Diego Tonus. Artist’s Proof

Nella parola “prova” si fondono due ambiti concettuali simili ma strettamente legati tra loro: se da un lato la prova è l’inconfutabile indizio di un’evidenza, dall’altro la sua credibilità implica un procedimento di verifica e di analisi, aperto a risultati imprevisti, che procede per tentativi e approssimazioni. L’impercettibile slittamento tra questi due significati intercomunicanti e l’amplificazione dello spazio mentale che li separa è al centro della poetica di Diego Tonus (1984), giovane artista italiano da anni residente in Olanda, già protagonista di prestigiose mostre in Italia e all’estero. La sua pratica artistica si concentra sulla riproduzione come strumento di indagine finalizzato a mettere in discussione i sistemi di controllo e le strutture di potere, trasformando immagini, oggetti ed esperienze collettive in modo da alterarne il funzionamento e metterne a nudo le interne strutture di codificazione e normatività. Ogni suo lavoro nasce da un incontro casuale con una situazione o con un oggetto e si sviluppa quasi ossessivamente nella successiva esplorazione dei comportamenti dei materiali che lavora in prima persona con l’intento di interrogare l’originale attraverso una copia che, approssimandosi al suo modello di riferimento, sembra in un certo qual modo ridiscuterne e alterarne l’identità.

L’idea di copia come produzione di differenza e il processo intellettuale e artigianale alla base di quest’assunto sono al centro della mostra Artist’s Proof a Spazio Cordis, che propone al visitatore una vera e propria immersione nel laboratorio mentale di Tonus presentando una serie di oggetti ibridi e intermedi appartenenti alla gestazione di due suoi recenti progetti. La mostra, oltre a svelare i retroscena di una complessa manipolazione creativa, indaga il rapporto tra prodotto finale e prova d’artista, verificando le intrinseche potenzialità dell’abbozzo svincolato dal soggetto di partenza e dall’esito definitivo.

Il percorso espositivo si apre con tre busti (in resina di bronzo, gesso e cemento alluminoso) della serie A Moment of Darkness (2018) che raffigurano un misterioso volto umano parzialmente schermato dalle mani che ne rendono impenetrabile l’identità. Le tre sculture sono prove d’artista propedeutiche alla realizzazione del calco a grandezza naturale di un anonimo falsario incontrato nel 2017 dall’artista a Londra. L’insolita conoscenza induce Tonus a riflettere sul valore della riproduzione di un’opera, su come i passaggi di stato tra diversi materiali incidano sulla sua valutazione (culturale ed economica) e sulle implicazioni autoriali della sottrazione di una proprietà intellettuale altrui. Mettendo in atto un’appropriazione-contraffazione, l’artista ruba i connotati e le idee al falsario che diventa contemporaneamente soggetto e coautore di una scultura-calco che riproduce fedelmente le sue sembianze e che contiene un segreto. Non soltanto infatti la sua identità è ignota perché il volto è protetto dalle mani (anche se nell’accettare il calco in silicone il falsificatore ha involontariamente consegnato le sue impronte digitali), ma la scultura contiene una placca metallica con incise le password per accedere a un bitcoin le cui oscillazioni di quotazione ne modificano quotidianamente la stima. Questo parametro paradossalmente oggettivo enfatizza l’artificiale scarto tra il valore artistico e culturale di un’opera e la sua controparte economica evidenziando la natura convenzionale di entrambi gli aspetti. L’unico modo per arrivare al bitcoin è rubare o rompere la scultura, attualmente ubicata nella collezione del MAMbo dopo essere stata esposta in una vetrina del Palazzo del Ministero delle Finanze di Amsterdam, in ironico dialogo con la sede della Corte Suprema che fronteggia l’edificio.

Il secondo progetto che troviamo in mostra è Processing Authorities (2013-2018), in cui Tonus si appropria di una collezione di martelletti conservati all’Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam per questionare con la sua pratica artistica le forme di potere autoritarie sottese al loro utilizzo. Anche qui il punto di partenza è il ritrovamento casuale di un oggetto d’archivio, a cui l’artista accede presentandosi come ricercatore, che lo conduce alla scoperta di una collezione di 53 martelletti appartenuti a presidenti di commissioni di gruppi rivoluzionari europei (movimenti sindacali, femministi, consorzi religiosi e associazioni di vario genere). Affascinato dall’ambigua connotazione di questi strumenti, che sottendono un consesso democratico in cui tutti i membri hanno libertà di esprimersi, ma anche una gerarchia in cui un singolo ha l’autorità di creare il silenzio e di pronunciare l’ultima parola, Tonus decide di riprodurli per creare una serie di nuovi originali a disposizione per futuri processi decisionali. In mostra vediamo una selezione di 11 prove d’artista che documentano la lunga fase di osservazione e sperimentazione che precede la realizzazione delle 53 copie analoghe al vero. Per la prima volta nella sua carriera Tonus si cimenta con il legno e riscopre le tecniche di lavorazione dei vecchi artigiani locali, con l’ulteriore complicazione di trascrivere/fingere in modo credibile anche i segni di usura degli oggetti originali che ne testimoniano il valore storico. Anche qui la riproduzione esatta, che asseconda le trasformazioni dei materiali utilizzati, altera le implicazioni semantiche degli oggetti iniziali in un inestricabile intreccio di narrazione e mistificazione. Conclude l’analisi il film Soundtracks for Revolutions, in cui l’artista con approccio documentario e oggettivo registra i suoni dei martelletti che colpiscono il medesimo disco di legno per creare un nuovo archivio di processi che metaforicamente riesumano le adunanze del passato per stabilire, a distanza di decenni, nuove decisioni e giudizi.

Info:

Diego Tonus. Artist’s Proof
a cura di Jessica Bianchera
27 giugno – 10 agosto 2019
Spazio Cordis
Via Andrea Doria 21A

Diego Tonus, Prove d’artista per A Moment of Darkness, 2018

Diego Tonus. Artist’s Proof, installation view at Spazio Cordis

Diego Tonus, Studi per A Moment of DarknessDiego Tonus, Studi per A Moment of Darkness, stampa B/N su carta fotografica, 2017

Diego Tonus, Prove d’artista per Processing Authorities , 2017-2018

Diego Tonus. Artist’s Proof, installation view at Spazio Cordis