Da tempo l’arte visiva è sempre più ibrida (design, moda, AI) e la commistione col suono, uno dei linguaggi della materia, è stata una delle varianti più interessanti. Soprattutto se ci troviamo all’interno della nona edizione del Lerici Music Festival, che si svolge ogni anno nella suggestiva cornice del Golfo dei Poeti. Per il secondo anno il festival presenta un progetto d’arte contemporanea in dialogo con il calendario musicale. Questa seconda edizione del programma artistico del Festival, a cura di Carlo Orsini e e realizzata in collaborazione con Galleria Continua, ha come protagonista Arcangelo Sassolino con la mostra Fratture Armoniche a Villa Marigola, una delle sedi storiche del Lerici Music Festival. Il progetto espositivo propone una riflessione sul rapporto tra immagine, suono e movimento.

Arcangelo Sassolino, “Piccolo animismo”, 2011, stainless steel, turbine, PLC, cm h 300 x 400 x 200 / 118,1 x 157,4 x 78,7 in. Photo: Altrospazio Piccolo Animismo, MACRO, Rome 2011, courtesy the artist
Qui Sassolino fa musica a modo suo. C’è un’opera d’arte silente e una cantante. Una che suggerisce appena uno scricchiolio e l’altra che sottoposta a pressione fa uscire dalla materia un suono più o meno acuto, più o meno lacerante. Questo succede con opere come la grande installazione Piccolo animismo nel cortile, realizzata da Arcangelo Sassolino nel 2011 per il Museo Macro di Roma ed esposta a Venezia in occasione della 17esima Mostra Internazionale di Architettura. Una turbina soffia e alternativamente aspira aria all’interno di un grande parallelepipedo di lastre in acciaio inossidabile: la pressione determina una tensione e, di conseguenza, un tuono che ci fa sobbalzare.

Arcangelo Sassolino, “L’età dell’oro “, 2023, rubber and hydraulic piston, 62,5 x 50 x 29 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photographer: Pamela Randon
All’interno della villa, in Violenza casuale (2016) il suono è ottenuto dalla spinta di un martinetto idraulico contro un blocco di legno bloccato, incatenato come uno schiavo sottoposto a tortura per mezzo d’un paio di cavi d’acciaio. E, infatti, dopo poco comincia il lamento. A nulla serve opporre resistenza. Le ferite si moltiplicano e il blocco di legno all’inizio perfetto, è ridotto a una carcassa sbriciolata piegata in due. L’artista ci ha fatto assistere a un canto di sofferenza, al canto del cigno.

Arcangelo Sassolino, “Resistenza bianca”, 2023, paper, steel, 29,5 x 46,5 x 36,5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photographer: Pamela Randon
A queste opere fanno da contraltare quelle in cui, nonostante si avverta la possibilità di una frattura, non si arriva mai al punto di rottura. Sono lavori che giocano sull’accostamento di materiali opposti, come gomma e ferro, carta e acciaio, vetro e pietra. In Le cose facili sono le più difficili (2019) sembra quasi di sentire la resistenza della lastra di vetro contro gli elementi in acciaio che la schiacciano, in Resistenza bianca (2023) si avverte lo sgualcirsi della risma di carta, mentre in Sospensione della scelta (2025) si percepisce la faticosa sopportazione del peso del sasso da parte del vaso di vetro. In L’età dell’oro (2023) è tangibile la fatica della gomma a mantenere la sua forma sotto la pressione del pistone, mentre in Geografie del conflitto (2024) viene evidenziata la convivenza tra marmi provenienti dai posti di guerra più disparati del mondo.

Arcangelo Sassolino, “Sospensione della scelta”, 2025. Glass, stone and steel, cm h 120 x 70 x 47
archive n. AS-2025-019. photo: Pamela Randon
Ricordiamo che una versione dell’opera Violenza casuale esposta a Lerici è presente anche al MONA – Museum of Old and New Art di Hobart, in Tasmania, nella mostra intitolata In the end, the beginning (07/06/2025 – 06/04/2026). In quella sede è posta in dialogo con un’altra opera sonora (da cui viene il titolo della mostra) formata da una colata di acciaio fuso che, toccando il suolo, genera un’esplosione di scintille incandescenti. Si tratta di una nuova versione dell’installazione Diplomazija astuta, in origine creata per il Padiglione di Malta alla Biennale Arte di Venezia nel 2022. Quindi non solo sospensione, pressione, riscaldamento e tensione nelle opere di Arcangelo Sassolino, ma anche suono in tutte le sue innumerevoli varianti, e quindi cosa di meglio all’interno di un Music Festival?
Info:
Arcangelo Sassolino. Fratture Armoniche
25/07 – 08/08/2025
Lerici Music Festival
Villa Marigola, Lerici
www.lericimusicfestival.org

Emanuele Magri insegna Storia dell’Arte a Milano. Dal 2007 scrive dall’estero per Juliet art Magazine. Dagli anni settanta si occupa di scrittura e arti visive. Ha creato mondi tassonomicamente definiti, nei quali sperimenta l’autoreferenzialità del linguaggio, come “La Setta delle S’arte” nella quale i vestiti rituali sono fatti partendo da parole con più significati, il “Trattato di artologia genetica” in cui si configura una serie di piante ottenute da innesti di organi umani, di occhi, mani, bocche, ecc, e il progetto “Fandonia” una città in cui tutto è doppio e ibrido.



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