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Con Artisti per Frescobaldi Giulia Cenci e Sunmin ...

Con Artisti per Frescobaldi Giulia Cenci e Sunmin Park interpretano la viticoltura: un progetto che lega arte contemporanea e territorio

La terra, il luogo e il territorio sono materia pulsante che crea cultura. La famiglia Frescobaldi, essendo profondamente legata a uno dei più antichi elementi della vita dell’uomo, il vino, ne è pienamente consapevole e vede con chiarezza l’importanza di fare onore alla sua tradizione. Per questo motivo continua a perseguire l’obiettivo che sta alla base del progetto Artisti per Frescobaldi, iniziativa ideata da Tiziana Frescobaldi che dal 2012, con l’aiuto del curatore Ludovico Pratesi, mette in dialogo la storia, la cultura e l’essenza della produzione vinicola con l’arte contemporanea.

1.Tenuta Castelgiocondo, 2025, ph. courtesy Artisti per Frescobaldi

Tenuta Castelgiocondo, 2025, ph. courtesy Artisti per Frescobaldi

Gli artisti si immergono in uno dei più caratteristici paesaggi toscani, un luogo dove i filari delle viti che producono uno dei vini più caratteristici e rinomati d’Italia, il Brunello di Montalcino, incontrano la macchia della Maremma. È lì che si trova Castelgiocondo, un luogo che ospita le opere di artisti provenienti da tutto il mondo. Questo punto di incontro di sguardi diversi è per la settima volta il terreno di confronto per artisti che, pur avendo poetiche differenti, introiettano, rielaborano e rappresentano in maniera autentica e personale lo stesso tema: il vino e la viticoltura. Lo scorso ottobre, sono state inaugurate ed esposte nell’ambito di questo programma, due opere di Giulia Cenci e Sunmin Park, due artiste con poetiche diversissime, nate in contesti molto lontani l’uno dall’altro (Italia e Corea), che si approcciano allo stesso argomento mettendo in luce, ognuna a suo modo, l’essenza di questo luogo pieno di storia. Entrambe le creazioni nascono dall’osservazione della viticoltura, ma in maniere del tutto differenti.

Giulia Cenci, “Small Flower”, 2025, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

Giulia Cenci, “Small Flower”, 2025, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

Giulia Cenci viene attratta dalla struttura dei tronchi di vite. Vicino al vigneto ne trova di secchi, morti e accatastati. Non essendo ancora consapevole del perché ne conserva alcuni, questi diventeranno una suggestione per l’opera che partorirà. I tronchi di vite sono ciò che rimane di una pianta sottomessa a rigide regole. I filari devono essere tutti a una certa altezza, le piante devono essere in ordine. Essendo un rampicante, la vite si arrotola crescendo in modo calcolato e composto, ma allo stesso tempo traspare dalla sua struttura una potenza quasi muscolare. Questa natura così contorta e potente viene intercettata dall’artista, che la ripropone sotto forma di alluminio. La forma della vite esprime così, nell’opera Small Flower, tutta la sua complessa e articolata estetica che, fondendosi con calchi di ossa umane, teste canine e corteccia, sboccia e fiorisce riflettendo la luce del giorno. La pianta, così articolata e “muscolare”, richiama il corpo umano, evocato dal calco di un femore compenetrato lungo il tronco, creando un ibrido che mescola natura e uomo. L’intera composizione è arrotolata su di un palo di ferro che ricorda quello usato proprio nei filari vinicoli. In cima alla composizione troviamo un fiore che sembra delicato e fragile come la corteccia secca e sottile della pianta. Nell’opera di Giulia Cenci la fioritura e la pulsione vitale della vite è espressa in un modo poetico ed evocativo.

Giulia Cenci, “Small Flower”, 2025, dettaglio, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

Giulia Cenci, “Small Flower”, 2025, dettaglio, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

Questo tema è uno degli aspetti essenziali anche dell’opera di Sunmin Park, che attua un’investigazione a ritroso sulla creazione del vino. A livello microscopico, quest’ultimo prolifera di vita: particelle minuscole e invisibili a occhio nudo si muovono e danzano all’interno del liquido. È questa la prima immagine che l’artista ci mostra con la sua opera audiovisiva Pale Pink Universe, facendoci notare l’invisibile, la vita all’interno del prodotto finito. Da questa prima suggestione, lentamente altre forme disegnate dall’artista compaiono all’interno della composizione, creando un dialogo con quelle già presenti. I fiori sbocciano, le foglie crescono, i rami germogliano, tutto è materia pulsante e la vita della pianta è resa ancora più evidente da una colonna sonora creata appositamente per l’installazione dal compositore Vladan Vuletic. Il ritmo della sinfonia aumenta fino a raggiungere un culmine a seguito del quale le forme cessano di vibrare, la scena implode su sé stessa e l’immagine rappresenta un oggetto chiuso, liscio, semplice, visto da diversi punti di vista che dopo qualche minuto riconosciamo. È il seme, l’elemento dal quale tutto è partito.

Sunmin Park, “Pale Pink Universe”, 2025, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

Sunmin Park, “Pale Pink Universe”, 2025, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

Assieme all’installazione audiovisiva, altri elementi completano la mostra, in primis la voce dell’artista riprodotta da un altoparlante che si attiva durante l’installazione video: citazione del poeta medioevale Dino Frescobaldi (1271-1316). Oltre a questo riferimento storico alla famiglia, si può osservare la scultura Bouquet Giocondo S 01: un bronzo che oltre a richiamare il castello tramite un’estetica vicina alle decorazioni delle pareti di questo e tramite la base a forma a U (come lo è la pianta della struttura), ripropone a livello visivo il procedimento della creazione del vino. Accanto alla scultura si trova Bouquet Giocondo D 01, un disegno che unisce l’estetica coreana alla tradizione occidentale e alla natura. Tutti i lavori di Sunmin Park cuciono insieme le varie componenti degli aspetti più essenziali della creazione del vino e del territorio di Castelgiocondo partendo da una goccia osservata al microscopio. In una maniera attenta e precisa fa dialogare in armonia diversi elementi che tramite il suono, il video, la scultura e il disegno creano una sintesi poetica e profonda.

Sunmin Park, “Bouquet Giocondo S 01”, 2025, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

Sunmin Park, “Bouquet Giocondo S 01”, 2025, ph. Nicola Gnesi, courtesy Artisti per Frescobaldi

L’arte è una questione di sguardi. Gli artisti guardano le cose in modo diverso e da sette edizioni ogni artista ha guardato lo stesso posto in maniera differente: c’è stato chi ha ragionato sulla tradizione secolare e sulle usanze della famiglia, chi invece ha indagato le fasi del vino, o ancora chi si è focalizzato sulle piante spontanee che crescono lungo bordi del vigneto. La viticoltura è stata simbolizzata tramite racconti mitici o resa vicina a noi tramite ciò che non si vede, come i graspi secchi dell’uva: ciò che è considerato rifiuto, tramite l’arte ci lega ancora di più alla tradizione e al passato, personale e condiviso. L’opera è frutto dell’incrocio dello sguardo tra l’artista e il committente e nel progetto Artisti per Frescobaldi questo contatto crea un virtuoso legame tra presente e passato, ragionando sul futuro e onorando il territorio.

Samuel Tonelli

Info:

www.artistiperfrescobaldi.it


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