Data / Ora
Date(s) - 28/03/2026
11:30 am - 7:00 pm
Luogo
Galleria Patricia Armocida
Categorie
Salvatore Garzillo
“Cartografie umane – appunti di un cronista”
28.01.26 – 28.03.26
La galleria Patricia Armocida è lieta di annunciare la nuova mostra personale di Salvatore Garzillo, dal titolo “Cartografie umane – appunti di un cronista”.
Per l’occasione, saranno esposti circa cinquanta disegni a inchiostro e tecnica mista su carta di piccole e medie dimensioni.
“Se ogni persona è un pianeta, per conoscerla occorre esplorarla. Chi torna dal viaggio, breve o lungo che sia, porta con sé una mappa. Una cartina con montagne inabitabili, placidi laghi, valli rigogliose, deserti ostili, animi in tempesta, dirupi emotivi. Queste non sono fotografie, neppure radiografie. Sono cartografie umane.”
Salvatore Garzillo, che firma il proprio lavoro con lo pseudonimo di Salgar, nasce e si forma a Napoli, città che ne plasma lo sguardo e la sensibilità. Da oltre 15 anni vive e lavora a Milano che diventa scenario quotidiano di un’osservazione attenta, partecipe, mai distratta. Giornalista di cronaca nera per l’ANSA, durante le attese disegna su pagine fitte di appunti dei casi che ogni giorno gli capita di seguire sulle scene del crimine.
I quaderni che lo accompagnano nei commissariati, nelle caserme e sui luoghi della cronaca diventano così spazi ibridi, dove l’annotazione giornalistica convive con l’immagine.
È proprio da questo archivio intimo che nasce “Cartografie umane – appunti di un cronista”, in cui l’autore presenta una selezione di lavori realizzati negli ultimi anni sui suoi taccuini che non sono semplici superfici, ma testimoni di un tempo (a volte piccolo e pulviscolare), di transito, di esperienza vissuta.
I disegni di Salgar sono finestre sull’umanità contemporanea. Talvolta sono tratti veloci, asciutti, capaci di fissare un gesto o un’espressione; altre volte hanno una maggiore elaborazione formale, lasciando spazio a uno sguardo più meditato sulle stranezze e sulle fragilità dell’essere umano. L’ironia è strumento di prossimità, oscillando tra sarcasmo indulgente e affetto partecipe. Salgar non spiega, non giudica: accompagna. Le scene rappresentate approdano a una soglia di verità, una verità non dichiarata, bensì suggerita, capace di toccare corde profonde della coscienza. Elementi naturali, presenze umane, dettagli apparentemente marginali contribuiscono a stimolare la sua curiosità vigile, condizione essenziale per affermare il vero così come l’artista lo concepisce: non un dato oggettivo e stabile, ma un territorio mobile, attraversato da emozioni e percezioni.
È in questa tensione tra realtà e immaginazione che l’opera di Salgar trova la propria forza, invitando chi guarda a riconoscersi non tanto in ciò che vede, quanto nel processo stesso del vedere.
Sono ritratti intimi dal respiro universale che coinvolgono lo spettatore a un ruolo attivo, rendendolo complice testimone delle vicende che raccontano.



NO COMMENT