La tela non è solamente un supporto pittorico dove potersi esprimere, ma può essere uno strumento con il quale sperimentare e generare una moltitudine di giochi percettivi, anche con la luce. Available Light / Luce Disponibile è la mostra personale di Peter Schuyff, in corso fino al 28 settembre 2025, a Polignano a Mare presso la Fondazione Pino Pascali. Il titolo della mostra già preannuncia il processo creativo dell’artista: rendere la luce la vera materia pittorica. Un significato che, pur sempre rimanendo sotteso al rapporto, quasi simbiotico, tra colore e geometria, ne evidenzia la trascendenza, la fluidità nel guardare oltre, nel superare la staticità della tela. Come se la luce riuscisse a farci parlare, pur restando in silenzio, spiegandone i significati intrinseci della nostra libera interpretazione.

Peter Schuyff, “Eight Long”, oil on linen, 140 x 100 cm, 2023, courtesy Fondazione Pino Pascali
A cura di Michele Spinelli, il percorso espositivo presenta circa cinquanta opere: tele di grande formato, dipinte a olio e acrilico, e una selezione di acquerelli su carta, di formato più contenuto ma contrassegnato da un’intensa raffinatezza formale. La mostra non presenta un ordine cronologico, ma suggerisce una retrospettiva autentica che orienta lo sguardo del fruitore all’uso ipnotico e psichedelico della luce, mettendo in relazione diversi cicli pittorici e momenti chiave della produzione dell’artista: opere iconiche degli anni ʽ80, segnate da pattern labirintici e illusioni ottiche, e una particolare attenzione ai lavori più recenti (2020-2025), realizzati tra Amsterdam e Bari. Nella selezione si è voluto prediligere l’individuazione geografica nell’area del Mezzogiorno, in particolare quella pugliese, a testimonianza del legame dell’artista con il sistema dell’arte italiano del Sud. La scelta di stabilirsi in Puglia, dal carattere culturale e affettivo, segna un momento significativo nel percorso di Peter Schuyff, testimoniando un’ulteriore fase di ricerca in cui il rapporto con la luce e lo spazio si fa ancora più essenziale.

Peter Schuyff, “Untitled”, acrylic on linen, 230 x 167 cm, 1986, courtesy Fondazione Pino Pascali
L’artista fa di questa simbiosi un punto di partenza, lasciando aperto il campo della percezione visiva. Il suo lavoro è caratterizzato dall’uso di forme geometriche e dalla capacità di creare luce e movimento applicando sottili strati di pittura acrilica. La sua impronta, quasi astratta, intende, però, dare una forma ai nostri pensieri. L’interpretazione è libera, l’ottica processuale segue il suo corso, la luce fa da tramite per l’iter cognitivo. Anche il colore crea un impatto suggestivo: come se per l’artista l’impatto tonale avesse un sentimento proprio, come nei quadri di Mark Rothko. Nelle opere di Peter Schuyff, il colore è steso e abbraccia lo spazio geometrico che non lo delimita, bensì lo identifica. Si creano, così, illusioni ottiche che rimodulano gli spazi di osservazione in una retrospettiva di equilibrio tra metodo e istinto. I dipinti si offrono come spazi di percezione aperti, dove l’ordine geometrico e la ripetizione non impongono una verità, ma suggeriscono possibilità di significato, sempre nuove e individuali.

