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FRAGILITY – The Dance of Life and Death: una mostr...

FRAGILITY – The Dance of Life and Death: una mostra per raccontare la fragilità del contemporaneo

SPA | Spazio Per Arte di Oleggio (NO) ospita la collettiva intitolata “FRAGILITY – The Dance of Life and Death” a cura di Domenico de Chirico e Rischa Paterlini. La mostra, allestita nelle stanze di Palazzo Bellini, indaga attraverso un silenzioso e intimo dialogo tra opere, l’eterna danza tra Eros e Thanatos, «le due forze – sottolineano i collezionisti, nonché proprietari dello spazio, Laura e Luigi Giordano nel testo in catalogo – che attraversano e definiscono la vita, l’impulso vitale, creativo e generativo, e quello distruttivo, silenzioso, inevitabile».

2.Rainer Fetting, “Reclining nude with legs on chair”, 1988, courtesy Collezione Laura e Luigi Giordano

Rainer Fetting, “Reclining nude with legs on chair”, 1988, courtesy Collezione Laura e Luigi Giordano

«La mostra – spiega il curatore de Chirico – indaga proprio questo fragile equilibrio, sospeso tra la tensione vitale e la disgregazione: tra ciò che tende a generare e ciò che inevitabilmente si dissolve. È nel punto di attrito tra queste forze opposte che l’arte si fa linguaggio – al tempo stesso sensibile, creativo e analitico – dell’instabilità, del mutamento, della vulnerabilità: non come debolezza, ma come condizione fondamentale dell’esistenza». E proprio all’interno di un tempo in cui le certezze verso il domani che verrà vengono meno, la mostra pone domande sul nuovo mondo e offre alcune risposte attraverso le opere selezionate.

1.Kresiah Mukwazhi, “The unrest of Movado”, 2022, courtesy l'artista e Kaufmann Repetto, Milano New York

Kresiah Mukwazhi, “The unrest of Movado”, 2022, courtesy the artist and Kaufmann Repetto, Milano New York

Tra queste, sono presenti capolavori provenienti da altre importanti raccolte, come la Collezione Ettore Molinario di Milano, insieme a lavori concessi da archivi, tra cui l’Association Man Ray, Paris, e dagli artisti stessi. Oltre alle opere di Giulia Cenci, David Finn e Philippe Parreno che abitano stabilmente le stanze del Palazzo, sono presenti una selezione di lavori provenienti dalla collezione privata di Laura e Luigi Giordano. Tra questi figurano Pawel Althamer, Jacopo Benassi, Enrico David, Binta Diaw, Gina Folly, Klara Hosnedlová e Anselm Kiefer. Di quest’ultimo è “Untitled”, 1996, uno straordinario volume con pagine realizzate in sabbia, all’interno del quale è possibile scorgere l’intera poetica kieferiana. Ad aprire il percorso espositivo è il lavoro di Nora Turato “Not Yet Titled”, 2020. Un’opera che, graficamente parlando, riprende la struttura del classico pacchetto di sigarette sul quale l’artista ha inserito lo slogan “Do people still have fun? Is anyone having fun now?”.

3.Joanna Wos, “Untitled”, 2025, courtesy the artist and Croy Nielsen, Vienna

Joanna Wos, “Untitled”, 2025, courtesy the artist and Croy Nielsen, Vienna

Nella stanza adiacente, l’osservatore è travolto da una forza atemporale creata dalla pittura vigorosa di Herman Nitsch (“101/90 Schuttbild”, 1990) in dialogo con l’opera diafana di Gina Folly “Domestic Problems”, 2016, scultura in vetro al cui interno è stata inserita una moneta, come a ricordare un pozzo dove lanciare una promessa al destino, tra sogno e speranza. Compare poi, con assoluta eleganza, la scultura di Nina Carini intitolata “Senza voce”, 2003: un delicato insieme di elissi in cui è possibile scorgere l’infinto creato dalla profondità e dal candore latteo riflesso dalla luce tra le insenature marmoree. La scultura preannuncia un altro ambiente nel quale Han-Chiao presenta sei opere che oscillano tra fotografia e ceramica. Nei suoi lavori, il corpo si confonde con gli oggetti, divenendo anch’egli un elemento scultoreo. Alle immagini fotografiche i curatori hanno accostato lo scatto di Roberto Baccarini, realizzato durante la prima metà degli anni Trenta del secolo scorso.

4.Isabelle Cornaro, “Choses (excerpt, 20)”, 2014, 16mm film transferred to digital, courtesy the artist

Isabelle Cornaro, “Choses (excerpt, 20)”, 2014, 16mm film transferred to digital, courtesy the artist

Successivamente lo spazio è occupato dai lavori scultorei di Giulia Cenci “Untited #2” (2023) e di Federico Cantale “Tra me e me” (2024) e dal dipinto di Joanna Wos “Untitled” (2025). Qui, le opere portano l’osservatore a mantenere la calma, la serenità, la più assoluta tranquillità per raggiungere infine la solennità del silenzio incondizionato. Tale austerità conduce all’ultima stanza, in cui è possibile percepire l’opera “Fade to Black” (2018) di Philippe Parreno, luogo nel quale il misticismo si confonde con il sogno. Man mano che l’ambiente s’imbrunisce, appare una caverna, che non è caverna, non è grotta, non è sottobosco: è un ambiente magico, onirico, tra le radici degli alberi, tra la terra e il muschio, tra il giorno e la notte, tra il sogno e la realtà, tra l’incubo e il risveglio, tra vita e morte.

5.Federico Cantale, “Tra me e me”, 2024, Courtesy l'artista e Triangolo, Cremona

Federico Cantale, “Tra me e me”, 2024, courtesy the artist and Triangolo, Cremona

«L’esposizione – prosegue il curatore – ci invita a percepire l’intrinseca complementarità e la necessaria coesistenza di questi principi nella trama stessa della permanenza, pulsante e vivente. Eros e Thanatos non si fronteggiano in un conflitto, ma danzano insieme: si cercano, si seducono, si accettano, si fondono e si riflettono reciprocamente. È proprio in questo continuo movimento, che si rivela la flebile condizione della nostra esistenza». Il percorso conduce il visitatore nel mondo contemporaneo costantemente immerso nel bacino della fragilità. Essa, però, accoglie una connotazione positiva, preziosa, ricca di bellezza e significato, in un delicato e salvifico slancio verso la bellezza dell’ascolto.

Info:

AA.VV. FRAGILITY – The Dance of Life and Death
22/11/2025 – 4/07/2026
Piazza Martiri della Libertà, 10- Oleggio (NO)
spazioperarte.it


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