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AA.VV. Inaugurazione paradossale

AA.VV. Inaugurazione paradossale

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Data / Ora
Date(s) - 02/07/2025
7:00 pm - 11:00 pm

Luogo
Craving Art - Art Gallery

Categorie


INAUGURAZIONE PARADOSSALE
La seconda mostra inaugurale della Craving Art – Art Gallery

Opening: 2 luglio 2025, ore 19:00
Ingresso libero e aperitivo
Via Casperia 33 – Roma, zona Trieste

In mostra dal 2 al 13 luglio 2025, ore 16:00–20:00

Dopo il grande successo dell’apertura di questa nuova sede, con un pubblico entusiasta, artisti apprezzatissimi e un’energia che ha superato ogni aspettativa, Craving Art – Art Gallery inaugura di nuovo!
Un paradosso? Forse sì. Ma un paradosso necessario. Gli artisti, tra volti noti della community di Craving Art e nuove collaborazioni, sono tanti, e tutti meritano di far parte di questo nuovo inizio.

Craving Art – Art Gallery continua così il suo ingresso ufficiale nella scena romana con un’altra esposizione collettiva. Nessun tema da rispettare, se non la volontà di celebrare la libertà creativa.
Questo spazio, desiderato, costruito e curato da Alessia Dei, non è una galleria classica, ma un luogo dove vivere l’arte a 360 gradi, creare connessioni e trovare benessere.
E se un’inaugurazione è già un evento importante, farne due per lo stesso inizio è un modo in più per dire che l’arte non è mai abbastanza.

Gli artisti in mostra:

Alberto Cecchi dipinge seguendo l’energia del momento. Le sue tele astratte, vivaci e materiche, nascono dall’equilibrio tra colore e gesto. L’artista usa mani, spatole e persino biglie per costruire un linguaggio visivo personale, pieno di ritmo.

Alfredo Tramutoli osserva il deterioramento della materia come fosse poesia. Superfici segnate da ruggine, graffi e ossidazioni sono testimonianze fisiche del tempo che passa. Opere che sfuggono all’astrazione pura per diventare epifanie materiche, dove l’imperfezione è la vera forma di bellezza.

Ariana Zanella, artista che vive tra Europa e Brasile, ha trasformato la sua vita e la sua arte attraverso la Fluid Art: una tecnica libera, fisica, quasi alchemica, dove l’opera nasce dall’aria, dal fuoco, dall’acqua e dalla terra. Ariana dipinge quadri figurativi senza usare pennelli né schemi precostituiti, ma solo con colore e libertà.

Bruno Bruni unisce fotografia, viaggi e scienza in un percorso artistico nutrito da decenni di esplorazione del mondo e dell’universo. Appassionato di astronomia, ha pubblicato libri divulgativi e reportage fotografici in cui il tempo è sempre protagonista. Qui presenta foto dalla sua serie sul Carnevale di Venezia.

Capitan Morgan rielabora icone del cinema e dell’arte attraverso una tecnica antica e affascinante: l’intarsio ligneo. Formatosi accanto a uno degli ultimi veri falegnami bolognesi, unisce con grande originalità la nobiltà del legno alla vivacità del linguaggio pop.

Denis Benedetti, grafico e artista, trasforma le sue esperienze personali in immagini piene di significato. I suoi volti di donna hanno uno stile distintivo, fatto di linee colorate e intrecci emotivi, simboli di libertà e rinascita. L’arte è per lui terapia, meditazione, atto di rivalsa.

Emanuel Simeoni, illustratore e riconosciuto fumettista, ha firmato fumetti per colossi come DC Comics (Batman Inc., Talon, Batman Eternal). La sua tecnica impeccabile e la grande potenza visiva conferiscono alle sue opere un carattere inconfondibile.

Emilia Di Stefano, nell’universo astratto della sua pittura, offre un’estensione diretta del sentire. Ogni opera è uno spazio psichico che pulsa di umori, pensieri, passioni che stimolano l’immaginazione e invitano lo spettatore a entrare.

Factory trasforma lo scontrino in simbolo estetico e culturale. Indaga la cultura pop e la quotidianità consumistica in opere prêt-à-porter. Ogni scontrino è un frammento di vita, una memoria condivisa, un’icona popolare che diventa arte.

Laxmi Devi Crivellone dipinge figure femminili archetipiche. Donne guerriere, mistiche e selvatiche, in dialogo costante con la Natura. I suoi oli evocano mondi interiori, sacri e non addomesticati, dove ogni volto è un frammento del suo alter ego.

