Imbroglio (or the ability to incorporate possibilities): un percorso tra primitivo e futuribile

Naomi Gilon, Nona Inescu, Lucia Leuci e Lito Kattou si confrontano negli spazi di Like a Little Disaster a Polignano a Mare sul tema del superamento dell’umano, non solo ammiccando a un ampliamento fantascientifico delle sue possibilità, ma anche facendo ritorno alla cellula primordiale, fino a sfociare nell’archetipico mostruoso.

Nel reportage di Marco Pinna “Il cyborg della bassa modenese” (pubblicato sul volume Gli Ultrauomini di CTRL Magazine) si parla di trans-umanesimo e di un futuro in cui, attraverso l’ibridazione tra uomo e tecnologia, si potrà vivere all’infinito, si potranno superare i limiti del corpo e si raggiungerà un livello di conoscenza vicino all’infinito – il sogno di Faust.

Oggi si può già alterare la realtà, “incorporando” un microchip sottopelle per estendere la propria memoria su un dispositivo estraneo, ma quasi invisibile.

Qualcosa di simile accade dal 27/04 al 20/06/2019 nella mostra “Imbroglio (or the ability to incorporate possibilities)” che, come in tutti i percorsi labirintici, si può leggere in due direzioni.

Si può cominciare la visita dai corpi spaziali di Lito Kattou (Nicosia, 1990), che annulla la fisicità, realizzando impalpabili umanoidi i cui arti alternano fasi di schiacciamento a fasi di sollevamento dal suolo attraverso forze magnetiche. Il graffio felino con cui sono marchiati manifesta un’ambiguità tra la lacerazione visiva e la decorazione del ricamo, tra il fare a mano e l’avvento del robotico.

Oppure ci si può lasciare catturare dalle mani inumane di Naomi Gilon (Arlon, 1996), che ritorna al mito e alla favola, passando dall’oralità di un racconto sottinteso alla dimensione tattile della ceramica lavorata secondo tradizione. Nelle sue ceste da pic-nic vittima e carnefice si sovrappongono nell’inganno del bosco, in cui si percepisce l’assenza di chi ogni giorno si ferma a raccogliere un mazzolino di fiori. Ritornano poco più avanti sotto forma di mani interrogative le presenze sotterranee di creature trasformate dal tempo, che incarnano la paura e stregano con la loro fascinazione.

I lavori delle artiste danno vita a continui scarti, presenti anche tra i Raccoglitori di carote di Lucia Leuci (Bisceglie, 1977). Questi sono esseri “capovolti” che compiono apparizioni singolari nel loro tentativo di tornare al basso. Eppure le loro protesi – in cui il naturale incontra l’artificiale – e i loro abiti sospesi nel vuoto non consentono a queste figure l’ingresso nella terra, lasciandoli in un limbo di eterea poesia.

Il corpo umano si intravede solo nel video Vestigial Structures di Nona Inescu (Bucarest, 1991), che non resiste alla tentazione body-mod di farvi penetrare elementi esterni, in questo caso naturali. L’identificazione tra l’uomo e il paesaggio si manifesta nell’alternanza tra fotogrammi. A uno dei monumenti megalitici più imponenti e antichi esistenti, l’allineamento di Carnac, succedono scene di esercizio fisico, in cui alle parti del corpo sono applicate protesi di pietre. Gli evocativi sottotitoli del video, tratti dal testo di Jacquetta Hawkes A Land, palesano la fusione primitiva tra la roccia e l’umano.

“Imbroglio (or the ability to incorporate possibilities)” è un percorso continuo in avanti e all’indietro nella storia, alla ricerca di radici che chiedono prepotentemente di uscire dal suolo e diventare aeree, che si trasformano in mani trans-umane capaci di graffiare, chiedere, aggrapparsi, ma anche di aprirsi, offrire, accogliere.

Camilla Nacci

Info:

Imbroglio (or the ability to incorporate possibilities)
Naomi Gilon Nona Inescu Lucia Leuci Lito Kattou
27 aprile – 20 giugno 2019
Like A Little Disaster
Via Cavour, 68 Polignano a Mare.

Imbroglio (or the ability to incorporate possibilities), Installation view, Courtesy Like a Little Disaster

Imbroglio (or the ability to incorporate possibilities), Installation view, Courtesy Like a Little Disaster

Nona Inescu, Vestigial Structures, 2018, Single-channel HD video, Courtesy Like a Little Disaster

Naomi Gilon, Survivors, 2019, ceramica smaltata, terra, 400 x 190 x 59 cm, Courtesy Like a Little Disaster