Kunstmuseum Liechtenstein, a Vaduz

Inaugurato nel 2000, il Kunstmuseum Liechtenstein è un museo statale di arte moderna e contemporanea di respiro internazionale. Nel 2015 al complesso preesistente è stato aggiunto il nuovo edificio della Hilti Art Foundation. La collezione statale del Liechtenstein costituisce il nucleo fondante del museo ed è alla base del programma espositivo, ma è anche una dinamo per il fine educativo dell’istituzione. La collezione viene presentata attraverso esposizioni temporanee che si affiancano alle grandi mostre che si susseguono nel calendario annuale e che approfondiscono l’arte internazionale del XX e XXI secolo. La collezione privata custodita dalla Hilti Art Foundation, che pone maggior enfasi su eccezionali opere d’arte del modernismo classico e dell’arte contemporanea, costituisce l’ideale completamento delle collezioni del Kunstmuseum.

Letizia Ragaglia, dopo aver concluso il suo mandato al Museion di Bolzano, dal 1° luglio 2021 è alla direzione del Kunstmuseum di Vaduz, in Liechtenstein. Ora firma la prima mostra progettata per il Kunstmuseum Liechtenstein: C(to the power of)4, con partecipazione e le opere di quattro artisti di rilievo internazionale che sono stati chiamati a misurarsi con le opere presenti nelle collezioni del Museo: Nazgol Ansarinia (iraniana, classe 1979), Mercedes Azpilicueta (argentina, classe 1981), Invernomuto (duo italiano, ovvero Simone Bertuzzi, classe 1983 e Simone Trabucchi, classe 1982), Diamond Stingily (statunitense, classe 1990). Nello specifico, gli artisti sono stati invitati a scegliere un’opera dalla collezione integrandola nel proprio allestimento, come in una sorta di orientamento e di dialogo tra passato e futuro.

Ecco la mostra spiegata con le parole della curatrice: «C(to the power of)4 celebra l’energia che gli artisti contemporanei portano in un museo: la C nel titolo della mostra si riferisce alla collezione come base e punto di partenza, ma evoca anche associazioni con cooperazione, collaborazione e contaminazione». Il che, per dirla con altre parole, potrebbe voler sottolineare come l’arte sia tutta contemporanea: è il nostro sguardo che la rende attuale e parlante al nostro cuore, e gli intrecci e i rimandi sono spiegati dalla nostra cultura, dal nostro modo di procedere, dalle nostre conoscenze e da tutto quell’insieme di fattori sensoriali che ci permettono di giocare sulle relazioni e sui percorsi intrecciati. Ma non solo questo; qui si vuole far intendere che l’arte ha la potenzialità di far relazionare le persone, per cui il linguaggio della modernità può offrire il destro e una spinta anche in ambito di coesione sociale o, più semplicemente, essere termometro dei grandi problemi dell’umanità.

Questi quattro artisti, hanno in comune un approccio narrativo che apre nuove prospettive sul passato offrendo una lettura alternativa alla luce della realtà odierna. Provenienti da background culturali differenti, ciascuno di essi esplora con la sua opera tematiche come l’esclusione e le discriminazioni sociali, la storia delle sottoculture, le leggende del passato e la trasformazione dello spazio urbano (dai piani urbanistici calati dall’altro alla gentrificazione operata dal basso). Elementi biografici e ricordi personali punteggiano il percorso espositivo per costruire una nuova memoria collettiva, un qualcosa che possa essere consegnato in forma di racconto o di appunto per le future generazioni.
Attraversando C(to the power of)4 il visitatore si trova immerso in un crossover interdisciplinare di performance e suono, in un percorso che si articola lungo quattro sale espositive in cui si generano incontri sorprendenti che restituiscono nuova vita alla collezione.

A questo punto mi pare giusto ricordare la mostra “Claudio Massini – Trieste” dove l’autore mise in dialogo all’incirca un centinaio di tavole pittoriche realizzate con la tecnica del simil-encausto (di grandi e piccole dimensioni) con le opere contenute nelle collezioni di sette musei della città di Trieste, e lo stesso catalogo, uscito poi a fine mostra, ne documentò il dialogo. Correva l’anno 2009.

Gaia Rebullato

Info:

AA.VV., C(to the power of)4
20/05 – 05/09/2022
Kunstmuseum Vaduz, Liechtenstein
kunstmuseum.li

Nazgol Ansarinia, vista parziale dell’installazione realizzata per C(to the power of)4. Foto Sandra Maier, courtesy Kunstmuseum LiechtensteinNazgol Ansarinia, vista parziale dell’installazione realizzata per C(to the power of)4. Foto Sandra Maier, courtesy Kunstmuseum Liechtenstein

Mercedes Azpilicueta, vista parziale dell’installazione realizzata per C(to the power of)4. Foto Sandra Maier, courtesy Kunstmuseum Liechtenstein

Invernomuto, vista dell’installazione realizzata per C(to the power of)4, (Wax, Relax, 2011-2022; Rimini Capitale Afro, 2021, a colloquio con Ponte levatoio, 1968, di Pino Pascali, Collection Kunstmuseum Liechtenstein). Foto Stefan Altenburger Photography, Zurich, © Invernomuto / Kunstmuseum Liechtenstein, courtesy Kunstmuseum Liechtenstein


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