Con Baselitz. Avanti!, il Museo Novecento di Firenze propone un attraversamento non lineare della ricerca di Georg Baselitz, affidato alla curatela di Sergio Risaliti. Più che una retrospettiva o un’indagine cronologica, il progetto si configura come un dispositivo che insiste sul presente dell’opera, sulla sua capacità di rinnovarsi nel tempo senza mai stabilizzarsi in una forma definitiva. Il titolo stesso introduce una direzione: “avanti” non come progresso lineare, ma come movimento continuo, tensione che attraversa l’intero percorso dell’artista. In questo senso, la mostra evita la trappola di una lettura storicizzante, privilegiando invece una relazione diretta con la dimensione processuale della pittura di Baselitz, che da sempre si colloca in una posizione di attrito rispetto alle convenzioni del linguaggio figurativo.

“Baselitz. Avanti!”, 2026, installation view, ph Elisa Norcini courtesy Museo Novecento and the artist
Dalla lettura del progetto – con più di cento opere esposte – emerge chiaramente come la mostra privilegi un dialogo tra lavori che mettono in evidenza la capacità di Baselitz di ritornare costantemente su questioni fondative della pittura, riattivandole ogni volta in modo differente. Il rovesciamento dell’immagine, elemento ormai canonico della sua pratica, non viene qui isolato come segno distintivo, ma reinserito in una riflessione più ampia sulla costruzione e sulla negazione della figura. L’immagine capovolta non è tanto un codice, quanto un dispositivo che sottrae stabilità allo sguardo, costringendolo a una rinegoziazione continua. Nelle opere in mostra, l’inversione non appare come un espediente formale, bensì come un atto che destabilizza la gerarchia tra figura e fondo, tra riconoscimento e percezione. Il soggetto resta, ma è costretto a una condizione di instabilità che ne mette in crisi la leggibilità immediata.

“Baselitz. Avanti!”, 2026, installation view, ph Elisa Norcini courtesy Museo Novecento and the artist
La selezione operata da Risaliti insiste proprio su questa dimensione di tensione, questa idea di pittura come luogo di resistenza. Le opere non si offrono come immagini da decifrare, ma come superfici attraversate da tensioni: tra gesto e controllo, tra memoria e cancellazione, tra presenza e dissoluzione. In questo senso, Baselitz appare meno come un autore consolidato e più come un artista che continua a mettere in discussione i propri strumenti.

“Baselitz. Avanti!”, 2026, installation view, ph Elisa Norcini courtesy Museo Novecento and the artist
Il contesto del Museo Novecento gioca un ruolo tutt’altro che secondario. Inserire questa riflessione all’interno di un’istituzione profondamente legata alla storia artistica del XX secolo italiano genera uno scarto significativo. La pittura di Baselitz, con la sua carica espressiva e la sua relazione problematica con la tradizione europea, entra in una zona di frizione con il contesto museale, evitando ogni forma di assimilazione pacificata. Piuttosto che integrarsi, sembra interferire, producendo una lettura più complessa, tanto dell’opera quanto dello spazio che la ospita. Lontano da una narrazione celebrativa, il progetto insiste su un celebre artista ancora in piena attività, la cui pittura appare oggi più esposta, talvolta più fragile, ma proprio per questo più radicale. Il segno si fa meno assertivo, più aperto all’errore, come se il lavoro tendesse a mostrarsi nel suo farsi piuttosto che nel suo compiersi.

“Baselitz. Avanti!”, 2026, installation view, ph Elisa Norcini courtesy Museo Novecento and the artist
In questo quadro, Baselitz. Avanti! evita accuratamente ogni monumentalizzazione. Non costruisce un’immagine definitiva dell’artista, ma ne riattiva le contraddizioni, restituendo una pratica che continua a interrogare la pittura come linguaggio e come esperienza. L’Avanti del titolo si carica così di un’ambiguità produttiva: non indica una direzione univoca, ma una condizione di permanenza nel dubbio, nella tensione, nell’irrisolto. È una mostra che chiede allo spettatore di rinunciare a una lettura rassicurante, accettando invece di sostare in una condizione di incertezza percettiva. Più che confermare il ruolo di Baselitz nella storia dell’arte contemporanea, la mostra sembra volerlo rimettere in gioco, aprendone uno spazio critico ed estetico.
Info:
Georg Baselitz. Avanti!
25/03 – 13/09/2026
A cura di Sergio Risaliti
Museo Novecento
Piazza Santa Maria Novella 10, Firenze
www.museonovecento.it

Art Curator e Art Advisor, laureato in Arti Visive e Mediazione Culturale, con Master in Pratiche Curatoriali, classe ’95, vive a Napoli. Collabora con Gallerie e Spazi Indipendenti, la sua ricerca è incentrata principalmente sulla Pittura Emergente, con uno sguardo attento e propenso anche su altre forme di linguaggio estetico.



NO COMMENT