A Milano la quindicesima edizione della fiera italiana dedicata alla fotografia si è presentata come luogo di incontro e influenza delle più interessanti ricerche nell’ambito dell’immagine. Tramite uno sguardo mirato alla rappresentazione della complessità del contemporaneo, la direttrice Francesca Malgara, ha delineato il tema della Metamorfosi come ambito che interpreta al meglio i cambiamenti repentini tipici della realtà del nostro tempo, mettendolo in collegamento con i profondi cambiamenti avvenuti all’interno del linguaggio fotografico e aprendo il dialogo all’universo di riflessioni sulla realtà che questa tematica suscita.

MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, ph. Zima Studio, courtesy MIA Photo Fair BNP Paribas
Innumerevoli sono stati gli sguardi e le ricerche degli artisti e dei fotografi esposti. A creare un percorso all’interno della fiera tre direzioni curatoriali che, interpretando il tema della metamorfosi in maniera diversa, hanno focalizzato la ricerca su ambiti essenziali nell’arte e nella vita, riflettendo su tematiche più che mai sentite. Alla Main Section si sono aggiunte le tre sezioni tematiche: Beyond Photography – Dialogue (a cura di Domenico de Chirico), Reportage Beyond Reportage (a cura di Emanuela Mazzonis) e FOCUS Latino (a cura di Rischa Paterlini). Le tre sezioni si sono intrecciate e alimentate a vicenda all’interno della fiera collegando le opere dei numerosi artisti esposti nelle gallerie.

Piero Mollica, “Central Terminal”, 2014, chromalux, 2014, 5+2AP, courtesy Piero Mollica
Con la sezione Beyond Photography – Dialogue si è analizzato il punto di incontro tra la fotografia e i media espressivi più disparati. La pittura, la scultura, l’allestimento, la modellazione 3d e altre tecniche hanno trovato spazio all’interno della fiera ampliando l’ambito fotografico con influenze che rendono evidente il profondo legame che questo ha con l’arte contemporanea. Questo contatto si è esplicitato, per esempio, nella collaborazione delle gallerie Ticinese Art Gallery e Atelier Relief che, esponendo la pennellata sfuggente e viva di Maurizio L’Altrella ha collegato la matericità della pittura a olio con il linguaggio fotografico di artisti come Piero Mollica. Quest’ultimo, focalizzandosi sulla rappresentazione di dettagli architettonici, crea sintesi visive talmente ambigue da far pensare che l’immagine sia ritoccata digitalmente. Altri punti di collegamento tra i diversi media si potevano trovare presso lo stand della galleria Link Studio Arte, con la proposta della ricerca di Fabian Albertini, artista che mette in relazione la piattezza dell’elemento aggiunto digitalmente in fotografia e la concretezza dell’elemento fisico che fuoriesce dall’opera, creando una suggestione ampliata. Interessante, infine, la proposta della galleria A Pick Gallery che, mettendo in collegamento le opere di Leila Erdman Tabukashvili e quelle di Mila Dobrevska, ha creato un dialogo potente e generativo. Lo scatto fotografico applicato alla scrittura e la manipolazione tessile hanno trovato convergenza nella riflessione sui temi dell’addio, della tradizione, della memoria collettiva e dell’identità personale.

Zana Briski, “Bearogram #10”, 2020, riproduzione d’archivio a grandezza naturale di una stampa a pigmenti su carta baritata, tratta da un fotogramma unico color oro su carta gelatinosa argentata., 101 x 130,2 cm and 116,2 x 145,4 cm (framed), 5 + 1 AP. Courtesy: Zana Briski, FLAT // LAND, Amsterdam
Con la sezione Reportage Beyond Reportage si è indagata, invece, l’evoluzione della fotografia documentaria contemporanea che, sempre più distante dal didascalico, si è aperta alla rappresentazione dell’essenza più profonda della nostra realtà. In questa sezione si sono viste ricerche complesse e articolate, come quelle di Zana Briski, esposta presso lo stand della galleria Flat // Land, una potente e intima indagine sull’atto di documentazione della natura operata attraverso sagome di animali impresse di notte su enormi fogli di carta fotosensibile tramite un flash molto delicato. Un’altra interessante poetica legata a questa sezione è quella di Brigitte Lustenberger, artista esposta presso lo stand della galleria Esther Woerdehoff, che tramite la scansione di fioriture vegetali preserva la bellezza del prodotto organico destinato a decomporsi, restituendo un omaggio alla bellezza e alla delicatezza della natura resa ancora più vivida e potente dal trattamento con una soluzione che fa sprigionare al massimo la brillantezza del pigmento del fiore. Le opere di Jimmy Nelson, esposto presso lo stand della galleria Willas Contemporary, si offrono come affascinante resoconto visivo dei popoli che l’artista ha conosciuto e con i quali ha vissuto, restituiti in scatti fotografici che non mirano alla semplice rappresentazione di usanze e costumi, ma che sublimano l’esperienza che l’artista ha condiviso con le persone ritratte.

