Inaugurata il 15 novembre e aperta al pubblico fino all’8 marzo 2026, Da Gonzalo Borondo a He Wei. Nuove prospettive della pittura contemporanea dalle recenti acquisizioni della Fondazione THE BANK ETS, a Bassano del Grappa apre, presso la Fondazione THE BANK – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, una mostra che intende porsi come osservatorio privilegiato sulla scena artistica contemporanea globale, con particolare attenzione alla pittura figurativa. La raccolta esposta, denominata “The Bank” per via dell’ex filiale della Banca Commerciale Italiana che ospita le opere, comprende oltre 1.200 dipinti che documentano la pluralità delle ricerche pittoriche dagli anni ottanta del Novecento a oggi, sia in Italia sia all’estero. La mostra attuale, curata da Cesare Biasini Selvaggi, mette in luce, attraverso quarantanove autori selezionati, quella che viene definita una “rivoluzione silenziosa” della pittura figurativa contemporanea, strettamente legata alle urgenze del nostro tempo.

AA.VV., “Da Gonzalo Borondo a He Wei”, 2025, exhibition view at Fondazione THE BANK ETS, Bassano del Grappa. Ph. Tommy ilai & Camilla M.
Non si stratta di una pittura nostalgica e regressiva. Gli artisti presenti riflettono in maniera diretta o indiretta sui problemi legati al medium stesso, alla meta-pittura e al rapporto complesso tra figurativo e astratto. Alcune opere si configurano come dispositivi di rappresentazione, altre come presenze oggettuali che ridefiniscono i generi tradizionali della storia dell’arte. La pittura diventa soggetto dell’opera: attraverso il linguaggio pittorico, gli artisti perseguono una ricerca continua verso la verità, spesso indipendente e impopolare, in un gesto che è insieme di resistenza e di consapevolezza critica. Malgrado l’intento dichiarato non sia quello di esplorare un tema specifico, nella mostra emerge in maniera perentoria un interesse profondo per il concetto di memoria, declinato in molte forme: personale, sociale, storica e simbolica. Non è casuale: la memoria rappresenta il meccanismo attraverso cui la pittura figurativa contemporanea reclama la propria rilevanza in un’epoca di tecnicizzazione della sensibilità umana e di proliferazione incontrollata di immagini. Nelle giovani generazioni, questo interesse si traduce in un’attenzione particolare per la dimensione dell’archivio, mossa da una consapevolezza ansiosa verso un futuro che sembra poter solo peggiorare. Non si tratta, però, di una memoria museale e passiva. Come sottolinea Biasini Selvaggi, la pittura non riconduce a un passato nostalgico, ma lo interroga, lo rielabora criticamente, lo mette in crisi. La memoria diventa così un atto di resistenza alla dimenticanza, all’appiattimento, all’uniformità.

AA.VV., “Da Gonzalo Borondo a He Wei”, 2025, exhibition view at Fondazione THE BANK ETS, Bassano del Grappa. Ph. Tommy ilai & Camilla M.
Tra gli artisti in mostra che si interrogano su questo concetto e ne esaminano le varie declinazioni troviamo Ariel Cabrera Montejo, cubano, che si appropria della pittura storica in cui il rigore del documento è sottoposto alla fluidità della vita. Combina episodi legati al periodo tra le due guerre e alla guerra d’indipendenza cubana, all’estetica della Belle Époque, agli eroi e alle eroine, al di sotto dei quali si nasconde un anticonformismo viscerale nei confronti del documentario e della storia ufficiale. Per lui, la pittura si configura come strumento per indagare la memoria storica di Cuba, il passato coloniale, i miti fondativi e l’identità collettiva. Recupera così il valore della pittura come strumento di registrazione storica e archivistica, consapevolmente soggettiva e reinterpretata. Alberto Castelli, torinese, fa ruotare il proprio lavoro intorno alla memoria, intesa come applicazione e disciplina quotidiana. La pittura non è un episodio creativo, ma una pratica meditativa e persistente, un modo di dialogare con il passato e con sé stessi.

AA.VV., “Da Gonzalo Borondo a He Wei”, 2025, exhibition view at Fondazione THE BANK ETS, Bassano del Grappa. Ph. Tommy ilai & Camilla M.
Pete Wheeler utilizza la “memoria collettiva” come materia di lavoro: le immagini si moltiplicano e si dissolvono in cortocircuiti visivi, suggerendo una riflessione profonda sul ricordo, sulla tradizione visiva e sulla sua rielaborazione critica. È una memoria che si frammenta, si stratifica, si ripete, proprio come accade nella nostra esperienza contemporanea saturata di immagini. Emanuele Giuffrida traspone nelle sue opere la propria infanzia segnata, una memoria personale che diventa materia pittorica. White Sheet and Chair sfiora il tema della memoria nella maniera più intima e lacerante: ci racconta il dramma della morte in una città soffocata dalla mafia, trasformando il trauma in un’immagine che non guarisce, testimonianza silente e potente di un dolore collettivo. Con le sue atmosfere liturgiche e il bestiario sacro, Grazia Cucco aggiunge, infine, un ulteriore strato a questa indagine sulla memoria: quella spirituale, quella che abita i rituali e i simboli più ancestrali.

AA.VV., “Da Gonzalo Borondo a He Wei”, 2025, exhibition view at Fondazione THE BANK ETS, Bassano del Grappa. Ph. Tommy ilai & Camilla M.
Quanto emerge da questa mostra è come la pittura figurativa contemporanea non sia un anacronismo, né un rifugio dalla contemporaneità. È piuttosto uno strumento sofisticato di comprensione e metabolizzazione del presente attraverso il passato. Gli artisti in mostra dimostrano che la pittura conserva la capacità unica di trasformare la memoria in esperienza visiva, di far diventare il ricordo, nelle sue varie declinazioni, una presenza tangibile, un corpo che occupa lo spazio. In un’epoca dove il futuro appare sempre più incerto e il passato sempre più sfuggente, dove la memoria digitale è affidabile ma priva di anima, la pittura figurativa si rivela come uno degli ultimi baluardi di un pensiero non algoritmico, di una sensibilità che resiste all’appiattimento. Non è nostalgia, è consapevolezza, è memoria che diventa atto critico e creativo, che domanda, afferma e interroga piuttosto che celebrare. La mostra Da Gonzalo Borondo a He Wei documenta, in fondo, una rivoluzione tranquilla, ma decisiva: quella di una generazione di pittori che ha capito che per parlare al presente, bisogna saper ascoltare il passato, e che la memoria, quella calda, conflittuale, ambigua, simbolica, è lo strumento più affidabile che abbiamo.
Info:
Da Gonzalo Borondo a He Wei. Nuove prospettive della pittura contemporanea dalle recenti acquisizioni della Fondazione THE BANK ETS
a cura di Cesare Biasini Selvaggi
15/11/2025 – 08/03/2026
Fondazione THE BANK ETS
Via Orazio Marinali 52
Bassano del Grappa (VI)
www.fondazionethebank.org/it

Elena Barison è storica dell’arte contemporanea e si occupa delle relazioni tra arte, ecologia e studi di genere. Ha approfondito le pratiche verbo-visuali delle neoavanguardie con una tesi su Tomaso Binga, di cui oggi cura l’archivio a Roma. Collabora con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia e con diverse realtà e riviste indipendenti.



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