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La pittura di Walter Bortolossi alle prese con l’i...

La pittura di Walter Bortolossi alle prese con l’incertezza del contratto

La mostra “L’incertezza e il contratto”, che verrà allestita nella sede dell’Agenzia Generale di Udine Duomo delle Generali Italia, in via Vittorio Veneto 25, presenterà una decina di dipinti dell’artista udinese Walter Bortolossi e farà seguito alla sua grande retrospettiva recentemente conclusasi al Monastero di Santa Maria in Valle a Cividale. In questa occasione si potranno rivedere alcuni lavori già esposti in altre occasioni, qui abbinati a lavori diversi e in alcuni casi inediti. L’evento è curato da Gino Colla dell’associazione On Art in collaborazione con l’agente Silvia Castellan, generando una saldatura tra mondo della cultura e mondo delle assicurazioni, una saldatura che può far comprendere come anche l’opera d’arte, intesa nella sua sostanziale fisicità possa essere considerata un bene d’investimento o bene rifugio al pari del mattone o del certificato finanziario/assicurativo.

Il titolo della mostra, che quindi non è una replica di altre ma un’esposizione con caratteristiche specifiche, trae spunto dalla sede espositiva, un istituto assicurativo, per individuare un filo conduttore nella tematica della tensione tra l’indeterminazione del succedersi degli eventi e le strutture teoriche e pragmatiche che ne arginano la caoticità e l’imprevedibilità. Pertanto il ruolo assicurativo della riduzione del rischio diventa esemplificativo di una necessità più estesa, mentre l’imprevedibilità e l’innovazione non possono fare a meno di processi di razionalizzazione, così come il riferimento ricorrente a strutture architettoniche e abitative implica l’idea dello spazio comune e del sapere condiviso, strutturato ma in perenne fase di costruzione e ricostruzione.
 Tutti temi che l’autore tocca con un collage pittorico denso di riferimenti e rimandi, dove concetti, frasi, repertori di immagini di ogni genere, di diverse epoche e contesti, vengono a convivere, collegando inestricabilmente il divenire generativo con le forme di sistematizzazione e conoscenza della realtà, in modo che i due poli della questione si sviluppano l’uno nell’altro, predominando l’uno sull’altro solo a fasi alterne e mai in modo definitivo.

Il connubio tra la pittura di Walter Bortolossi e la sede dove vengono ospitate le sue opere è interessante perché nel momento in cui si parla di smaterializzazione del denaro (tramite i bitcoin) e di smaterializzazione delle opere (tramite il web e i prodotti NFT) questo appuntamento, realizzato in una sede di uno dei colossi dei flussi di denaro in Occidente e non solo, ci fa toccare con mano problemi della nostra contemporaneità, dandoci allo stesso tempo il supporto della tangibilità delle opere, oltre che della tangibilità del luogo espositivo. Dietro lo sfoggio della fisicità dell’opera (grandi tele in alcuni casi sagomate e disposte in modi impattanti) Bortolossi segue il filo di un’intenzionalità tutt’altro che ingenua dato che ogni dipinto è in realtà un oggetto problematico che pone dubbi sul suo reale senso e in definitiva sullo stesso statuto della pittura figurativa generalmente intesa. Se l’opera fisica impone un processo fruitivo che non è solo sensoriale o edonistico e se l’opera non è autosufficiente a sé stessa ma rimanda a un contesto non del tutto delimitabile, l’opera vive già, da sempre,  nella dialettica tra materialità e virtualità non scegliendo così  semplicisticamente uno dei due poli ma situandosi nello spazio che si intreccia tra di essi.

Gli spazi dell’utopia convivono sotto lo stesso tetto di quelli della disillusione e della volgarità, come in “La casa perfetta di Rabindranath Tagore?”. In questo modo, frasi eclatanti e apodittiche vengono problematizzate da inventari di immagini che non le illustrano, né le confermano come in “All That Happened Had to Happen”. Le strutture abitative e urbanistiche sono stravolte e deformate da un’operatività tellurica e carnevalesca, che ne snuda in pieno giorno il lato oscuro, come in “L’ultimo giorno del Carnevale” o nel “Dragone”. L’apparente incomprensibilità di questi quadri sta nello svelamento di una realtà nuda e chiara, tutt’altro che esoterica e per alcuni , proprio per questo, inaccettabile.

Bruno Sain

Info:

Walter Bortolossi, L’incertezza e il contratto
05/03/2022 – 28/05/2022
preview h 10.00 del 5 marzo
Generali Italia S.p.a.
Agenzia Generale di Udine Duomo
via Vittorio Veneto, Udine
agenzia.udineduomo.it@generali.com
www.agenzie_generali.it/udine

Walter Bortolossi, La casa perfetta di Rabindranath Tagore?, 2004, olio su tela, 127 x 202 cm, courtesy MAKE Spazio espositivoWalter Bortolossi, La casa perfetta di Rabindranath Tagore?, 2004, olio su tela, 127 x 202 cm, courtesy MAKE Spazio espositivo

Walter Bortolossi, The Carnival’s Last Day, 2011, olio su tela, 120 x 150 cm, courtesy On Art

Walter Bortolossi, Il dragone, 2016, olio su tela, 120 x 150 cm, courtesy On Art


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