala I: Raccogliere: raccogliere, radunare e lasciare tracce come riflessione poetica delle attività esistenziali nello spazio pubblico. Sala II: Camminare: la strada diventa un palcoscenico, il camminare una strategia artistica e una metafora dell’esistenza umana. Sala III: Manutenzione: cura e manutenzione come attività invisibili ma essenziali nello spazio pubblico. Sala IV: Protesta e vita in strada: la strada come luogo di resistenza, emozioni, migrazione, sopravvivenza e trasformazione sociale.

Damiano Curschellas and Wim De Pauw, “Ressasser”, 2019–2025, installation view “Auf der Strasse”, Kunstmuseum Liechtenstein. Photo Sandra Maier, © Kunstmuseum Liechtenstein / the artists, courtesy Kunstmuseum Liechtenstein
Artisti selezionati: Majd Abdel Hamid, Francis Alÿs, Ovidiu Anton, Joseph Beuys, Stanley Brouwn, André Cadere, Lottie Child, Damiano Curschellas e Wim De Pauw, Guy Debord, Sari Dienes, Tomislav Gotovac, Liesbet Hermans, Anna Jermolaewa, Corita Kent, Jiří Kovanda, Mierle Laderman Ukeles, Klara Lidén, Małgorzata Mirga-Tas, Martina Morger, Rivane Neuenschwander, Adrian Piper, Pope.L, Lotty Rosenfeld, Salon Liz (Anna Hilti / Stefanie Thöny / Anita Zumbühl), Agnès Varda, Steina e Woody Vasulka. La mostra è accompagnata da un opuscolo contenente un poster DIN A2 e schede dedicate a ogni artista, curate da Christiane Meyer-Stoll e Friederike Schuler, edizioni Kunstmuseum Liechtenstein, ISBN: 978-3-906790-54-1 (testi in tedesco/inglese). Numerose le attività programmate in parallelo all’evento espositivo.

Rivane Neuenschwander, “Mapa-múndi/BR (Postal)”, 2007 (detail), vista della mostra “Auf der Strasse”. Photo Sandra Maier, © Kunstmuseum Liechtenstein / Rivane Neuenschwander, courtesy Kunstmuseum Liechtenstein
L’artista performativa e multimediale Martina Morger ha inaugurato “On the Street” con la sua performance “Ceremony” (Einläuten). Come una moderna processione, ha percorso Städtle (la via principale del centro di Vaduz) con un abito creato appositamente e decorato con campanellini, coniugando così tradizione e arte contemporanea. Elementi caratterizzanti dei ritmi e dei rituali della nostra società da secoli, le campane diventano simboli complessi nelle sue opere. Servono a scandire il passare del tempo, annunciano occasioni di festa ma anche a mettere in guardia dal pericolo.

Opere di Anna Jermolaewa e Ovidiu Anton esposte al Kunstmuseum Liechtenstein per la mostra “Auf der Strasse”. Photo Sandra Maier
© 2025, ProLitteris, Zurich / Kunstmuseum Liechtenstein / the artists, courtesy Kunstmuseum Liechtenstein
Nella galleria a luce laterale, situata nelle vicinanze del Kunstmuseum, il collettivo Salon Liz (Anna Hilti / Stefanie Thöny / Anita Zumbühl) ha proposto “Rumor”, una sorta di esplorazione delle dinamiche, della funzione dei pettegolezzi e il loro intimo legame con il gossip. Una raccolta di informazioni speculative che, ‘intrecciando trama e ordito”, hanno ispirato la realizzazione di oggetti tessili e capi di abbigliamento. Con la partecipazione dei visitatori, il gruppo ha messo in scena momenti performativi all’interno e nei dintorni dell’istituzione museale che apparivamo e scomparivano come pettegolezzi fugaci.

Vista della mostra “Auf der Strasse” al Kunstmuseum Liechtenstein. Photo Sandra Maier, © Kunstmuseum Liechtenstein / the artists, courtesy Kunstmuseum Liechtenstein
Il 6 luglio è prevista invece la performance firmata da Liesbet Hermans. Nella passeggiata performativa “A Deluded State of Mind” piccoli gruppi di spettatori verranno muniti di cuffie acustiche per poter seguire il monologo interiore del performer che camminerà davanti a loro. Ogni pensiero che il pubblico ascolterà verrà raffigurato dall’atteggiamento dell’artista e del suo rapporto con l’ambiente circostante. Certo la lista dei nomi poteva essere essere ampliata, sia in ambito storico e sia in ambito contemporaneo, ma il tutto sarebbe diventato un flusso ingestibile e forse anche indigesto.
Matteo Zacchigna
Info:
AA.VV., On the Street
a cura di Christiane Meyer-Stoll
11.04.2025 – 31.08.2025
Kunstmuseum Liechtenstein with Hilti Art Foundation
Städtle 32, Vaduz
www.kunstmuseum.li

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