A Palazzo Scammacca del Murgo, dopo le tappe a Caltagirone e a Scicli, arriva la mostra “Atelier svelati – reportage fotografico di Antonio Vacirca”, a cura di Giuseppe Cona e promossa da Scalamatrice 33. Giovanni Blanco, Maria Buemi, Carmelo Candiano, Giovanni La Cognata, Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro sono i sei artisti siciliani raccontati attraverso le fotografie dei loro studi, grazie agli scatti di un professionista della fotografia come Antonio Vacirca, classe 1972, siciliano, con una solida e importante esperienza internazionale nell’ambito della ritrattistica e del reportage di viaggio, sul piano sociale e antropologico.

Da sinistra a destra: Antonio Vacirca, fotoritratto di Giovanni Blanco, 2024; Giovanni Blanco, “Scimmia Pittore”, 1995-2021, olio su tavolozza, ph. courtesy l’artista e Palazzo Scammacca del Murgo, Catania
L’idea centrale di questo allestimento espositivo è racchiusa nell’intenzione di far conoscere i luoghi intimi della creazione artistica per sviscerarli, con la dovuta cautela, e mostrare ciò che resta lontano dai riflettori: l’Itaca di ogni artista, il rifugio e la metamorfosi del pensiero tradotto in visione pittorica o in disegno. Come ha sottolineato Cona, questa esposizione è «un entusiasmante viaggio nel mondo dell’arte contemporanea che, attraverso il medium fotografico, ci permette di entrare negli atelier e conoscere i segreti e le intime pulsioni dei sei speciali artisti che si sono concessi alla nostra istanza di conoscerli più intimamente». Di ognuno si avverte una forma di urgenza e di attesa, ma anche l’ordine di un proprio spazio con cavalletti, strumenti tecnici e oggetti sparsi o, al contrario, disposti con precisione. C’è anche il silenzio che si affaccia, in un morbido e deciso bianco e nero fotografico, che riempie ogni anfratto e tutte le superficie degli spazi di lavoro.

Da sinistra a destra: Antonio Vacirca, fotoritratto di Maria Buemi, 2024; Maria Buemi, “In altri luoghi #11”, 2023, matita su carta, ph. courtesy l’artista e Palazzo Scammacca del Murgo, Catania
Così nelle sale di Palazzo Murgo, da poco restaurate, si articola un racconto di immagini di atelier che accolgono, conservano e testimoniano l’estrinsecarsi del processo creativo. Inoltre, le fotografie sono accompagnate anche da sei opere – una sola per ogni artista – in cui ritrovare una riflessione sul cielo, sulla vecchiaia e sulla gravità terrestre che non intimorisce il vigore di una “Natura morta strelitzie” come il dipinto di Carmelo Candiano. Se Adorno sosteneva che «l’arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità», ogni atelier di questa mostra è uno spiraglio che sposta l’attenzione sulla segretezza magica del gesto di questi sei artisti. Difatti, come ha dichiarato Pippo Pappalardo, che ha curato il catalogo della mostra, «questo documento fotografico si è fatto motivo di emozione, causa di espressioni diverse, ed oggi è qui accanto alle opere pittoriche per parlare con un linguaggio differente non di “un attimo fuggente”, ma di un laboratorio di idee». Di spunti, concetti, occhi e volti è intrisa questa mostra, in cui si riconosce pure il viso di Franco Battiato, in una foto che racconta lo spazio di Piero Zuccaro, il quale insieme al noto pittore catanese Giuseppe Puglisi – docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania – è stato amico del maestro Battiato.

Da sinistra a destra: Antonio Vacirca, fotoritratto di Carmelo Candiano, 2024: Carmelo Candiano, “Natura morta strelitzie”, 2022, olio su tavola, ph. courtesy l’artista e Palazzo Scammacca del Murgo, Catania
Questi documenti fotografici rivelano dimensioni sensoriali e intime senza svelare quella parte di mistero che avvolge ogni atto creativo, da cui viene fuori persino l’immagine pittorica di una “Scimmia Pittore”, come avviene nell’opera di Giovanni Blanco. Una stessa percezione misteriosa accomuna sia il lavoro sibillino di un disegno su carta di Maria Buemi – dal titolo “In altri luoghi #11” – sia il dipinto di Giuseppe Puglisi “Cielo d’Estate, Traslazione”. Non solo, quindi, l’intento di rivelare parte di una certa idea di arte contemporanea, ma anche quello di creare una narrazione che non intende sconvolgere e provocare, ma dare testimonianza, raccontare, creare un archivio visivo. Ed è, spesso, ciò che manca nelle direzioni dell’arte del nostro tempo.
Info:
Atelier svelati. Reportage fotografico di Antonio Vacirca
22/03 – 13/04/2025
Palazzo Scammacca del Murgo
Piazza Scammacca 1, Catania
www.palazzoscammacca.it

Attraverso l’arte sente l’esigenza di accostarsi sempre di più alla natura, decidendo di creare una residenza artistica sull’Etna come un “rifugio per l’arte contemporanea” per artisti e studiosi. Nasce così Nake residenza artistica. Vince il Premio Etna Responsabile 2015. Nel 2017, è invitata nella Sala Zuccari, Senato della Repubblica, come critico d’arte. Scrive per artisti italiani e stranieri. Curatrice del primo Museo d’Arte Contemporanea dell’Etna e del progetto “Etna Contemporanea”.
NO COMMENT