Peter Schuyff, “Untitled”, acrylic on linen, 230 x 167 cm, 1988, courtesy Fondazione Pino Pascali
Ma è Henri Matisse il suo punto di riferimento. Il padre del Fauvismo francese parlava del potere della pittura di generare luce. Non a caso, una delle sue frasi più celebri è: «Non dipingo le cose come le vedo, ma come le sento». Questo è stato il principale intento di Peter Schuyff fin dall’inizio. Si tratterebbe, quindi, di una pittura emozionale che tiene conto anche di un altro aspetto: il tempo, che diventa soggetto stesso delle sue opere. In ogni quadro, il gesto, reiterato con minime variazioni, costruisce una trama che racconta il tempo della pittura e il tempo interiore dell’autore. Per lo spettatore è impossibile stabilire quando un’opera può dirsi davvero compiuta: solo l’artista ne è consapevole. La dimensione temporale ha suggerito i ritmi espressivi per la fuoriuscita delle opere. L’evoluzione emotiva dell’artista, vista in ogni opera, è scandita con costanza, seguendo il flusso dei secondi. L’estetica del dinamismo, nelle sue opere, presuppone anche un evidente illusionismo ottico. L’artista è capace di generare vibrazioni visive proprie di quel dinamismo caro all’Optical Art. Legato alla percezione del fenomeno, Peter Schuyff rimodula le tonalità di un colore che varia e che viene applicato alle proprie congetture strutturali, con la finalità di creare un arcobaleno di significati, caratterizzato da una luce performante che ne accentua la dispersione e ne stimola la vista. La luce è il risultato di tutte le sue combinazioni.

Peter Schuyff, “Untitled”, oil on linen, 100 x 140 cm, 2019, courtesy Fondazione Pino Pascali
Non è un caso che l’artista, in passato, sia entrato in contatto con il gruppo Neo-Geo, un movimento iniziato tra la fine degli anni ʽ80 e l’inizio degli anni ʽ90, che reagiva, con una pungente ironia, alle logiche del minimalismo e dell’arte concettuale. Caratterizzato dal rifiuto delle forme tradizionali di pittura e scultura a favore di un’ampia varietà di media innovativi, tra cui fotografia, video, performance e installazione, il movimento Neo-Geo inizia a sviluppare un’arte che tende a dare maggiore enfasi al processo piuttosto che al prodotto. Come suggerisce il curatore, attraverso Available Light / Luce Disponibile si offre un viaggio visivo che crea un ponte tra struttura e fluidità, tra ordine e casualità, confermando il valore di una pittura che non smette mai di interrogare lo sguardo, la fruizione e lo spazio circostante. È la luce che illumina senza dare dei giudizi, anzi si fa guardare proprio perché esiste. La luce, quindi, rappresenta il verbo delle opere di Peter Schuyff. Non si dovrebbe nemmeno spiegare, si può solo inseguire. La “luce disponibile” non è solo una condizione ottica, ma è la chiave d’accesso che predispone alla libertà di visione, alla trasparenza del processo creativo. In un’epoca in cui la specie umana è spesso controllata dall’intelligenza artificiale, l’autore rivendica una luce gratuita, naturale, non mediata: una forma di resistenza gentile, che coincide con un ritorno all’essenziale.

Peter Schuyff, “Big Four”, oil on linen, 150 x 150 cm, 2023, courtesy Fondazione Pino Pascali
Contemporaneamente, inaugurerà presso Exchiesetta, la piccola cappella di Santo Stefano nel centro storico di Polignano a Mare, uno spazio project, Peter Schuyff – Painted Boxes, con le opere realizzate esclusivamente nella sua casa studio sul mare, a Bari, durante il difficile secondo lockdown per il Covid-19, nel quale l’artista ha dipinto le scatole che precedentemente avevano contenuto i materiali di lavoro: ne sono uscite decine di torri policrome che lo hanno avvolto teneramente durante le giornate che scorrevano sempre nello stesso modo.
Emanuele Mazzilli
Info:
Peter Schuyff. Available light / Luce disponibile
a cura di Michele Spinelli
30/05 – 28/09/2025
Fondazione Pino Pascali
Via Parco del Lauro, 119 Polignano a Mare (BA)
www.fondazionepascali.it

Storico dell’arte, performer e art lover. Da sempre appassionato all’arte contemporanea, in un futuro sogna di diventare un professore senza tralasciare la sua indole da artista. Crede nel valore terapeutico dell’arte, in grado di poter salvare il mondo!



NO COMMENT