READING

Equilibri: Monique Rollins e David Row a metroquad...

Equilibri: Monique Rollins e David Row a metroquadro

L’anno di inaugurazione dell’attività di metroquadro è il 2008; la sede iniziale fu aperta a Rivoli, a ridosso del Castello. La mostra inaugurale fu dedicata al lavoro fotografico di Erwin Olaf e Steve Sabella. Nel giugno del 2016 la galleria si trasferisce nell’attuale spazio, nel centro di Torino. Attraverso un continuo lavoro di collaborazione con gallerie nazionali e internazionali, metroquadro concentra le sue scelte sugli artisti che pur avendo sviluppato un linguaggio personale solido e riconoscibile, non siano ancora del tutto conosciuti in Italia. Da questo punto di vista metroquadro ha ottenuto anche dei grandi risultati; in effetti è stata la prima galleria italiana a presentare nel 2009 i monoprints di Mel Bochner e i lavori della giovane Shara Hughes, poi selezionata alla Whitney Biennale del 2017. Ricordiamo inoltre che nel 2011 la galleria organizzò la tappa torinese della mostra itinerante “The Changing Rooms”, curata da Aida Eltorie, esponendo i lavori di quindici artisti dell’area mediorientale e nordafricana.

Vista parziale della mostra “Equilibri” alla galleria metroquadro. Ph courtesy metroquadro, Torino

Vista parziale della mostra “Equilibri” alla galleria metroquadro. Ph courtesy metroquadro, Torino

Ora la galleria propone un altro duetto. Con “Equilibri” la proposta è incentrata su Monique Rollins e David Row, il cui lavoro in verità è già stato proposto dalla galleria rispettivamente nel 2012 e nel 2019. Nelle opere di questi due autori prende forma un paesaggio astratto che oscilla tra impulso e misura, emozione e struttura. Forse parlare di paesaggio può sembrare azzardato, ma se si pensa al percorso spirituale di Kandinsky, dalla materia alla forma pura, con evocazioni o pentimenti evocativi o figurativi presenti anche nella macchia di colore, si può comprendere che questo termine non è solo un abuso, è anche un possibile riferimento storico.

Monique Rollins, “Ring My Bell”, 2018, olio su tela, 182 x 152 cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

Monique Rollins, “Ring My Bell”, 2018, olio su tela, 182 x 152 cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

In particolare le tele di Monique Rollins (Wilmington, Delaware, 1980) sono attraversate da onde di colore che sembrano respirare: stratificazioni luminose, gesti fluidi e vibrazioni cromatiche che traducono memorie intime ed energie vitali. La sua pittura è tensione emotiva che si fa immagine, tanto da diventare una celebrazione del movimento e dell’azione, delle qualità emotive della luce e del colore, così come della sensualità di un colore applicato sulla superficie. Inoltre, non è assente una ricerca sull’umore e sull’influenza che l’umore può avere sull’immaginazione. Le immagini che scaturiscono dalla sua immaginazione, prendono forma in una realtà concreta, viva e pulsante. Le forme, i colori e gli oggetti all’interno di ciascun dipinto sono in costante conversazione tra loro e con lo spazio circostante. Tutti questo insieme di elementi crea il linguaggio simbolico delle sue esperienze e dei suoi ricordi. A rischio di apparire blasfemo, mi pare che il paragone possibile sia con il Michelangelo della Cappella Sistina: corpi intrecciati, segni rutilanti di un dramma interiore, introversioni inesplicabili, luce che scaturisce dal profondo: togliamo la religione e i corpi umani che le fanno da corollario e siamo al cospetto delle opere di Rollins.

David Row, “DR1020 Heartburn”, 2017, olio su Arches Paper, 20,5 x 30,5 cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

David Row, “DR1020 Heartburn”, 2017, olio su Arches Paper, 20,5 x 30,5 cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

David Row (Portland, Maine, 1949), al contrario, affida la sua ricerca a forme segnate dalla geometria calibrata e dalle campiture sospese. Nei suoi lavori il silenzio della struttura diventa spazio meditativo, dove l’equilibrio fragile tra ordine e discontinuità può sempre spezzarsi. Il paragone che mi viene in mente (proprio per le sagomature e per la geometria che le disegna) è con Rodolfo Aricò. Ma la pittura di Row è più estroversa, la sua materia è giocata con maggiore libertà e con minore morboso cerebralismo.

Monique Rollins, “Spring Scape”, 2012, olio su tela, 76 x 92cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

Monique Rollins, “Spring Scape”, 2012, olio su tela, 76 x 92 cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

Accostati, all’interno di questa proposta espositiva, il linguaggio di questi due autori non si annulla ma si amplifica: la forza gestuale di Rollins trova un contrappunto nella precisione di Row; l’urgenza del colore incontra la calma della forma. In questo incontro, l’astrazione rivela la sua natura plurale, capace di contenere tanto la vertigine del sentimento quanto la chiarezza della costruzione, aprendosi in un doppio respiro: in Rollins gesto e colore si espandono in paesaggi emotivi, mentre nelle composizioni di Row la vita stessa prende forma. I segni più massicci sono le nostre certezze, interrotte da inaspettate linee sottili e i in colori contrastanti, a rappresentare gli imprevisti che irrompono nel flusso vitale, modificandone la prospettiva e la percezione, il tutto racchiuso in un perimetro irregolare che richiama il limitato campo visivo dell’uomo.

David Row, “DR1036 Study for Depth Grammar”, 2017, olio su Arches Paper, 20,5 x 30,5 cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

David Row, “DR1036 Study for Depth Grammar”, 2017, olio su Arches Paper, 20,5 x 30,5 cm. Ph courtesy metroquadro, Torino

Entrambi gli artisti raccontano l’esperienza di vivere, ma con linguaggi astratti diversi: impulsiva gestualità colorata da una parte, calmo rigore geometrico dall’altra. In qualche modo questo dialogo ci riporta ai due punti fermi dell’astrazione storica: l’istanza lirica e l’istanza costruttiva/progettuale. Il che vale dire che a distanza di più di un secolo il nodo non è stato ancora sciolto. In conclusione, diamo una ulteriore informazione: David Row, fino al 17 gennaio 2026, espone a New York, alla Milton Resnick and Pat Passlof Foundation, nella collettiva “Building Models: The Shape of Painting” curata da Saul Ostrow.

Bruno Sain

Info:

Monique Rollins e David Row, Equilibri
18/09 – 25/10/2025
metroquadro
corso San Maurizio 73/F, 10124 Torino
info@metroquadroarte.com
www.metroquadroarte.com


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.