In conversazione con Giancarlo Bonomo

Giancarlo Bonomo, curatore e critico d’arte, dal 2010 al 2013 ha condotto numerose trasmissioni televisive con il Gruppo Real Arte di Sant’Elpidio a Mare, presentando artisti come Boetti, Bonalumi, Castellani, De Chirico, Fontana, Chia. Nel 2013, come progetto collaterale della Biennale di Venezia, ha firmato “OverPlay” patrocinato dal Consolato Generale di Germania. Nel 2015 ha debuttato quale autore e interprete con lo spettacolo multimediale “De Sacra Imagine” dove la divulgazione artistica veniva mixata con altre forme artistiche quali la poesia, la musica e il teatro di prosa. In seguito, con le medesime modalità, ha lavorato sulla vita e le opere di Raffaello,  Giorgione, Giambattista Tiepolo, Van Gogh, Michelangelo… Nel 2018, ha firmato il testo critico e presentato la mostra “American Beauty”, il cui catalogo è stato pubblicato da JULIET Editrice per conto della Galleria Comunale d’Arte di Monfalcone, e dove furono presentati autori come Vito Acconci, Ronnie Cutrone, Mark Kostabi, Keath Haring, Andy Warhol, Federico Solmi.

R.S.: Perché l’Italia, così ricca di tantissime opere d’arte, fa fatica a dare il giusto riconoscimento all’arte classica e contemporanea?
G.B.: Purtroppo l’osservazione è molto pertinente e denota una situazione che non rispecchia il nostro glorioso passato, non solamente sotto il profilo della creatività ma anche della tutela del patrimonio. Le risposte sono molteplici. Se da una parte i programmi educativi hanno privilegiato la formazione scientifica rispetto a quella umanistica, per una serie di luoghi comuni legati alle possibilità di realizzazione lavorativa, dall’altra c’è da dire che le Istituzioni non si sono adoperate al meglio per una campagna di tutela e sensibilizzazione. La quota dal bilancio pubblico che destiniamo alla valorizzazione è sempre molto esigua e, molto spesso, vengono privilegiate aree del paese già ampiamente conosciute e consolidate sotto il profilo promozionale.

Nella prassi critica quanto è possibile separare l’opera artistica dall’artista? 
Un critico attento dovrebbe saper scindere l’aspetto umano da quello artistico. Spesso le opere sono dettate da un’ispirazione che travalica la vita stessa oppure da ragioni inconsce che l’artista neppure conosce. L’opera d’arte, quando è tale, ha una capacità di comunicazione che va oltre chi l’ha concepita. Possiamo così avere degli artisti virtuosi sotto il profilo umano che tuttavia si rivelano dei pessimi interpreti di sé stessi e del mondo circostante. Per converso, vi sono artisti umanamente spregevoli che sono autori di capolavori assoluti. E il nome di Caravaggio, ad esempio, sta lì a dimostrarlo.

Può esistere la piena libertà artistica?
In linea teorica, l’artista autentico dovrebbe essere libero da dogmi, convenzioni e imposizioni o regole di mercato. Spesso, però, la storia ha dimostrato il contrario, prima con le esigenze di papi e principi, poi con le mode effimere dei movimenti artistici e del collezionismo ‘rampante’, che ne hanno definito contorni e parametri.

Un artista dei giorni nostri quanto si può sentire vicino agli artisti dei secoli passati? 
L’arte è una concatenazione di eventi consequenziali. È inevitabile che l’arte sia lo specchio del tempo in cui si esprime e, per certi versi, è giusto sia così. Sarebbe anacronistico per un artista del 2020 dipingere le madonne o gli angeli alla maniera di Giotto o Cimabue, semplicemente perché quel tempo è già trascorso. Questo però non toglie che ai giorni nostri un artista non debba considerare le esperienze del passato. Per esempio l’indagine di Mauro Milani, un artista bolognese che seguo con particolare interesse, contiene non pochi riferimenti al mondo classico, alle statue greche di soggetto  mitologico con ‘contaminazioni’ pop e dada.

C’è ancora nell’arte contemporanea un posto per Dio, inteso come Arte che voglia andare oltre le dimensioni terrene? 
Spazio per il divino c’è sempre. Lucio Fontana lo ha dimostrato attraverso i suoi celebri tagli che non sono nient’altro che finestre aperte verso l’infinito, alla ricerca di un possibile Dio, anche se nascosto. Nel nuovo millennio Dio viene evocato in altre forme, forse più sofisticate e occulte. Ad esempio la pittura di Sandra Zeugna, un’artista molto vicina all’informalità di Zigaina, in molte opere evoca il concetto del divino senza espressamente riferirsi alla rappresentazione figurativa tradizionale.

Lei collabora con Raffaella Rita Ferrari nell’organizzazione di eventi di successo. Come è nato il vostro sodalizio?
Circa un anno fa, Raffaella Ferrari mi propose di collaborare a un progetto dedicato a Leonardo nell’ambito della prima edizione del Festival della Psicologia, patrocinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall’Università di Trieste. Realizzammo l’evento multimediale nel novembre dello scorso anno. Fu così che nacque il sodalizio e la condivisone di un marchio comune, Eclipsis Style Project, che intende dare un contributo fattivo alla didattica nel panorama contemporaneo con la realizzazione di cataloghi, tesi critiche e portfolio video.

Quali saranno i suoi prossimi impegni?
Con la collega Ferrari sono in cantiere degli eventi tematici di pittura e scultura contemporanea a Bologna, che per noi è vetrina ideale e città di elezione! In campo multimediale abbiamo nel cassetto due progetti dedicati a Raffaello e Modigliani (il 2020 è per entrambi un anno celebrativo) che proporremo verosimilmente in alcune piazze nel corso di questa estate. In seguito, la prima edizione del Premio nazionale I 101 di Eclipsis (patrocinato dai Club per l’UNESCO di Bologna  e Udine) che avrà luogo in autunno.

Rosetta Savelli

Giancarlo Bonomo, all’interno della Basilica di San Giusto (Trieste), durante una lezione di storia dell’arte, ph courtesy Eclipsis Style ProjectGiancarlo Bonomo, all’interno della Basilica di San Giusto (Trieste), durante una lezione di storia dell’arte, ph courtesy Eclipsis Style Project

Mauro Milani, L’attesa, 2017, pittura su tela, cm 85 x 105, ph courtesy dell’artistaMauro Milani, L’attesa, 2017, pittura su tela, cm 85 x 105, ph courtesy dell’artista

Sandro Chia, A passeggio col genio, 2016, pittura su tela, ph courtesy Miami Wynwood Art Gallery

Enrico Castellani, Superficie viola, 2004. Ph courtesy Mazzoleni e Fondazione Enrico Castellani

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