Fabian Albertini, “Vermelho Maranhão”, 2026, fotografia digitale + linea in latex naturale, 46x68x4 cm, 1/3, courtesy Link Studio Arte S.N.C. di Gianna Spirito e Silvia Baietti
La sezione FOCUS Latino è, infine, stata concepita come un’indagine sulle poetiche di artisti latinoamericani, iberici e diasporici, insieme ad autori italiani e internazionali focalizzati su temi come identità ibride, migrazione e trasformazioni culturali. Un esempio è l’artista messicano Héctor Zamora presentato dalla galleria Albarrán Bourdais, che in una fotografia dell’installazione site specific da lui creata per la Biennale di Venezia del 2009, affronta temi legati all’occupazione dello spazio pubblico, alla percezione urbana e alla tensione tra realtà e finzione. Altra interessante ricerca è quella di Alessandro Puccia, esposto presso lo stand della galleria 89 Art Gallery, che tramite lo studio di gocce d’acqua (in questo caso di campioni latinoamericani) congelate e osservate al microscopio, riesce a riportare immagini che rivelano identità invisibili.

Héctor Zamora, “Sciame di dirigibili”, 2022, stampa digitale su carta Hahne Luster 260 g, 200 x 133 cm, 1/3 + 1 AP, courtesy: the artist and Albarrán Bourdais
Oltre a queste tre direzioni curatoriali, la Main Section di MIA Photo Fair è stata animata da numerose poetiche. Il tema della metamorfosi ha accomunato artisti provenienti da ogni parte del mondo. A questo proposito menzioniamo le sintesi visive di Sara Hadley (rappresentata dalla galleria americana Alta Vista Arts) dove coesistono delicatezza, calore e vibrazione e il corpo e la figura si strappano lasciando fuoriuscire il colore. Diverso è l’approccio di Federica Belli, esposta nello stand della galleria Valeria Bella, che indagando il rapporto con la natura, si pone in relazione al paesaggio imitandolo, coprendolo e creando un dialogo dove intimità e delicatezza mettono in collegamento il corpo con lo spazio naturale andando oltre il posizionamento fisico e generando un unico organismo in costante mutamento. Attraenti e coinvolgenti, infine, le opere di Marco Palmieri, in mostra presso lo stand della galleria Antonia Jannone, che tramite un linguaggio in apparenza pittorico indaga la percezione visiva che la fotografia è capace di creare. L’ambiguità generata dalle sue opere crea un cortocircuito percettivo tra ciò che è reale e ciò che è elaborato mentalmente, restituendo una visione che richiama uno scenario di realtà sospesa.

Alessandro Puccia, “Ecuador | 2768”, 2026, fotografia microscopica di una goccia d’acqua congelata, stampa a sublimazione su canvas, 130×180 cm, pezzo unico 1|1, courtesy 89 Art Gallery
La pluralità delle visioni emerse all’interno di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 sono state pienamente interpretate dal tema principale Metamorfosi e dalle tre direzioni di senso curatoriali che si sono intrecciate creando dialoghi tra opere diverse e provenienti da mondi lontani e vicini, portando all’interno di uno spazio poliedrico come quello della fiera una visione che abbraccia l’insieme degli sguardi individuali senza forzature e distorsioni, interpretando al meglio la realtà articolata e complessa tipica della nostra epoca.
Info:
MIA Photo Fair BNP Paribas
19/03/2026 – 22/03/2026
Milano, Superstudio Più, Via Tortona 27
www.miafair.it

Da sempre legato al mondo dell’arte, Samuel Tonelli ha frequentato il corso di Didattica e comunicazione dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha sviluppato il suo percorso con il biennio magistrale di Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico. Dopo aver fatto esperienze di mediazione in diverse mostre e di insegnamento di storia dell’arte presso il liceo artistico di Bologna, si è appassionato alla scrittura d’arte che vede come un potente mezzo di espressione capace di aprire visioni, allargare orizzonti e arricchire la comprensione dei diversi sguardi sulla realtà.



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