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Kòmai (luoghi di attraversamento sensibile)

Kòmai (luoghi di attraversamento sensibile)

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Data / Ora
Date(s) - 04/10/2025
11:00 am - 12:45 pm

Luogo
Kòmai Museo a cielo aperto

Categorie


Di Costabile Guariglia

Kòmai un museo a cielo aperto  come luogo di attraversamento sensibile

La perdita di un luogo è come la perdita di un altro, dell’ultimo altro, del fantasma che ti dà il benvenuto a casa quando torni da solo.

Marc Augé

È  possibile trovare un filo conduttore, che unisca luoghi agli antipodi per longitudine e latitudine, per distanza dal mare? Una linea guida dove volti, mani, raccontino  una visione del mondo per esprimere se stessi e, a volte, per vivere bene in quei luoghi?

Attraverso l’instancabile ostinazione di molti interrogativi sul presente cerchiamo di scoprire un nuovo immaginario per una nuova maniera di abitare il luogo. Un immaginario che riporti alla luce una consapevolezza dispersa tra algidi ricordi e una diversa visione del mondo. Un nuovo immaginario che vada ben oltre lo spazio circoscritto della memoria del tempo, un tempo crudele e silenzioso del nostro essere.

L’attuale scena politica sociale rappresenta un periodo di crisi senza eguali per la divaricazione economico-sociale, la decrescita e l’abbandono senza la restanza nei piccoli borghi dei luoghi rurali. La realtà  di questi luoghi sembra trascendere il tempo che  tutto trasforma, il logos  come principio di mutamento senza distinzione  sulla natura di tutte le cose.

Il progetto  Kòmai – luoghi di attraversamento sensibile tra arte e spazio pubblico – si inserisce in questo contesto storico come principio metodologico nel ripensare gli spazi urbani in decrescita o in abbandono.

Kòmai è un artificio, tra passato e presente, un viaggio alla scoperta di posti remoti esistenti  che hanno segnato la storia per tutti noi, un viaggio dove restare per un tempo consapevolmente non definito per vivere  i piccoli borghi, luoghi che, a volte, creano un senso di smarrimento per gli abitanti che si aprono a nuovo immaginario.

Kòmai è un progetto ambizioso, utile per raccontare l’esperienza amorosa tra l’io e il  luogo, che si propone come introspezione sulla più attuale questione  dei paesi e dell’arte contemporanea intorno ad essi: una realtà fisica urbana e territoriale dove le questioni pratiche sono spesso in contrasto con le premesse teoriche del fare e dell’agire sullo spazio pubblico e sui conflitti sociali.

La complessità del tema e le finalità perseguite nel voler realizzare un progetto museo a cielo aperto si articolano in più azioni consecutive, distribuite nell’arco del tempo in modo progressivo. Queste si collegano ai tre aspetti rituale, visivo, sonoro, fondamentali del paesaggio del nostro territorio, con l’intenzione di Disseminare una visione consapevole nel e del mondo contemporaneo.

Kòmai, infatti, è stato ideato con la convinzione che il paesaggio del Cilento  per prima cosa “è”, e non è possibile che non sia, in piena aderenza con il cuore della ricerca filosofica di Parmenide che, proprio nel Cilento, ebbe la sua scuola ad Elea.

Kòmai vuole essere prima di tutto un “luogo del contemporaneo”, capace di collocarsi all’interno di uno spazio – sia esso pubblico o privato, istituzionale o indipendente – utile alla comunità per la promozione e l’esposizione e valorizzazione della pratica artistica nei suoi molteplici linguaggi dell’arte contemporanea. Le finalità sono divulgative e di interazione con la comunità che abita il luogo e che, per questo agire, diventa parte attiva nel compito di essere custode dello spazio museale a cielo aperto.

Il progetto Kòmai è l’esito di un primo lavoro di ricognizione sul collocamento a cielo aperto nel nostro Paese, condotto dall’associazione Aequamente con il supporto dell’associazione Terre Marginali, per dimostrare che in questo contesto paesaggistico è possibile distribuire a cielo aperto un patrimonio creativo grazie a una mappatura del borgo con l’intento di fornire una panoramica e un percorso descrittivo generale.

Il progetto prende il nome dalla parola greca antica Kòmai con cui si indicava un insieme di più villaggi. Dunque un progetto dal titolo arcaico quale gesto di resistenza per aprirsi verso nuove prospettive senza retoriche nostalgiche. A questa  prima edizione del progetto Kòmai sono stati invitati trentacinque artisti cui è stato chiesto di riflettere su cosa significhi nel loro progetto creativo “essere luogo” e come lo influenzi il viaggio “verso” e “intorno” e “dentro” il borgo. Questo perché il cuore dell’essere dei borghi è, da sempre, “essere luogo sacro” e i cambiamenti e le trasformazioni cui è soggetto vengono visualizzati secondo una visione sensoriale materiale.

Gli artisti invitati: Lucio Afeltra,  Elio Alfano,  Michele Attianese,  Raffaele Boemio,  Peppe Capasso, Francesco Cocco,  Anna Crescenzi,  Enzo Cursaro, Diana D’Ambrosio,  Maria D’Anna, Giovanna D’Amico, Giuseppe Di Lorenzo, Francesca Di Martino, Tonia Erbino, Vincenzo Frattini, Mariana Sofia Gonzales, Gianni Grattacaso, Costabile Guariglia,  Anna  Maria Mirabella, Anna Maria Saviano,  Fabio Mariani,  Pietro Maietta, Arianna Matta, Giuseppe Monzo,  Mina Di Nardo,  Luigi Pagano,  Gloria Pastore, Eliana Petrizzi, Maria Sara Pistilli, Giovanni Ruggiero, Antonio Sammartano, Antonio Serrapica, Nella Tarantino, Ernesto Terlizzi, Marco Vecchio  partecipano con una singola opera d’arte allestita nello spazio pubblico del borgo di Eredita.

I diversi artisti hanno aderito al progetto con opere prodotte su ceramica, con soggetti e interventi liberi, realizzate in Italia negli ultimi anni. Sono distribuite negli spazi urbani e sono collocate lungo una grande muraglia di cemento di fronte al palazzo ottocentesco Siniscalchi con una fruizione libera e pubblica,  generata  da processi partecipativi che vogliono integrare e coinvolgere l’intera comunità.

Tutto il progetto Kòmai con i suoi interventi artistici saranno mappati e forniti di un codice QR per la geolocalizzazione  in modo da consentire l’utilizzo dello strumento online in base alle differenti esigenze: conoscenza, studio, esperienza diretta.

Questa prima mappatura del museo del contemporaneo nello spazio pubblico permetterà a ognuno di creare propri percorsi mentali all’interno di un itinerario unico al confine tra natura e artificio.


  1. Jolanda capriglione

    21 Settembre

    Mi pare un progetto davvero intrigante

  2. Livia

    21 Settembre

    Un progetto che si preannuncia di grande interesse. La partecipazione di Gloria Pastore è, per me, un motivo in più per non mancare.

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