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Fantastica: alla 18ª Quadriennale d’Arte cinque sguardi sull’arte italiana contemporanea

Con Fantastica, la Quadriennale d’arte del 2025 si presenta come un progetto che assume l’immaginazione non come fuga dal reale, ma come strumento critico capace di riformulare il presente. Ideata da Luca Beatrice, scomparso improvvisamente a gennaio nell’anno dell’inaugurazione, questa edizione porta con sé il peso e la responsabilità di una visione che non si è potuta misurare direttamente con l’esito espositivo, ma che rimane leggibile come struttura concettuale diffusa. Beatrice aveva immaginato Fantastica come un campo di forze, non come una mappa ordinata: un luogo in cui l’arte italiana contemporanea potesse mostrarsi nella sua capacità di generare mondi, immagini e narrazioni alternative, senza essere costretta dentro genealogie rigide o formule identitarie.

18ª Quadriennale d'arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, veduta dell'allestimento della sezione curata da Luca Massimo Barbero. Nella foto, opere di Emilio Gola, Siro Cugusi, Roberto de Pinto, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

18ª Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Luca Massimo Barbero. Nella foto, opere di Emilio Gola, Siro Cugusi, Roberto de Pinto, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio – Alto Piano

Il titolo non rimanda a un’estetica specifica, bensì a una postura: quella di un’arte che accetta l’ambiguità, il simbolo, l’eccesso e l’invenzione come strumenti legittimi di conoscenza. In questo senso, Fantastica si colloca in controtendenza rispetto a una lunga stagione di pratiche fortemente ancorate al dato documentario o alla critica esplicita, riaprendo uno spazio per il racconto, per l’immagine visionaria, per una complessità che non si lascia ridurre a tesi. La struttura della mostra, articolata in cinque sezioni affidate a curatori con approcci e sensibilità differenti, restituisce questa idea di pluralità senza mai ricondurla a una sintesi pacificata. Al contrario, le sezioni funzionano come territori autonomi, talvolta in attrito tra loro, capaci di far emergere divergenze e affinità all’interno dello stesso orizzonte generazionale. Più che un racconto unitario, la Quadriennale si configura come un dispositivo polifonico, in cui le scelte curatoriali diventano veri e propri strumenti critici.

18ª Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera. Nella foto, opere di Giovanni Ozzola e Jacopo Benassi, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

18ª Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera. Nella foto, opere di Giovanni Ozzola e Jacopo Benassi, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio – Alto Piano

La sezione curata da Luca Massimo Barbero affronta il tema dell’autoritratto non come esercizio narcisistico, ma come spazio di frizione tra soggetto e rappresentazione. Qui l’immagine di sé diventa instabile, attraversata da maschere, proiezioni e costruzioni simboliche che mettono in crisi l’idea stessa di identità. In dialogo, ma su un piano più intimo e narrativo, si colloca la sezione di Francesco Bonami, che lavora sul concetto di memoria come spazio individuale, stratificato e non lineare. Qui la memoria non si configura come recupero nostalgico, ma come costruzione instabile, fatta di omissioni, riscritture e immaginazione.

18ª Quadriennale d'arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, veduta dell'allestimento della sezione curata da Francesco Stocchi. Nella foto, opere di Lutù Nuti, Valerio Nicolai, Luca Bertolo, Martino Gamper, Pietro Roccasalva, Arcangelo Sassolino, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

18ª Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Francesco Stocchi. Nella foto, opere di Lutù Nuti, Valerio Nicolai, Luca Bertolo, Martino Gamper, Pietro Roccasalva, Arcangelo Sassolino, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio – Alto Piano

Con Emanuela Mazzonis di Pralafera, il discorso si sposta sul dominio dell’immagine e sulla sua proliferazione incontrollata. Fotografia, video e immagine digitale vengono affrontati come ambienti cognitivi che modellano la percezione del reale. La proposta curatoriale di Francesco Stocchi introduce un cambio di ritmo netto. Qui l’attenzione si concentra sul fare, sul processo, sulla materialità dell’opera come esito di tensioni fisiche, temporali ed energetiche. Chiude il percorso la sezione curata da Alessandra Troncone, dedicata al corpo inteso come entità incompiuta, ibrida, attraversata da mutazioni tecnologiche, politiche e simboliche. Qui il corpo perde definitivamente la sua funzione normativa e diventa superficie di proiezione, di conflitto e di desiderio. Le pratiche selezionate interrogano l’idea di identità come costruzione fluida, mettendo in discussione confini tradizionali tra naturale e artificiale, organico e tecnologico, umano e non umano. Nel loro insieme, queste sezioni non costruiscono un discorso unitario, ma un sistema di risonanze e contrasti.

