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Giuliano Macca. Il Pianto dei Vulcani | Von Buren ...

Giuliano Macca. Il Pianto dei Vulcani | Von Buren Contemporary, Roma

Von Buren Contemporary presenta la personale Il Pianto del Vulcano, mostra dedicata alle opere dell’artista emergente Giuliano Macca, originario di Noto in Sicilia e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, fin dagli esordi interessato alla Street Art e contraddistintosi per la ricerca pittorica, rappresentato dalla galleria dal 2018 quando ancora conosciuta con la veste di RvB Arts.

Soffermandosi su una serie di dipinti pensati tra il 2018 e il 2020, la mostra si regge su un sofisticato impianto teatrale che nell’evocare la solenne drammaticità barocca, si traduce in uno spazio illusionistico. Per questa personale, Macca decide di confrontarsi con l’immagine sublime e imponente del vulcano, traendo riferimenti dal paesaggio siciliano, notoriamente connotato da forti contrasti visuali che si articolano tra altezze montuose, terre laviche e il mare circostante, soffermandosi sul valore culturale e archetipo di questa immagine fondativa, da sempre ritenuta dimora di civiltà, eroi, e miti, come suggeriscono gli sfondi onirici e le atmosfere effimere e opache dei suoi dipinti. Sull’immagine tanto solenne quanto drammatica delle vette vulcaniche, riflette anche il celebre regista, sceneggiatore, e scrittore Ferzan Özpetek che delinea i tratti fondamentali della poetica dell’artista in un testo critico d’accompagnamento alla mostra. Secondo Özpetek: “[…] è nella sua evocazione della debolezza del vulcano, la sua solitudine, le sue lacrime, che Macca ci restituisce una nota nuova e lacerante. I suoi soggetti, mentre si crogiolano nelle acque ai piedi di montagne infuocate, non sono altro che lo specchio della fragilità di un gigante che può sì sprizzare fuoco e furia, ma in realtà sta preparando il palcoscenico per la propria morte solitaria”.

La teatralità delle opere di Macca si traduce e riversa in un marcato contrasto espressivo che attraversa come un fil rouge i dipinti in mostra a definire il suo stile pittorico: come il paesaggio vulcanico della Sicilia si distingue per evidenti contrasti visuali, così i dipinti dell’artista si distinguono per le intuizioni febbrili e gli squarci luministici che evocano le prospettive drammatiche e il luminismo del Tintoretto manierista. A introdurre la mostra, una serie di ritratti di figure effimere ed evanescenti dal richiamo poetico – Di Illusioni si abbellirà il cammino; Come lava che non brucia; Il Destino – volti a riflettere sulla spiritualità che contraddistingue le opere di Macca. Se vivido è l’interesse introspettivo verso questi soggetti ritratti, il furor artistico di Macca fa volgere lo sguardo di queste apparizioni avvolte da un’atmosfera rarefatta verso l’esterno, innescando un susseguirsi di incroci di sguardi attraverso prospettive anamorfiche, angolature e scomposizioni di piani, quale riflessione della condizione umana ed esistenziale. Lo rimarca in tono solenne la grande deposizione al centro della scena pittorica che denota lo spirito sacrificale e drammatico della mostra, evidenziando il fedele studio dell’artista per la composizione pittorica classica.

I toni, la forza espressiva, le cromie e i contrasti dei dipinti di Macca si accendono più intensamente nella seconda sezione della mostra dove la dimensione teatrale e illusionistica dei dipinti riflette sull’immagine del vulcano, mettendo in scena l’interpretazione del ciclo della vita e della morte. L’incontro con il dipinto Prima di Scomparire (2021) suona come un saluto sublime e poetico alla condizione esistenziale dell’uomo, in contrasto con la condizione drammatica del dipinto che dà titolo alla mostra Il Pianto del Vulcano, dove l’ossimoro che ne regge, ovvero l’associazione semantica tra un rivolo di lava e il pianto, si traduce in un atto solenne e raggiunge, per contrasto, la massima drammaticità.

La pittura di Macca sembra qui liberarsi dal corpo e dalla figura per raggiungere la dimensione del mito, come suggerisce il dipinto Il Sogno di Efesto, 2021, che soffermandosi sul gesto e il segno grafico, si pone come citazione stilistica del mito di Vulcano, divinità romana del fuoco, della metallurgia e della scultura. Il viaggio esistenziale e mitico dell’artista si conclude e si celebra con la visione del dipinto Paolo e Francesca (2021) dove il classico mito amoroso, qui ritratto in posa solenne e imperante, ci riconduce alla celebrazione del dramma e della passione in forma teatrale degna dei dipinti di Francisco Goya.

È una pittura ambiziosa quella di Giuliano Macca, una pittura che emerge in maniera vivida, con intuitive visioni, con toni febbrili e forti contrasti. È una narrazione poetica e colta, come se per l’artista la sfida più interessante sia pensare nuovamente il presente secondo i canoni della pittura, del mito e della classicità.

Info:

Giuliano Macca. Il Pianto dei Vulcani
Testo di presentazione di Ferzan Özpetek
Curatela e organizzazione di Michele von Büren
9/12/2022 – 5/02/2022
Von Buren Contemporary
Via Giulia 13 – Roma
+39 335 1633518
www.vonburencontemporary.com
info@vonburencontemporary.com
@vonburen.contemporary

Giuliano Macca. Il Pianto dei Vulcani. Installation view, courtesy Von Buren Contemporary

Giuliano Macca. Il Pianto dei Vulcani. Installation view, courtesy Von Buren Contemporary

Giuliano MaccaGiuliano Macca, Il Sogno di Efesto, 2021, courtesy Von Buren Contemporary

Giuliano Macca, Prima di Scomparire, 2021, courtesy Von Buren Contemporary


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