Data / Ora
Date(s) - 21/02/2026 - 22/03/2026
12:00 am
Luogo
The Circle
Categorie
In un territorio dove il confine non è solo una linea geografica ma un’esperienza storica e quotidiana, prende forma IN ASCOLTO. TRACCE LUNGO IL MARGINE, progetto artistico partecipativo ideato da QuiAltrove Associazione ETS e sviluppato con l’artista Matteo Attruia. Il percorso culmina nella mostra-installazione STATO DI CONFINE, visitabile dal 21 febbraio al 22 marzo 2026 presso The Circle a Gorizia, con testo critico di Daniele Capra.
Il progetto nasce e si sviluppa tra Gorizia, Monfalcone, Palmanova, San Vito al Tagliamento e Trieste, in un contesto segnato dalla storia della divisione e oggi al centro di una rilettura del limite come spazio di relazione, anche alla luce di GO!2025 Gorizia–Nova Gorica. Qui il confine smette di essere solo dato geopolitico per diventare “stato di confine”: condizione emotiva, linguistica, politica ed esistenziale.
Come sottolinea Daniele Capra, l’uso della parola è centrale nella ricerca di Attruia. Il linguaggio, nelle sue opere, non descrive ma mette in crisi. L’artista capovolge espressioni comuni, altera sintassi e significati, apre cortocircuiti. In questo progetto, il ribaltamento è esplicito: “confine di Stato” diventa “stato di confine”. Non più barriera amministrativa, ma condizione umana condivisa. Un passaggio sottile ma radicale, che trasforma il limite in spazio di possibilità.
La mostra rappresenta la restituzione pubblica di un processo sviluppato nell’arco di diversi mesi (giugno 2025 – marzo 2026), articolato in tre fasi: ascolto e coinvolgimento, analisi e rielaborazione, restituzione finale. Il cuore del progetto è infatti relazionale. Attruia ha lavorato con giovani, donne migranti, anziani, rifugiati, persone in condizioni di fragilità e cittadini del territorio, attivando incontri concepiti come spazi di ascolto profondo e non giudicante. Parole, segni, disegni, emozioni e narrazioni raccolte durante i workshop diventano la materia viva dell’installazione.In questo senso, IN ASCOLTO si colloca in un territorio tra arte pubblica e arte partecipativa. La prima interroga lo spazio urbano e ne trasforma la percezione; la seconda sposta l’attenzione dal risultato al processo. L’opera non è solo un oggetto espositivo, ma l’esito di una relazione. Come afferma l’artista, “il fulcro del mio lavoro è la relazione: l’opera è lo strumento che utilizzo per entrare in contatto con gli altri”.L’installazione presentata a Gorizia si configura come un dispositivo linguistico e concettuale che rende visibile l’ambiguità del confine. Capra richiama l’intuizione di Paul Klee secondo cui l’arte non ripete il visibile, ma lo rende visibile: Attruia evidenzia le contraddizioni insite in ogni delimitazione identitaria. Ogni confine rafforza il senso di appartenenza, ma al tempo stesso irrigidisce stereotipi e separazioni. In questo spazio instabile, fragile, si gioca la possibilità di un “noi”.Artista attivo a livello internazionale, Attruia lavora abitualmente con ironia concettuale, paradosso e slittamenti di senso, utilizzando pittura, fotografia, scrittura, oggetti trovati e neon. In STATO DI CONFINE il suo linguaggio si mette però al servizio di una costruzione realmente collettiva: l’autorialità si fa più porosa, l’artista assume un ruolo di mediatore e ascoltatore.Il progetto, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e realizzato in collaborazione con diversi enti e associazioni del territorio, si inserisce nella visione di QuiAltrove, impegnata nel contesto transfrontaliero con l’idea che l’arte contemporanea possa generare trasformazioni reali. Non un’esposizione che chiude un discorso, ma un dispositivo che lo apre. Non una dichiarazione, ma un attraversamento.In un luogo dove il confine ha segnato biografie e paesaggi, STATO DI CONFINE evidenzia quello spazio intermedio — fragile e fertile — in cui l’identità non si definisce contro l’altro, ma insieme all’altro.



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