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Francesco Lauretta al MAC di Lissone

Francesco Lauretta al MAC di Lissone

Francesco Lauretta è nato a Ispica (Ragusa) nel 1964 e vive a Firenze. Il suo affacciarsi sul palcoscenico dell’arte avviene nel 2000, nello spazio di Guido Carbone, a Torino, con la mostra “Ceci n’est pas une pipe” e il titolo è già segnale del suo modo di intendere la pittura come confronto continuo con qualcosa d’altro, sia questo la storia dell’arte o gli aspetti sociali del vivere comune.  Il momento è nodale: in atto c’è il totale superamento di una “avventura” processuale del tutto consolidata a livello economico ma stanca da un punto di vista dei contenuti e la crisi della successiva ondata di pittura espressionista (quella della cosiddetta Transavanguardia) che sta già mostrando la conclusione della sua spinta propulsiva. Nell’aria si percepiscono ancora i segnali del fenomeno del Medialismo, teorizzato da Gabriele Perretta già a partire dagli anni Novanta, ma Lauretta non vi prende parte né si collega in alcun modo sebbene la Galleria di Carbone sia stata una fucina per alcuni autori di quel movimento. Il suo è un modo di sentire più articolato e che spazia dalla pittura al disegno, dalla scultura alle installazioni multimediali, in un intreccio sempre molto stretto e che sembra sgorgare con grande energia. Peraltro l’artista utilizza spesso materiali eterogenei e di recupero seguendo di volta in volta il filo rosso di un progetto che quasi mai si esaurisce entro lo spazio della tela o in un tempo dato, nel senso che la relazione con lo spazio e il tempo sono spesso essenziali alla comprensione della sua opera, ma anche procedono in uno sviluppo successivo.

Possiamo ben dire che Francesco Lauretta è un artista poliedrico, fine pensatore e autore di scritti filosofici, noto nell’ambiente artistico per la sua straordinaria capacità di interpretare il mondo attraverso la pittura, spesso non limitata alla bidimensionalità del quadro, bensì estesa alle tre dimensioni attraverso l’impiego di materiali eterogenei, di uso comune, che danno vita a installazioni multisensoriali e che spesso incorporano videoproiezioni. Ciò che contraddistingue parte della sua produzione è la definizione attenta del dettaglio formale, la vivacità cromatica, i tagli spiazzanti con cui inquadra il soggetto, gli innesti di figure, cromie ed elementi che rendono enigmatica la singola opera e molteplice la sua lettura. La gioia di vivere è caratteristica comune a tutti i suoi lavori; essa è veicolata, però, per contrasto, attraverso la giustapposizione di “vita” e “morte”, generando una profonda, seppur calibrata, ambiguità.

I soggetti più frequenti sono folcloristici e raccontano le tradizioni locali soprattutto della sua Sicilia. Angeli che intonano un canto, le processioni religiose e le feste di paese, i funerali, le tonnare. Se pochi sono i ritratti, al contrario molti sono gli autoritratti in cui Lauretta assume altre vesti, come nella serie “Dottor Pasavento”, evidente parodia di tantissimi dottoroni e tromboni che la letteratura nei secoli ci ha ben raffigurato. Nella sua produzione non mancano grandi tele che ritraggono contadini, paesaggi urbani, mercati rionali, pietanze tipiche siciliane, ritratti di gruppo, marine. Soggetti anche accattivanti, ma sempre attraversati da un velo concettuale o di tristezza. L’autore realizza anche singolari sculture fatte di accumuli e revisioni di forme note, come la serie di vasi, Pneuma (2018) a Reanimate scultura (1985-2017). Ecco perché possiamo ben dire che l’opera di Francesco Lauretta non si esaurisce nella cornice limitata di una tela affissa a parete: oggetti tridimensionali, performance e azioni agite direttamente insieme al pubblico sono parte integrante della sua pittura. Le più note sono il ciclo dei “Ritratti della morte” e “Scuola di Santa Rosa”, progetto che realizza dal 2017 con l’artista Luigi Presicce.

Ora, la mostra al MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (in corso fino al 29 gennaio 2022), a cura di Francesca Guerisoli, prodotta e promossa dal Comune di Lissone, si collega a quanto detto poco sopra, conducendo il pubblico nel vivo del suo percorso creativo. Allestita sui tre piani del MAC, seguendo un ordinamento tematico, l’esposizione mette a fuoco i principali nodi del percorso di Lauretta, già noto ai cittadini lissonesi per l’acquisizione del dipinto Dottor Pasavento con il Premio Lissone Pittura Edizione 2020/2021. La mostra è il primo evento espositivo che inaugura la direzione artistica di Francesca Guerisoli, che ha assunto l’incarico come direttrice del Museo lo scorso settembre. Durante il periodo espositivo, Lauretta riproporrà per Lissone la performance “Scuola di Santa Rosa”, mentre nel corso del finissage, che si terrà il 29 gennaio 2022, verrà presentato il catalogo della mostra.

Fabio Fabris

 Info:

Francesco Lauretta, Festival
a cura di Francesca Guerisoli
30/10/2021 – 29/01/2022
MAC Museo d’Arte Contemporanea
viale Elisa Ancona 6, Lissone MB
museo@comune.lissone.mb.it
039 2145174 – 039 7397202
www.museolissone.it

Francesco Lauretta, The Battle (disegni dal ciclo di performance sulla morte), 2011-2019, performance. Courtesy l’artista e Fondazione Pietro e Alberto Rossini, Briosco

Francesco Lauretta, Sonatine, 2005, olio su tela, 179 x 219 cm. Courtesy Antonio Colombo Arte ContemporaneaFrancesco Lauretta, Sonatine, 2005, olio su tela, 179 x 219 cm. Courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea

Francesco Lauretta, Reanimate scultura, 1985-2017, materiali vari, dimensioni ambientali, foto courtesy l’artista

Francesco Lauretta, Pasavento, performance, foto courtesy l’artista


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