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Il prato del vicino: desiderio e tensione nella pi...

Il prato del vicino: desiderio e tensione nella pittura di Vega Flux

Nel lavoro Il prato del vicino, presentato all’interno di EDICOLA480, Vega Flux – pseudonimo di Chiara Panunzio, pittrice pugliese nata nel 1997 – costruisce un’immagine che non si esaurisce nella dimensione pittorica, ma si apre a una rete di rimandi storici, simbolici e percettivi. Lo spazio espositivo – pensato come soglia permeabile tra opera e città – amplifica il carattere diretto e interrogativo del lavoro, che si impone allo sguardo come una presenza ambigua, capace di attivare letture stratificate senza mai chiudersi in una narrazione univoca.

EDICOLA480, 2025, Vega Flux, “Il prato del vicino”, olio su tela, 120x100 cm, 2023, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480

EDICOLA480, 2025, Vega Flux, “Il prato del vicino”, olio su tela, 120×100 cm, 2023, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480

La figura centrale, colta in una postura tesa e direzionale, si carica di un’energia che eccede il semplice gesto rappresentato. È una posizione che richiama esplicitamente l’iconografia di Gerda Taro, fotografa e fotoreporter, la cui immagine scattata durante la Guerra Civile Spagnola è diventata nel tempo una sintesi visiva di esposizione, rischio e determinazione. Vega Flux non cita Taro come omaggio né come riferimento illustrativo, ma ne assorbe la postura come archetipo: un corpo che avanza, che prende posizione, che si colloca in uno spazio di tensione tra azione e vulnerabilità. La memoria storica si traduce così in un gesto sospeso, privato di contesto bellico ma carico di una latenza emotiva che continua a interrogare il presente. Il titolo Il prato del vicino funziona come dispositivo concettuale che sposta ulteriormente il baricentro dell’opera. Non allude a un luogo specifico, ma a una costruzione mentale, a uno spazio desiderato e mai posseduto, definito sempre per confronto. Il “prato” diventa metafora di uno sguardo che si proietta altrove, di una tensione costante verso ciò che sembra migliore, più libero, più accessibile. In questo senso, l’opera non mette in scena un conflitto esplicito, ma il suo preludio: il desiderio come forza silenziosa, come motore invisibile di gesti e aspettative.

EDICOLA480, 2025, Vega Flux, “Il prato del vicino”, olio su tela, 120x100 cm, 2023, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480

EDICOLA480, 2025, Vega Flux, “Il prato del vicino”, olio su tela, 120×100 cm, 2023, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480

La pittura di Vega Flux lavora per slittamenti continui. Il colore non stabilizza la scena, ma la rende instabile, artificiale, quasi mentale. Il verde del paesaggio non rimanda a una natura rassicurante, ma a uno spazio simbolico costruito, attraversato da una tensione latente. All’interno di questo campo cromatico, la presenza dei pappagalli introduce un ulteriore livello di dissonanza. Animali esotici, estranei al contesto, agiscono come elementi perturbanti, rompendo ogni possibilità di lettura naturalistica. Non sono comparse decorative, ma presenze che osservano, che interferiscono, che rendono il paesaggio meno leggibile e più inquieto. La pratica dell’artista si muove così in una zona di attrito tra memoria personale, immaginario collettivo e costruzione simbolica. La pittura diventa uno spazio di negoziazione, dove il gesto non è mai totalmente controllato e l’immagine resta aperta, vulnerabile. Il riferimento alla fiaba – intesa non come racconto consolatorio ma come struttura capace di contenere l’ambiguità – emerge come metodo: ciò che appare semplice nasconde una complessità irrisolta, fatta di desideri, proiezioni e paure sottili.

EDICOLA480, 2025, Vega Flux, “Il prato del vicino”, olio su tela, 120x100 cm, 2023, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480

EDICOLA480, 2025, Vega Flux, “Il prato del vicino”, olio su tela, 120×100 cm, 2023, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480

All’interno di EDICOLA480, questa dimensione si amplifica. La vetrina, concepita come punto di contatto diretto con il tessuto urbano, annulla la distanza tra opera e pubblico. L’immagine intercetta lo sguardo nel flusso quotidiano, senza mediazioni, esponendosi al rischio dell’incontro accidentale. In questo contesto, Il prato del vicino non chiede contemplazione, ma attenzione: invita a interrogarsi su ciò che guardiamo e, soprattutto, su ciò che costruiamo mentalmente guardando. L’opera di Vega Flux restituisce alla pittura la capacità di essere uno spazio di ambiguità produttiva, dove la memoria storica – filtrata attraverso riferimenti come quello a Gerda Taro – non si cristallizza in immagine iconica, ma si trasforma in tensione contemporanea. Un luogo instabile, in cui il desiderio dell’altrove diventa specchio delle nostre proiezioni, e il gesto sospeso continua a interrogare chi osserva.

Info:

EDICOLA480
Vega Flux #3: Il prato del vicino
10/12/2025 – 15/01/2026
Via San Pasquale a Chiaia 61, Napoli
www.instagram.com/edicola480


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