Data / Ora
Date(s) - 26/04/2026
6:00 pm - 9:00 pm
Luogo
Rosticceria M, Bracciano
Categorie
Zombie Filosofico
A cura di Alessia Simonetti – Art Director Cristallo Odescalchi
Rosticceria M, Bracciano
26 aprile al 24 maggio 2026
Inaugurazione: 26 aprile 2026, ore 18:00
Dal 26 aprile al 24 maggio 2026, lo spazio Rosticceria M presenta Zombie Filosofico, una mostra collettiva ideata da Cristallo Odescalchi e curata da Alessia Simonetti.
Il progetto indaga il concetto di “zombie filosofico”, formulato nell’ambito della filosofia della mente: un essere indistinguibile dall’umano sul piano comportamentale e fisico, ma privo di coscienza e della capacità di percepire attraverso i sensi, provare sensazioni, emozioni, piacere e dolore. Un paradosso che incrina la fiducia nell’evidenza del reale e interroga il rapporto tra apparenza e interiorità.
La mostra presenta le opere di Alberto Parres, Carolina De Cesaris, Daniela Di Lullo, Diana Pintaldi, EPVS, Gulia Lusikova e Irene Machetti, artisti che attraverso linguaggi differenti — pittura, ceramica, installazioni, video, performance e fotografia — esplorano il confine tra esperienza vissuta e rappresentazione, tra presenza e simulacro.
Al centro della riflessione si colloca il rapporto tra mondi interiori: uno autentico, uno riflesso e uno simulato. In questo scenario, la nozione di rappresentazione si lega al principio formulato dal filosofo e studioso del linguaggio Alfred Korzybsky — “la mappa non è il territorio” — secondo cui percezione, linguaggio e credenze (la “mappa”) non coincidono mai pienamente con la realtà oggettiva (il “territorio”). Le rappresentazioni mentali sono infatti versioni filtrate e semplificate del mondo reale; tuttavia, quando il simulacro raggiunge un elevato grado di verosimiglianza, può apparire così convincente da rendere indistinguibile la mappa dal territorio stesso. Nel contesto della mostra, questa tensione viene esplicitata: la mappa coincide con il simulacro, mentre il territorio è l’essere umano.
Il confronto tra essere umano e androide, tra esperienza diretta e mediata, richiama immaginari contemporanei come The Matrix, dove la simulazione raggiunge un grado di verosimiglianza tale da confondere i confini tra reale e artificiale. Anche tecnologie emergenti come Neurolink—un’interfaccia cervello-computer (BCI) impiantabile, sviluppata per connettere direttamente il cervello umano ai dispositivi digitali—aprono scenari in cui la comunicazione potrebbe avvenire oltre il linguaggio verbale, ridefinendo ulteriormente il concetto di esperienza e relazione, fino a includere la possibilità che sistemi artificiali siano ormai indistinguibili dall’umano anche sul piano conversazionale, come suggerirebbe il superamento del Turing test.
Zombie Filosofico si configura così come uno spazio di indagine sulla natura dell’esperienza umana: cosa distingue una presenza viva da una sua replica perfetta? In che modo reagiamo emotivamente di fronte a un’entità che simula l’interiorità senza possederla? E soprattutto, è ancora possibile tracciare un confine netto tra realtà e rappresentazione?
Attraverso una pluralità di pratiche artistiche, la mostra invita il pubblico a confrontarsi con queste domande, mettendo in discussione le certezze percettive e aprendo a nuove possibilità di consapevolezza. In un’epoca dominata dalla riproducibilità e dall’intelligenza artificiale, Zombie Filosofico propone una riflessione sul significato dell’essere umano e sulla costruzione di connessioni autentiche tra mondi interiori.
Biografie artisti
Alberto Parres (Tangeri, 1953) vive e lavora a Roma.
Dopo aver vissuto a Parigi e Siviglia, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Roma, dove si è diplomato nel 1980. La sua ricerca artistica si fonda su un’astrazione intesa come manifestazione del sé in continuo divenire. La pittura diventa uno spazio mentale e sensibile, in cui coscienza e percezione generano nuove forme di pensiero. La memoria è concepita come un presente continuo, fluido e in trasformazione. Ne emerge una visione artistica e di vita intesa come processo di metamorfosi. Ha presentato il suo lavoro in numerose personali in gallerie e spazi d’arte in tutta Italia.
Diana Pintaldi (Roma, 1988) vive e lavora a Roma.
È un’artista multidisciplinare che indaga i momenti di transizione tra ciò che è e ciò che diventa. Attraverso segno, luce e suono, utilizza il codice Morse come grammatica del divenire, basata sulla relazione tra presenza e assenza, entrambe necessarie alla costruzione di un significato che si articola nel tempo. Il suo lavoro traduce processi invisibili in tracce percepibili, sviluppandosi tra contesti istituzionali e indipendenti, tra cui il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, la Fondazione Pistoletto, Struttura e Studio GIGA, in dialogo con arte contemporanea, cinema e performance.
