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Grande successo per la mostra “Pinakothek’a” alla Fondazione Sant’Elia

A Palermo, negli storici spazi di Palazzo Sant’Elia la grande mostra “Pinakothek’a. Da Cagnaccio a Guttuso, da Christo e Jeanne-Claude ad Arienti. Opere della collezione Elenk’Art”, è stata prorogata fino al prossimo 20 luglio. Oltre 200 opere e 153 artisti sono stati selezionati dai curatori Sergio Troisi e Alessandro Pinto su un corpus di più di quattrocento pezzi, appartenenti alla collezione Elenk’Art della famiglia Galvagno.Un percorso espositivo ricco e suggestivo, su tre piani, ricostruisce la storia dell’arte di oltre un secolo: dagli anni Venti del Novecento fino allo scenario contemporaneo. Come hanno dichiarato Troisi e Pinto «il secondo piano è interamente dedicato alla contemporaneità e a situazioni già in parte storicizzate come la Transavanguardia (Sandro Chia) e la romana Officina San Lorenzo. Ampio spazio è dedicato alla scena siciliana, con la cosiddetta Scuola di Palermo».

Installation view “Quadreria”, Palazzo Sant’Elia, ph. Fotografi associati. Courtesy Elenk’Art

Diversi nuclei storici e tematici hanno orientato l’allestimento, seguendo una successione cronologica. «A Palazzo Sant’Elia è di scena una grande stagione del Novecento riunita nella straordinaria collezione Elenk’Art. Un viaggio per immagini nel secolo scorso, reso fruibile al grande pubblico grazie alla collaborazione fra pubblico e privato», dichiara Angela Fundarò, vicepresidente della Fondazione. Infatti, questa mostra è il risultato di un’articolata collaborazione con Francesco Galvagno e la sua notevole collezione, per la prima volta esposta al pubblico. Il progetto espositivo è nato da un’iniziativa congiunta di Fondazione Sant’Elia, Città Metropolitana di Palermo ed Elenka; ha il patrocinio dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana), dell’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e della Città di Palermo ed è prodotta con la collaborazione di tre partner pubblici: la Fondazione Teatro Massimo, il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” e l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Installation view. A sinistra: Opere di Christo and Jeanne Claude. A destra: Hermann Nitsch, “Senza titolo”, 2014, ph. Fotografi associati. Courtesy Elenk’Art

Questa sinergia significativa è riuscita a portare nelle storiche sale del Palazzo Sant’Elia opere di grande pregio, come quelle degli esponenti di Christo, Arman e César, Oppenheim, Nagasawa e Nitsch. L’opera in mostra dell’artista austriaco Nitsch, Senza titolo, del 2014, è imponente, e rimanda a una certa idea di solennità nel suo essere apparentemente silenziosa con i tratti di catrame nero pece che solcano e attraversano la grandissima tela, sulla quale compare un accenno di crocefissione minimale, affidata a una t-shirt enorme, quasi, mummificata. Spicca l’attenzione dedicata alle neoavanguardie, ai pittori della realtà, soprattutto Bruno Caruso, con un nucleo di opere rilevanti che rintracciano la visione universale, grottesca e quasi caricaturale, dei poteri del mondo con un teschio amletico che prelude alla morte, alla fine della vita oltre il potere. Questa sezione è una sintesi della ricerca artistica del Novecento, dagli anni Sessanta con l’Arte cinetica, la Pittura analitica e il clima delle poetiche dell’oggetto con Pino Pascali e pop di Mario Schifano. Invece, nel piano delle capriate: la Scuola di Palermo, una selezione interamente dedicata alla contemporaneità pittorica. La pittura come dimensione di svelamento onirico e mistico con due grandi opere dell’artista Francesco De Grandi, Gemma Y, 2021 e Il passaggio difficile, 2011; intesa quale visione storica con un notevole dipinto di Francesco Lauretta, Mirò (remix), 2017; visione fantasy con l’incredibile paesaggio fantascientifico di Fulvio di Piazza, artista siracusano, e la sua opera Guerilla del 2019 oppure sguardo umoristico sul tempo e su una certa moda convenzionale, con tre scimmie umanizzate di Giuseppe Borgia con Lo svago, del 2024.

Installation view della Sala immersiva con il wallpaper “Unicorn” di Francesco Simeti, ph. Fotografi associati. Courtesy Elenk’Art

Infine, completano l’allestimento due contributi multimediali. Il primo è la Sala Immersiva – curato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, del corso di Nuove tecnologie dell’arte – dedicata all’opera Unicorn del 2014 di Francesco Simeti e che, con l’ausilio della tecnologia digitale, riproduce il wallpaper pattern realizzato dall’artista negli uffici di Elenka. I visitatori entrano in una piccola sala con proiezioni multimediali che riproducono un paesaggio naturale, di ispirazione botanica, facendo scorrere gli interventi pittorici di Simeti, con lo sfondo di echi di cinguettii di uccelli. Mentre resta, al centro della sala, un’altalena dal piglio quasi beckettiano che invita i fruitori a dondolarsi in questo giardino esotico digitale. Il secondo progetto multimediale è la proiezione di un originale e divertente “Cinegiornale Elenka”, diretto dal regista Salvo Cuccia per Elenk’Art: girato in super8 e, in maniera ironica, attraverso il linguaggio del cinema d’avanguardia per ripercorrere le tappe che hanno portato alla realizzazione di “Pinakothek’a”. Una mostra che ha dietro un singolare progetto espositivo e che caratterizza la città palermitana nella sua vocazione alla contemporaneità in un sincretismo dinamico che ingloba realtà storica e dimensione tecnologica.

Info:
PINAKOTHEK’A
Da Cagnaccio a Guttuso da Christo e Jeanne-Claude ad Arienti.
Opere della collezione Elenk’Art.
A cura di Sergio Troisi e Alessandro Pinto
24 novembre 2024 > 20 Luglio 2025
Palazzo Sant’Elia, Via Maqueda 81, Palermo
www.fondazionesantelia.it


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