AA.VV. Un battito di ciglia

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Data / Ora
Date(s) - 01/11/2025
5:30 pm - 7:30 pm

Luogo
Palazzo Rospigliosi Colonna

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Sabato 1° novembre 2025 la Galleria Purificato.Zero presenta la sua Mostra di fine anno con i suoi 50 artisti tra i migliori emergenti del momento.

Alle ore 17.30, nelle sale affrescate della nobile dimora storica della famiglia Colonna, saranno esposte oltre cento opere, accompagnate da una selezione accurata proveniente dalla collezione della Galleria. I visitatori avranno inoltre la possibilità di accedere al Museo Demoantropologico del Giocattolo Antico, il più grande d’Europa, ospitato nella stessa sede storica. La mostra resterà aperta fino al 15 novembre 2025 all’indirizzo Piazza della Indipendenza 6, Zagarolo

Il titolo della mostra è

“UN BATTITO DI CIGLIA”

Viviamo immersi in un tempo che scorre veloce, anche e soprattutto quando ci troviamo davanti alla bellezza che gli stessi uomini hanno saputo creare. Come in un battito di ciglia, ogni visione si consuma velocemente. Eppure, proprio in questa accelerazione, l’arte continua a lasciare un segno profondo: basta un attimo per riconoscere l’infinito, per sentire che ciò che vediamo va ben oltre quel secondo fugace in cui lo percepiamo.
La velocità del presente può non essere soltanto distrazione. Infatti è anche una rete di connessioni che accorcia le distanze e rende l’arte accessibile a chi un tempo non avrebbe mai potuto incontrarla. Un’immagine, un suono, una parola viaggiano in pochi secondi da un continente all’altro, portando la bellezza a chi vive lontano dai luoghi tradizionali della cultura. Ciò che ieri richiedeva lunghi pellegrinaggi oggi può essere condiviso in un attimo, generando nuove forme di comunità sensibile.
Questa immediatezza, lungi dall’essere nemica della profondità, può diventare un invito rinnovato a scegliere. In mezzo al flusso incessante, siamo chiamati a un gesto di attenzione più consapevole: decidere di fermarci, anche solo per pochi respiri, davanti a un’opera d’arte o a un paesaggio, sapendo che il tempo non ci appartiene, ma coscienti che possiamo abitarlo pienamente. Il ritmo frenetico ci costringe a riscoprire il valore dell’attimo, a sentire la vita concentrata in un punto, come una luce che brilla più intensa proprio perché fugace.

E tuttavia c’è chi sussurra che forse l’arte non sia che un sogno collettivo, una grande illusione che si alimenta della nostra stessa fretta. Probabilmente le opere non aspettano davvero il nostro sguardo: forse sono loro che osservano noi mentre il tempo ci divora. Immaginiamo per un momento che i colori respirino senza di noi, che i gesti scolpiti nella materia si muovano in una danza invisibile, e che l’arte non abbia bisogno di essere salvata, perché è lei a custodire noi.

In questo sospetto c’è una pesante incertezza, ma anche una promessa: l’arte sopravviverà al nostro passo accelerato, continuerà a vegliare, a parlare, a rinnovare il senso della vita. Mentre corriamo, siamo noi l’opera che l’arte contempla, e nel suo silenzio millenario trova e troverà sempre il modo di offrirci non solo bellezza, ma anche salvezza.

Francesco Zero

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