Fantastica. 18ª Quadriennale d'arte. Veduta dell’allestimento della sezione curata da Alessandra Troncone. Nella foto, opere di Agnes Questionmark e Iva Lulashi, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

18ª Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Alessandra Troncone. Nella foto, opere di Agnes Questionmark e Iva Lulashi, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma Fotografia Agostino Osio – Alto Piano

Artisti come Luisa Lambri o Gianni Caravaggio spostano l’autoritratto fuori dal volto, delegandolo allo spazio, alla forma e alla relazione, mentre pratiche più direttamente figurative, come quelle di Roberto De Pinto, mostrano come il corpo possa farsi superficie narrativa e luogo di slittamento. L’autoritratto contemporaneo non è più una dichiarazione, ma un campo di negoziazione. Esempi di pratiche pittoriche, tra cui quelle di Marta Spagnoli o Runo B, intrecciano vissuto personale e finzione, dando forma a racconti che oscillano tra presenza e assenza, tra confessione e distanza critica. La memoria diventa così un dispositivo narrativo, più che un archivio. Irene Fenara o Emiliano Furia lavorano sulla perdita di controllo dell’immagine, mettendo in evidenza la sua natura ambigua: al tempo stesso informazione, simulazione e disturbo. In questa sezione l’immagine non chiarisce, ma complica; non rappresenta, ma disorienta, rendendo visibile la fragilità dei regimi visivi contemporanei. Le opere di artisti come Arcangelo Sassolino o Lulù Nuti rifiutano la narrazione per affermarsi come eventi: sistemi in equilibrio precario, azioni che si consumano nel tempo, materiali sottoposti a stress e trasformazione. L’opera non comunica un messaggio, ma si manifesta come esperienza, come incontro diretto con una forza.

18ª Quadriennale d'arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, veduta dell'allestimento della sezione curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera. Nella foto, opere di Irene Fenara e Andrea Camiolo, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

18ª Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera. Nella foto, opere di Irene Fenara e Andrea Camiolo, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio – Alto Piano

Fantastica si afferma così come una Quadriennale che rinuncia deliberatamente a offrire una fotografia esaustiva dell’arte italiana contemporanea, preferendo restituirne le tensioni, le contraddizioni e le possibilità ancora aperte. È una mostra che non chiede consenso, ma attenzione; che non propone risposte, ma espone domande. In questo senso, l’eredità di Luca Beatrice non risiede in un messaggio concluso, ma nella scelta di affidare all’arte il compito più rischioso: quello di immaginare, senza garanzie, forme di senso ancora non codificate. Lungo tutto il percorso, si avverte una tensione – non consolatoria – verso una ridefinizione dei linguaggi, in cui i confini tra disciplina, forma e azione si fanno sempre più sfumati.

18ª Quadriennale d'arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 18 gennaio 2026, veduta dell'allestimento della sezione curata da Luca Massimo Barbero. Nella foto, opere di Roberto de Pinto, Siro Cugusi,bone, Vedovamazzei, courtesy Fondazione Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

18ª Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Luca Massimo Barbero. Nella foto, opere di Roberto de Pinto, Siro Cugusi, Vedovamazzei, courtesy Fondazione Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio – Alto Piano

Nella Quadriennale l’arte italiana post Duemila non racconta soltanto un orizzonte stilistico, ma traccia campi di esperienza in cui l’immagine, la memoria e il corpo si rispecchiano e si trasformano in nuove costellazioni di senso. Alla luce delle scelte operate da Barbero, Bonami, Mazzonis di Pralafera, Stocchi e Troncone, Fantastica si configura non come un’unica narrazione ma come un ensemble di prospettive che coabitano, si coimplicano e divergono. La mostra diventa così un dispositivo critico di lettura della contemporaneità, un invito a percepire l’arte come processo e possibilità piuttosto che come dichiarazione definitiva. Fantastica non è una celebrazione, ma un campo instabile in cui l’arte torna a essere, prima di tutto, un esercizio di possibilità.

Info:

AA.VV., Fantastica. 18ª Quadriennale d’arte
a cura di Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi, Alessandra Troncone
10/10/2025 – 18/01/2026
Palazzo Esposizioni Roma
Via Nazionale, 194 – Roma
quadriennalediroma.org


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