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La grammatica del futuro: al Palazzo da Mosto di R...

La grammatica del futuro: al Palazzo da Mosto di Reggio Emilia la costruzione della città moderna

«Perché sono grandi architetti? Perché hanno proiettato una piccola città di provincia nel futuro». Con queste parole l’assessore alla cultura del Comune di Reggio Emilia, Marco Mietto, presenta una mostra davvero coraggiosa. “La costruzione della città moderna. Gli archivi degli architetti del Novecento a Reggio Emilia” è il frutto di una monumentale e certosina ricerca d’archivio che ha toccato studi tecnici, famiglie e soprattutto i fondi d’archivio speciali della Biblioteca Panizzi della città. La mostra, curata da Giordano Gasparini e Andrea Zamboni, è accompagnata da un catalogo davvero stupefacente, pubblicato da thedotcompany edizioni, che nelle sue quattrocento pagine riesce a spiegare cosa ha significato, per la città di Reggio Emilia, l’azione di un gruppo di professionisti che abitavano sia il loro tempo sia il futuro prossimo.

“La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025 ©outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

AA.VV., “La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025, © outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

Visitabile presso il rinascimentale Palazzo da Mosto e promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, la mostra è idealmente divisa in dieci stanze in cui si possono osservare da vicino il pensiero, la preparazione e la realizzazione degli edifici cittadini da parte di Guido Tirelli, Pietro Cavicchioni, Prospero Sorgato, Carlo Lucci, Osvaldo Piacentini e i professionisti della Cooperativa Architetti e Ingegneri, Antonio Pastorini, Eugenio Salvarani ed Enea Manfredini. Si tratta, come ha affermato Giordano Gasparini, di «professionisti che avevano relazioni internazionali e portavano in sé visioni molto innovative» e in questa mostra vengono rimessi «sotto un grande faro grazie a una mole enorme di documenti, disegni tecnici, schizzi e fotografie». Infatti, come aggiunge Andrea Zamboni, la mostra si può prestare a «differenti livelli di lettura, partendo dal nocciolo costituito dai tavoli centrali nelle sale del Palazzo, per passare poi ad elementi anche personali e curriculari degli architetti ed entrare, infine, nella genesi degli edifici, vederne la forma finale e la contestualizzazione urbana». Perché, in fondo, l’architettura è anche un modo per leggere la storia amministrativa e sociale di un luogo.

“La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025 ©outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

AA.VV., “La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025, © outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

Il cinquantennio 1913-1963 è il periodo rivisitato attraverso alcune delle più significative opere di edilizia pubblica e privata e attraverso dunque una serie di stili che hanno contrassegnato le epoche che si sono succedute. Eclettismo, razionalismo, brutalismo e altri stili più vicini al nostro tempo contrassegnano queste opere d’ingegno che possono costituire, seguendo le vie cittadine, un vero e proprio tour formativo e di conoscenza. In mostra troviamo 129 opere, non soltanto ubicate a Reggio Emilia, di pertinenza di Guido Tirelli, di cui in questa sede si approfondisce soprattutto l’Albergo della Posta (1910-13 e 1926). Ricostruito sui fasti del duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo, l’Albergo ha funzione di hotel da cinquecento anni e presenta un Gran Salone decorato con un ciclo pittorico tra i più prestigiosi della città, realizzato, su chiamata diretta dell’architetto, dall’omonimo Giuseppe Tirelli. Oggi si presenta con un ensemble di stili che unisce in larga parte eclettismo a gusto neo cinquecentesco. Prospero Sorgato è protagonista di un grande evento tenutosi a Reggio Emilia nel 1922, la prima e unica edizione dell’Esposizione Agricola, Industriale e del Lavoro, che prevedeva anche eventi collaterali che oggi chiameremmo circuito off. Il nome dell’architetto è legato soprattutto ma non solo, come dimostra l’esposizione, a Villa Zironi (1925), esempio della vena creativa e della maniacale attenzione ai dettagli sia interni che esterni di Sorgato.

“La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025 ©outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

AA.VV., “La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025, © outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

A proposito di ville costruire agli inizi del ‘900 e ispirate dagli stili del lontano passato, vanno citati Villa Ferretti-Mazzoni (1925 ca.) e quindi l’architetto Pietro Cavicchioni. Vedendola, sembra di star di fronte a un castello fortificato tale è la possanza esteriore. Influssi neogotici e neoromanici si alternano in alcune delle ville più significative progettate da Cavicchioni, che ha lasciato un’impronta forte anche in altri edifici di uso pubblico come il Cinema all’aperto e l’Albergo Stazione. Una antologica di carattere religioso vede protagonista invece Enea Manfredini, a partire dalla Cappella dell’Arcispedale Santa Maria Nuova (1962). Lo stile preponderante è quello del neo razionalismo, con calcestruzzo chiaramente a vista; la cappella sembra davvero un tempio con copertura a tronco di piramide che esalta ancor di più il brutalismo architettonico. Il grattacielo di Porta San Pietro è un’opera collettiva in una città a fortissima presenza cooperativistica e associativa: la firma è infatti della Cooperativa Architetti Ingegneri (nata nel 1947) e di Osvaldo Piacentini e siamo nel 1951-53. Con il riscaldamento a pavimento e il riciclo condominiale dei rifiuti, l’edificio era davvero innovativo grazie all’apporto di un gruppo che era più una comunità di progetto che un semplice ensemble di professionisti. A loro si deve il primo supermercato Coop di Reggio Emilia (1963), oltre che primo a libero servizio (con il carrello) che introduce nella città la scala mobile sino ad allora sconosciuta.

AA.VV., “La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025, © outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

AA.VV., “La costruzione della città moderna”, installation view at Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2025, © outThere, courtesy Fondazione Palazzo Magnani

Il Cinema Ambra (1950-52, con doppio ingresso su due diverse vie) è uno dei progetti di punta di Carlo Lucci. Forma a conchiglia della platea, schermo mobile per permettere anche altri tipi di spettacolo, acustica e visibilità perfette sono le linee guida di questo edificio progettato da un architetto non reggiano, essendo Lucci originario di Firenze, e grande teorico dell’intreccio del contemporaneo nell’antico. Antonio Pastorini ed Eugenio Salvarani sono anch’essi parte importante della storia della Cooperativa, dalla quale escono dal 1956 per iniziare una carriera da solisti e spesso anche in duo. Spicca l’edificio realizzato per l’azienda Max Mara, nella parzialmente decentrata via Fratelli Cervi: l’esperienza di visita dell’odierna collezione di arte contemporanea è valorizzata dalla luminosità che invade gli spazi grazie ai finestroni pensati per le attività lavorative nel quinquennio 1956-61. Ma la mostra non si esaurisce qui: ben cinque video e un calendario lunghissimo di seminari specifici arricchiscono questo immenso lavoro di ricerca e dovuto omaggio a uomini visionari. E ancora, tre opere site specific ne accompagnano fisicamente il percorso risultandone non mero orpello ma significative testimonianze artistiche in dialogo. Nel cortile interno “Poeticamente abita l’uomo”, installazione in ferro smaltato del 2011 di Graziano Pompili; all’inizio del percorso espositivo vero e proprio “Greetings” di Angelo Davoli (olio su stampa laser del 2006) e ancora “La cooperativa pittori di Reggio Emilia” (olio su tela del 1890 di Augusto Mussini).

Info:

AA.VV., La costruzione della città moderna. Gli archivi degli architetti del ‘900 a Reggio Emilia
22/11/2025 – 8/02/2026
Palazzo da Mosto
Via Giovanni Battista Mari 7, Reggio Emilia
www.palazzomagnani.it


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