Data / Ora
Date(s) - 07/02/2026
6:00 pm - 9:00 pm
Luogo
)( Artist Run Space
Categorie
)( artist run space presenta Calpestabile, mostra del duo padovano prove colore, a cura di Mario Bronzino e visitabile su appuntamento dal 7 febbraio al 7 marzo 2026. La mostra verrà inaugurata sabato 7 febbraio 2026 alle ore 18.00.
Al centro del progetto un’opera site specific, concepita come una superficie modulare per ridefinire la percezione e il volto di uno spazio e del suo possibile uso. Fragile e compatta, la materia di cui è composta registra il passaggio trasformando l’attraversamento in atto politico nei confronti di luoghi vivibili e al contempo proibiti.
Calpestabile nasce dalla possibilità di costruire un luogo plurimo, contenente più coordinate e permettendo a queste di essere mobili e sottratte alla stabilità di una proprietà e alla loro riconoscibilità. I frammenti di cui si compone l’opera, provenienti da ambienti differenti che hanno un’influenza sulla sfera comportamentale dell’individuo, riflettono sulla postura e sulla regolamentazione dei perimetri, mescolando azioni e producendo un terreno unico su cui misurare l’incidenza delle autorizzazioni, delle norme e delle restrizioni.
La mostra interroga così il rapporto tra spazio e condotta, tra architettura e libertà, tra attraversamento e appropriazione. Vivere un luogo significa possederlo, seppur implicitamente o abusivamente, generando soste, attraversamenti, tracce e definendo nuovi perimetri. L’opera di prove colore raccoglie queste dinamiche e le rimette in circolo, domandando a ciascuno fin dove ci sentiamo liberi di essere privi di regole e cosa risveglia in noi un luogo non gestito, non regolato, abbandonato o governato da proibizioni.
All’interno di Parentesitonde, spazio indipendente e laboratoriale in costante trasformazione, l’opera dialoga con l’idea stessa di luogo come costruzione temporanea, modificabile, non definitiva, creando link romantici e significanti con Palermo, origine concreta della ricerca. È qui che i due artisti concepiscono la loro indagine, attraversando la qualità decadente e ambivalente dei vuoti urbani e delle architetture dismesse, osservando come questi spazi vengano continuamente ridefiniti da chi li vive, li evita o li occupa alternativamente.
La mostra, priva di regole comportamentali, lascia la possibilità imprecisata di attraversare, sostare, sedersi, lasciare segni del proprio passaggio, senza inviti e senza divieti, ma solo con condizioni aperte, in cui la materia registra il corpo e il corpo misura la materia: una duplice esperienza, fisica e politica nei confronti dell’abbandono, dell’architettura urbana, dello spazio privato e non.
Prove colore è un progetto fondato nel 2023 a Padova da Elena Lucenti e Luca Buratti. La ricerca di prove colore interseca l’osservazione del reale ed esperienze personali e si concretizza con la pratica installativa. Attraverso un processo autoalimentanto, gli artisti realizzano opere site-specific che riflettono le contraddizioni contemporanee sviluppando riflessioni in chiave esistenziale, politica, sociale e antropologica.
Attualmente la ricerca si concentra sull’esplorazione e l’analisi dell’ambiente urbano, in particolare dei vuoti urbani come zone franche liberi dai precetti inviolabili della società del capitale.
Mario Bronzino (Palermo, 1997) è curatore e PhD Candidate in Scienze della Produzione Artistica e del Patrimonio presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. È co-curatore e membro del comitato scientifico del progetto “Futuri Emergenti Italiani” per BCC Banca Iccrea. Per Isola | Catania cura il programma espositivo del progetto “Coalizioni Isola”, vincitore del Laboratorio di Creatività Contemporanea 2024–2026, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Dal 2025 è concept curator del Premio Agata On The Road di Fondazione OELLE Mediterraneo Antico. Attualmente collabora come autore con Exibart e Balloon Project.
)( è un artist run space diretto da cinque artisti e una curatrice: Francesca Baglieri, Rossella Poidomani, Antonio La Ferlita, Alberto Orilia, Roberto Orlando e Ilaria Cascino. La monoroom vuole essere sede simbolica dei linguaggi visivi, che risponde alla necessità di porre un’interruzione dove il tempo e lo spazio si diluiscono.
)( non si identifica meramente col capovolgimento semantico dei segni ortografici scelti appositamente per la loro impronunciabilità – ma rivendica l’essenza di quell’intervallo vivido tra le due parentesi in cui l’opera d’arte cresce e si espande secondo le sue esigenze. Il fare artistico segue il proprio corso naturale di vita come le radici di un albero che affondano nel terreno, plasmando e consolidando la materia in nuove visioni.



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