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Leonardo Parlante. Le parole ritrovate di Sabrina ...

Leonardo Parlante. Le parole ritrovate di Sabrina D’Alessandro

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Data / Ora
Date(s) - 03/11/2025 - 31/01/2026
7:00 am - 7:30 pm

Luogo
Castello Sforzesco di Milano

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Dal Codice Trivulziano alle vie di Milano, le parole smarrite di Leonardo da Vinci tornano a parlare. A restituire loro voce e corpo è Sabrina D’Alessandro, artista e studiosa, fondatrice dell’URPS – Ufficio Resurrezione Parole Smarrite, che da anni dedica la propria ricerca alla rigenerazione del linguaggio come atto di resistenza poetica.
Con il progetto Leonardo Parlante. Micanti, salvatiche e infallanti. Le parole di Leonardo in mostra, in corso al Castello Sforzesco di Milano dal 3 novembre 2025 al 31 gennaio 2026, D’Alessandro intreccia filologia, arte pubblica e immaginazione linguistica in un percorso che unisce arte visiva e pensiero umanistico.

L’intero progetto nasce dal Codice Trivulziano 2162, il piccolo taccuino milanese in cui Leonardo appuntò circa ottomila vocaboli, annotati come in una personale collezione di parole da ricordare. Termini rari, arcaici o desueti – merore, vivore, salvatico, plenitudine – che il genio considerava strumenti per “non dimenticare” la ricchezza della lingua.
D’Alessandro ne riporta oggi una selezione nello spazio pubblico, trasformandoli in sculture monumentali e affissioni urbane diffuse nella città. Le parole diventano così corpi plastici, presenze fisiche che dialogano con l’architettura del Castello Sforzesco e con il tessuto urbano contemporaneo, rendendo Milano un libro aperto da leggere camminando.

Nel Cortile delle Armi, la grande scultura Salvatica, in terracotta, custodisce al suo interno altre parole “smarrite”, poste a coppie contrapposte — come vanità/purità, miseria/largità, virtù/follia — a evocare le riflessioni etiche e morali di Leonardo.
Nella Corte Ducale, invece, due installazioni dialogano in tensione simbolica: Vanagroria, in acciaio lucidato a specchio, esile e riflettente come la vanità stessa, e Purità, in terracotta, solida e terrena, ispirata alla figura dell’elefante che si purifica nell’acqua, metafora leonardiana di rigenerazione.
Attraverso questi contrasti, l’artista costruisce una dialettica tra leggerezza e gravità, effimero e durata, in cui la parola diventa materia scultorea e la scultura, a sua volta, parola incarnata.

Parallelamente, le affissioni urbane trasformano Milano in un atlante linguistico: sui manifesti pubblici, parole tratte dal Codice Trivulziano sono accompagnate da citazioni leonardiane che ne ampliano il senso – come infallante accostato a “Raro cade chi ben cammina” o plenitudine associato a “Quando l’amante è giunto all’amato, lì si riposa”.
È un dialogo tra lessico e spazio, tra pensiero rinascimentale e presente, che restituisce alla città il piacere di una lingua viva, capace di evocare visioni e di interrogare il nostro modo di parlare e pensare.

La mostra, coprodotta da Casa degli Artisti e Castello Sforzesco con il contributo di Fondazione Cariplo, si inserisce nella linea di ricerca che da anni caratterizza il lavoro di D’Alessandro: una pratica che unisce indagine linguistica, ironia e costruzione simbolica.
Con Leonardo Parlante, l’artista porta a compimento una ricerca pluriennale sull’eredità lessicale del Rinascimento, ma anche sull’attualità della parola come gesto estetico e politico. In un’epoca dominata dalla semplificazione e dalla velocità del linguaggio, il suo lavoro agisce come un controcanto: una “resurrezione” del dire, del pensare e dell’immaginare.

L’iniziativa, presentata il 13 novembre 2025 durante BookCity Milano con interventi di Tommaso Sacchi, Francesca Tasso, Isabella Fiorentini, Pietro Marani e Lorenzo Vatalaro, si estende oltre i confini della mostra. Il progetto ha infatti valenza internazionale: con la vittoria del bando AAA – Atelier Aperti per Artista di Casa degli Artisti, la residenza di D’Alessandro ha permesso la realizzazione delle opere e l’avvio di una serie di tappe successive, tra cui la mostra Scrittura Obliqua al MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia, e la presentazione del lavoro all’Istituto Italiano di Cultura di Oslo per la XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

Nel suo complesso, Leonardo Parlante si presenta come un’opera corale sulla parola: un ponte tra tempo e luogo, tra scrittura e scultura, tra eredità e invenzione.
Sabrina D’Alessandro non si limita a evocare il Leonardo artista o inventore, ma ne riscopre il ruolo di linguista visionario, trasformando la sua raccolta di vocaboli in una nuova grammatica visiva per la città.
Un invito a ricordare che le parole, come le opere d’arte, non appartengono solo al passato ma sono materia viva – micante, salvatiche e infallante – del nostro presente.


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