Daniela Di Lullo (Napoli) vive e lavora a Roma.
La sua pratica artistica si muove tra pittura, collage e video. Tra le sue ultime mostre collettive e personali: Spleen. Cronache di una routine (precedentemente) sottovalutata, mostra personale presso la Cavallerizza Reale di Torino, 2021; Can our Humanity save humanity?, Paratissima Factory | Murazzi sul Po’ – Torino, 2023; Fuck war, Cheap Fest – Bologna, 2024; Trust Utopia, Cheap Fest – Bologna, 2025; (un)spleen, solo show, Palazzo Cojari – Fivizzano, in partnership con Lunigiana Skyrace, 2025.
Gulia Lusikova (Minsk, 1967) vive e lavora a Roma.
Artista internazionale formata all’Accademia di Minsk, attiva nei movimenti d’avanguardia sovietici. Negli anni ’90 si trasferisce a Roma, collaborando con gallerie storiche e realizzando importanti mostre personali. La sua ricerca spazia tra pittura, incisione, ceramica e video, unendo immaginario, materia e percezione. Insieme alla figlia Karolina sviluppa progetti a quattro mani, partecipando anche alla Quadriennale di Roma. Ha presentato il suo lavoro in contesti internazionali in dialogo con artisti come Yoko Ono e Andy Warhol. Ha preso parte a mostre curate anche da Achille Bonito Oliva, consolidando la sua presenza europea. Le sue opere, tra arte, scienza e filosofia, sono presenti in collezioni come Bulgari e Franchetti.
Carolina De Cesaris (Pietrasanta, 1995) vive e lavora a Roma.
È una scultrice e ceramista. Ha conseguito una laurea in filosofia estetica presso La Sapienza di Roma. Ha iniziato a lavorare l’argilla a 19 anni, sviluppando una pratica che unisce cultura ceramica e modellato scultoreo. Negli ultimi anni si è concentrata sull’approfondimento di tecniche pittoriche su ceramica, con l’intento di integrarle nella dimensione scultorea. Attualmente vive e lavora a Roma, dove ha il suo studio nel quartiere Pigneto.
EPVS/ Elena P. V. Sanseverino (Germania) vive e lavora a Roma.
È un’artista con una forte impronta concettuale. Dopo un esordio nella moda, ha lavorato come scenografa e costumista in tutta Europa. Da oltre trent’anni realizza opere e installazioni presenti in musei, spazi pubblici e collezioni internazionali. La sua pratica è poliedrica: utilizza materiali diversi per creare installazioni, sculture, land art e opere sonore. Ha realizzato mostre personali al Museo Collicola Arti Visive di Spoleto, al Museo Bilotti di Roma e al Museo Palazzo Ziino di Palermo. Ha partecipato alla Biennale Internazionale Arte Sacra con interventi site-specific al Museo Riso di Palermo. Collabora con il sound artist Sebastian Vimercati, sviluppando installazioni immersive tra arte e suono.
Irene Machetti (Venezia) vive e lavora a Roma.
È un’artista che si muove tra performance, installazione e arte partecipativa. La sua ricerca si basa sulle ritualità e i gesti legati al cibo, suo mezzo espressivo che utilizza per creare un legame con il pubblico e analizzare il ruolo e le norme che girano attorno all’atto del mangiare. La sua ricerca si espande in ambito giornalistico e curatoriale: fonda la rubrica FOOD ART su FAD Magazine e Artribune, e insieme ad Alessia Simonetti e Marta Gaudino dà vita al progetto Art Diners. Nel 2019 consegue una laurea in Storia dell’Arte al Courtauld Institute of Art (Londra), seguita da un Master of Art alla LUISS Business School di Roma.
Informazioni
Luogo: Rosticceria M, via Agostino Fausti,37, Bracciano
Proyecto Empeño è un’iniziativa di arte contemporanea in movimento dal 2019 tra Cile e Italia, che organizza mostre, residenze artistiche e attività di mediazione culturale. Nel 2023, il progetto si è stabilito in una residenza permanente presso la Rosticceria M a Bracciano, in Italia, mantenendo un equilibrio tra le regole di questi due mondi: la cucina e l’arte contemporanea.
Periodo: dal 26 aprile al 24 maggio 2026
Inaugurazione: 26 aprile 2026, ore 18:00
Orari mostra: martedì, mercoledì, giovedì, sabato 12:00-15:00, 19:00-21:00 ; lunedì, venerdì, domenica 12:00-15:00
Ingresso libero



NO COMMENT