Lorenzo Favaron scolpisce, fonde, brucia e soffia via l’eccesso. Le sue opere in cemento, contaminate da legno e sabbia, nascono da matrici geometriche ma si lasciano alterare dalle forze naturali. Ogni vuoto è una cicatrice, ogni imperfezione una verità.

Marco Cellamare, nelle sue opere astratte, fa convivere rigore e slancio, struttura e improvvisazione. In ogni tela, il colore diventa impulso emotivo. Così ci invita a perderci nell’equilibrio precario tra forma e caos, lasciando che l’immaginazione faccia il resto.

Marisa De Gregorio usa l’obiettivo come occhio e cuore, capace di restituire la profondità del reale con eleganza e precisione. La sua fotografia racconta l’anima dei luoghi e delle persone. Una fanciulla incoronata di fiori emerge dalla penombra come sulla soglia tra sogno e memoria.

Maria Rita Azzaro, nelle sue opere astratte, trasforma la superficie in rilievo e memoria tattile. L’artista esplora una dimensione emotiva profonda, offrendo all’osservatore un’arte da vivere, toccare e sentire.

Michele Schirinzi, nei suoi lavori, plasma tagli, segni, bruciature e sfumature come fossero ferite e frammenti di una storia personale e collettiva. Questi lembi di stoffa diventano anima sensibile, reliquie sospese, sottratte al tempo e allo spazio.

Merilù Di Gregorio crea opere sartoriali che nascono da un processo di scomposizione e ricostruzione che ricorda il kintsugi, dove ogni taglio è una ferita e ogni cucitura una rinascita. Merilù cuce la materia e insieme le emozioni.

Monica Belloni parla attraverso la lingua del gesto e della memoria, tra figurazione evocativa e ricerca simbolica, come se ogni strato di colore fosse un frammento di sé.

Pietro Pancotto rilegge la Pop Art tra provocazione e profondità. Le sue opere sono collage visivi e concettuali, immagini della cultura di massa, slogan d’impatto in un mix di acrilico e gel transfer. Il suo è un linguaggio immediato, ironico e anche malinconico.

Samuel Proietti scolpisce il ferro come fosse memoria. Sono materiali recuperati e vissuti che parlano di trasformazione interiore. Le sue opere inducono a confrontarsi col tempo e con la fragilità che diventa forza.

Silvia Pao dipinge fiori che sono meditazioni, in bilico tra figurazione e astrazione. I grandi petali macroscopici diventano mappe dell’interiorità, simboli ancestrali, vortici silenziosi che catturano l’osservatore.

Silvia Romano presenta l’opera Copacabana, ispirata ai colori e ai ritmi della celebre spiaggia. È pensata come un modulo che si può scomporre e ricomporre, come accade ogni giorno con gli ombrelloni sulla sabbia. Un progetto che riflette la natura partecipativa dell’arte e il legame indissolubile tra bellezza, memoria e relazione con lo spazio.

Sonia Laiacona dipinge volti dai grandi occhi espressivi che raccontano ossessioni intime, dolori esistenziali, ricordi. Il suo tratto è espressionista. È una pittura intima che non cerca l’estetica convenzionale, ma diventa uno sfogo, un’urgenza, un rifugio.

Someshwarananda, pittore nepalese, intreccia spiritualità orientale, esperienze monastiche e una profonda ricerca interiore. Le sue sono visioni sospese che raccontano la pace della meditazione in un percorso di consapevolezza che dall’Himalaya arriva fino a Roma.

Stefano Di Matteo, con le sue fotografie, indaga il tabù contemporaneo dell’omosessualità femminile, tra rimozione e spettacolarizzazione. Il suo lavoro propone una riflessione sullo sguardo sociale e sul potenziale dell’educazione come antidoto alla discriminazione.

Ugo Grandolini celebra con le sue fotografie la fusione tra corpo e natura. I nudi femminili si radicano, si intrecciano, si confondono con rami, muschi e foglie, fino a diventare foresta. Nei suoi negativi fotografici ribalta le prospettive: qui la luce diventa ombra, la pelle oscurità, la natura una sorgente luminosa.

Questa mostra segna il secondo capitolo del programma appena iniziato dalla galleria, dove gli spazi continueranno ad animarsi con eventi, performance, teatro, proiezioni, musica dal vivo e tanto altro. Con l’intento di far vivere questo luogo come un punto di incontro reale, vivo e aperto.

L’opening di mercoledì 2 luglio ore 19 sarà una vera festa, dove chi entra non soltanto contemplerà arte, ma ne parteciperà attivamente, come è sempre stato negli eventi della Craving Art – Art Gallery.
L’ingresso è libero e un aperitivo sarà offerto agli ospiti.


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