Juliet è una rivista di informazione e teoria strettamente dedicata alle espressioni artistiche contemporanee: arte, architettura, design, fotografia e tanto altro. Diretta da Roberto Vidali, esce a scadenza fissa cinque volte all’anno, a cui via via sono stati aggiunti extra issues e il supplemento Juliet design hotels.

Trieste, Teatro Miela, 2011. Concerto dei Luc Orient, band new wave/alternative rock composta da Piero Pieri (voce, sax, elettronica), Rrok Prennushi (chitarra, voce), Flavio Davanzo (tromba, tastiere), Stefano Lesini (basso), Mauro “Spoonfool” Berardi (batteria). Il concerto è stato realizzato in occasione di “JULIET 30 YEARS”. Foto di Stefano Visintin
Ma procediamo in maniera cronologica. Nel giugno del 1980, a Trieste, un gruppo assortito di appassionati sognatori della contemporaneità si riunirono per discutere dell’idea di dare vita a un giornale di arte contemporanea. Data (la mitica testata diretta da Tommaso Trini) era stata chiusa da poco tempo e il varco pareva facilmente praticabile. Il primo scontro, più che sui contenuti, fu sul nome da assegnare alla rivista. Il problema fu brillantemente risolto dal grafico/illustratore Oreste Zevola, il quale suggerì “Juliet” (il nome di un carattere tipografico disegnato da Aldo Novarese per la fonderia Nebiolo) perché poteva provocare una certa curiosità. In ogni caso al corsivo di influenza inglese si preferì il più classico Times. Il celebre mensile Domus nel n. 640 recensì l’uscita dei primi fascicoli nel seguente modo: “Tutte le donne, come tutte le persone del mondo, hanno un nome. Juliet è un nome e un corpo. Ormai è il corpo della rivista che impersona il nome. Viva Juliet”.

Copertina del n. 6 di JULIET, febbraio 1982. Progetto grafico di Oreste Zevola
Dopo l’uscita dei primi numeri il periodico, allora trimestrale e stampato prevalentemente in bianco e nero, riuscì a richiamare l’attenzione degli addetti ai lavori in un crescendo esponenziale, partecipando alle fiere estere: da Nizza ad Amburgo; da Colonia a Basilea; da Ginevra a Madrid; da Parigi a Francoforte; da Berlino a Bruxelles; da Stoccolma a Zurigo. Oggi la redazione, gestita come struttura orizzontale, è composta da corrispondenti sparsi in tutto il mondo. L’impostazione ideologica non include analisi o approfondimenti sull’avanguardia storica ma si rivolge agli autori che operano dal ‘65 in poi e guarda, come punto di riferimento, alle edizioni della Biennale di Venezia, della Documenta di Kassel e di Art Basel.

Sala dell’asta organizzata in occasione della chiusura dello spazio espositivo JULIET di via Madonna del Mare. Foto di Alessio Curto
All’attività redazionale, per quasi quarant’anni, ha fatto capo anche una parallela attività espositiva/promozionale, che ha proposto artisti di talento e grandi maestri della comunicazione visiva curando cataloghi e inserti redazionali. Ricordiamo alcuni di questi nomi: Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Mark Kostabi, Maurizio Cattelan, Oliviero Toscani… Ma, a fronte di tale impegno, i contributi per l’editoria da parte della regione Friuli Venezia Giulia (indifferentemente da chi la governava) sono arrivati sempre con il contagocce oppure non sono proprio arrivati.

Opera di Claudio Massini esposta al Museo Morpurgo di Trieste, in occasione di “Massini Trieste”, mostra realizzata per sette musei civici della città, nel 2009. Foto di Fabio Rinaldi
Dunque, possiamo chiederci se nella realizzazione di questo progetto, che ha raggiunto il ragguardevole traguardo dei quarantacinque anni di attività, ci sia qualche grande assente? Come dire: bisogna sempre combattere per sostenere un’idea o per finalizzare un progetto, eppure alla fine qualcosa di considerevole va in porto nonostante il muro contro muro nei confronti della contemporaneità che nel nostro territorio si avverte a fior di pelle. In ogni caso, pur tra mille difficoltà, le cose positive succedono, come per miracolo (si ricorda, per esempio, il coinvolgimento di sette musei civici della città di Trieste per la mitica mostra “Massini Trieste”).

Stand JULIET ad Arte Fiera, Bologna 2019. Roberto Vidali (a sx) con Eugenio Vanfiori. Foto di Sara Fosco
Su questa cronica difficoltà nei confronti del contemporaneo, a livello locale, si soffermò pure la fotoreporter e sceneggiatrice Giorgetta Dorfles in un articolo pubblicato sul quotidiano Trieste Oggi. Da quelle pagine presentava la rivista Juliet come “un piccolo miracolo che nasce a Trieste e raggiunge in pochi anni una risonanza nazionale, fino a diventare competitiva con Flash Art, punto di riferimento ufficiale dell’arte figurativa contemporanea. Eppure in città il giornale è quasi misconosciuto, molti non sanno neppure che esiste”. Oggi l’edizione italiana di Flash Art non esiste più… mentre Juliet sta continuando il suo percorso. Infatti, anche L’Illustrazione Italiana (anno 116°, nuova serie, n. 54) nel dedicare un ampio servizio al capoluogo regionale – tra un Claudio Magris ritratto al Caffè San Marco, alcuni punk ripresi al “Fashion” e le inquadrature di un rito esoterico carsolino – pubblicava una rara immagine della redazione che veniva così commentata: “Componenti della rivista d’arte e tendenze nota in tutta Europa, a Trieste è pressoché sconosciuta”. Nemo profeta in patria.

Borsa disegnata da Antonio Sofianopulo per JULIET, produzione 2024. Foto di Roberto Grisancich
Questo, in estrema sintesi, è il resoconto dei lavori forzati espressi da Juliet Editrice che corrispondono a duecentoventicinque numeri di Juliet, il tutto per due metri esatti di ingombro lineare. A perfetta testimonianza di questa avventura l’11 dicembre, alle ore 18.00, all’Antico Caffè San Marco di Trieste, ci sarà la presentazione del n 225 della rivista e del catalogo dei quarantacinque anni. A seguire, a Palmanova, nella Polveriera Napoleonica Foscarini, si inaugurerà, sabato 20 dicembre la mostra sui quarantacinque anni della rivista.
Alessio Curto
Info:
JULIET 45 YEARS
Antico Caffè San Marco
via C.Battisti 18, Trieste
giovedì 11 dicembre, h 18.00
AA.VV., JULIET art magazine – Since 1980
Polveriera Napoleonica Foscarini
via Rota 25, Palmanova
opening: sab 20 dic h 18.00
mostra: 20/12/2025 – 18/01/2026
ven, sab, dom: h 10.30-12.30 / 15.00-18.00

is a contemporary art magazine since 1980



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