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Il surrealista Santiago Ribeiro si prepara a una m...

Il surrealista Santiago Ribeiro si prepara a una mostra in Portogallo dopo la pandemia, mentre sul web spopola un video a lui dedicato

Santiago Ribeiro ha esposto in tutto il mondo, portando avanti il suo progetto denominato “New Surrealism Now” che esalta il surrealismo che si ispira a Max Ernst, con grande successo. La prossima tappa è prevista a Evora, in Portogallo, terra che ha dato i natali all’artista surrealista contemporaneo più famoso del mondo, e patrimonio UNESCO dell’umanità.

Si tratta della prima mostra di Ribeiro dopo la pandemia, prevista per la fine di aprile. L’iniziativa è della società MatosCar, gruppo automobilistico presente nelle città portoghesi di Guarda, Fundao, Castelo Branco, Portalegre, Evora e Beja. La mostra sarà permanente perché il gruppo imprenditoriale ha deciso di acquistare circa una dozzina di opere, tra cui figurerà il dipinto “Metropolis 5000″, opera che si trova attualmente negli Stati Uniti dove è stata esposta a New York presso la Artifact Gallery.

L’arte di Ribeiro attira molto il pubblico, esperti e non: i suoi omini rosa che rappresentano gli automatismi della nostra mente, i pensieri confusi dell’inconscio, noi stessi senza il libero arbitrio e la volontà di compiere il bene, sono un catalizzatore per chi guarda, soprattutto in questo momento storico, dove siamo insofferenti alle restrizioni dovuti all’emergenza sanitaria. In relazione a tale situazione, un video realizzato da tre italiani, che sta avendo molto successo non solo in Italia ma anche all’estero, e che conta quasi 100 mila visualizzazioni su Instagram, può aiutare a comprendere meglio il surrealismo di Ribeiro e i suoi risvolti sorprendenti.

Il surrealismo infatti può essere un valido alleato del cristianesimo, in quanto ci mostra ciò che potrebbe essere se liberassimo totalmente il nostro subconscio; saremmo degli omini nudi e non vedenti che vanno a sbattere contro i paletti dell’immoralità e del masochismo. Tuttavia la nostra volontà, la nostra coscienza e la nostra libertà di scelta ci vengono in soccorso e ci rendono davvero liberi, essendo l’essere umano non solo un complesso biochimico.

Il video in questione, realizzato dalla giornalista e curatrice d’arte Annalina Grasso, il poeta premio A.S.A.S Vincenzo Calì, il quale per Ribeiro ha composto una poesia dal titolo “Profluvi”, recitata dall’attore Premio Crocitti 2019 Maurizio Bianucci, attore di Suburra e di diverse fictions RAI e pièces teatrali, vuole essere un modo per divulgare arte in modo originale ed immediato, lasciando insediare nella nostra mente la domanda: possiamo guardare la pandemia, il mondo che cambia, in una prospettiva diversa? Quante volte abbiamo pensato di liberare i nostri impulsi? Siamo istruiti, persino colti, ma emotivamente siamo “fecondi” o sterili? Viene da chiedersi: perché un video che tratta di arte realizza in poco tempo 100.000 visualizzazioni su Instagram? Perché l’arte crea il mondo una seconda volta ed in particolare, quella surrealista, ci suggerisce che se il mondo fosse chiaro, come diceva Camus, l’arte non esisterebbe.

Cosa ci mostra davvero l’arte di Santiago Ribeiro? Innanzitutto rende visibile ciò che non è, in questo caso l’inconscio, gli automatismi della mente, le inceppature, i pensieri che corrono troppo velocemente, la confusione, il desiderio di liberarsi da ogni freno inibitore. Inoltre ci fa riflettere sul significato del libero arbitrio, sulla volontà e su come dobbiamo intendere la nostra mente.

Ribeiro sottointende che la mente non è un semplice insieme di funzioni biochimiche del cervello, ma qualcosa di più complesso e meraviglioso, che accende la capacità essere visionari, di immaginare la coscienza non come un prodotto del cervello a dispetto di quello che dice il riduzionismo scientifico che a ben guardare di scientifico ha ben poco. Difatti è impossibile ridurre il pensiero e la coscienza alla materia, come un’opera d’arte ai colori che la compongono: in tal senso gli omini senza sguardo e parola di Ribeiro si configurano come gli esseri che potremmo essere qualora seguissimo solo le nostre pulsioni, a guadarci sarebbe la confusione e l’oscurità. Non terremmo più conto della Vita, dell’ambiente, delle relazioni, delle proprie biografie ed esperienze, oltre che della genetica.

L’arte di Ribeiro ci chiede se è il cervello a dirci cosa sia la coscienza o viceversa e induce a considerare delle similitudini che possono intercorrere tra arte medievale e arte surrealista: l’intero contenuto della vita del pensiero ha bisogno di esprimersi in tante figure è un aspetto tipico dell’arte tardomedievale, e in tal senso il video su Ribeiro richiama alla mente le parole di Vico a proposito dell’arte medievale, considerata un’arte che si rifà alle barbarie eroiche dell’età omerica; è il motivo dell’antico circolo pieno di desolata passività che ritorna nella celebre espressione di Goethe “sviluppo come una linea spirale ascendente, in cui il passato ritorna, ma sempre un grado più in alto”.

Ribeiro fa riemergere i ricordi della mente in modo confuso rappresentanto spazi asfissianti dove si potrebbero consumare o immaginare di consumare, barbarie in uno scenario desolante ma attraente. Tuttavia se nel Medioevo il mondo sembra più grande, sovrastato da un Cielo profondo, nel mondo inquieto dell’artista portoghese ogni pensiero è ripiegato su sé stesso o al massimo rivolto verso la Terra. Ribeiro ci dice che la nostra storia è piccola, gli esseri umani, che non ambiscono alla grande Storia, ad un mondo infinito, all’accettazione del mistero della vita, sono piccoli uomini che non sanno dove andare, schiavi delle loro preoccupazioni, insofferenze, ideologie, indottrinamenti.

Santiago Ribeiro, Military Concentration Camp, oil on canvas, 100 x 900 cm, 1990

Santiago Ribeiro, The City of Butterflies, olio su tela, 55 x 42 cm, 2021

Santiago Ribeiro, Pandemic, olio su tela, 50 x 30 cm, 2021


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