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L’assemblea degli opposti. Riccardo Ricca a Fabbri...

L’assemblea degli opposti. Riccardo Ricca a Fabbrica Eos

A parte la via e la galleria e il vetro che le divide, resta la mischia. Lo dice la parete: in alto come in basso, tutta la mostra scaturisce intorno alla mischia di un singolo orizzonte; quel punto là, dove il cielo viene a sapersi cielo e la terra terra, ciascuno dentro l’avanzo dell’Altro. La mostra è La particella di Dio, prima personale di Riccardo Ricca, a cura di Luca Cantore d’Amore, con un testo critico di Giulia Ronchi, presso la galleria Fabbrica Eos fino al 18 gennaio 2026.

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

L’orizzonte è il solco che sancisce i termini del paragone fra i due principali movimenti che hanno animato la ricerca di Ricca nel corso dell’anno passato e che abitano la parete più spaziosa della galleria. Sotto l’orizzonte, i boccioli addormentati delle Radici covano oscuramente il proprio fagotto di possibilità. Di sopra, le medesime possibilità deflagrano nel Deserto Florido, danza bruna e slabbrata che già appassisce non appena che sboccia, come disposta a conchiudersi ancora nel suolo. Ma non si dice di stagioni presso questi paraggi. La ciclicità dell’azione è solo una funzione della narrazione, ma le sue parti si svolgono tutte nel medesimo istante. Ovvero, l’agguato alla pittura teso dall’autore ha per metodo l’intransigenza colla quale egli domanda di avere conchiuse nello sguardo due circostanze opposte. Si tratta, infine, di fare uno spazio paradossale che contenga se stesso e l’Altro insieme: e di più che conoscersi, di più che amarsi: tracimarsi.

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

La scienza della tracimazione ha radici profonde. Intorno all’orizzonte teso tra Radici e Deserto, l’esposizione articola queste radici dentro una serie di lavori di Ricca che restituiscono un compendio del suo percorso a partire dalla fine degli studi accademici. La serie degli Orizzonti raccoglie le prime incursioni dentro i paesaggi eminentemente interiori dell’autore. Le tele riunite in questa sezione sono pitturate dopo essere state ripiegate una o più volte, di modo che i pigmenti trapassino il cotone, ricevendo per contro le impressioni del piano d’appoggio. S’intende che il processo postula una fiducia radicale dentro un processo pittorico che è pianificato per esorbitare sé stesso. La ricerca dell’inatteso, indifferentemente dalla sua provenienza (ma è chiaro che l’artista ha un nome in mente, e ci tornerò poco avanti), è il primo slancio che seconda quel desiderio di avere gli opposti raccolti negli stessi occhi: l’intenzione e l’improvvido, l’io e l’Altro, l’infelicità e la gioia, la terra e il cielo, il pennello e la decalcomania. Questo è l’orizzonte, spazio attentamente custodito affinché tutto vi possa accadere insieme, come dentro un’assemblea degli opposti.

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

Più ci si avvicina al compimento della passeggiata espositiva, più l’indagine dell’autore misura il segreto nella sua essenzialità; questo metodo domanda presto d’intraprendere la via del buio. A quest’occorrenza stringente, Ricca ricorre a una stratificazione serrata di attinenze varie, e presagite in profondità: la fantasticheria di un popolo di sudditi della notte, complementare alla mitica nazione iperborea, che i classici ritenevano immersa in una luce eterna; le costellazioni oscure degli Incas, ritagli di buio contro le arterie smaglianti della Via Lattea; il Dio talmudico, segreto e inindagabile abitante dell’ombra. Ecco il nome che Ricca sceglie per interlocutore del proprio inesausto corpo a corpo: senza imbarazzo, il nome è Dio. Lo sforzo, ancora paradossale, è quello di tenere insieme la luce accecante della Creazione con le ombre che essa produce, e dentro le quali è presente nonostante tutto. Avere, nella notte della disperazione, la nozione della condizione gioiosa e diurna: non si chiede niente di meno, qui, alla rappresentazione.

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

Comunque, Dio è solo un nome, dentro il quale conchiudere uno spazio gravido d’intenzioni innominabili. Come in ogni grande mostra, la facoltà ultima di abitare questo spazio è infine ostaggio del senso dello spettatore, solo punto di relazione che abbia facoltà di riportare all’espressione le vibrazioni potenziali delle facce appese alle pareti; e il senso non si appaga dei nomi: essa desidera tracimare. La scienza della tracimazione è fatto colante, che lascia i segni dell’unto. Essa contravviene all’eleganza dell’allestimento, che assume la sembianza composta di un accorto depistaggio.

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

Riccardo Ricca, “La particella di Dio”, 2025, exhibition view at Fabbrica Eos, Milano, courtesy of the artist and Fabbrica Eos

A parte la via e la galleria e il vetro che le divide, resta la strettoia, dentro la quale c’è spazio appena per due soggetti: lo spettatore e l’opera, che si confrontano, si stringono, si scambiano le parti: fino a che, per un momento, le differenze si mischiano, e tutte le cose vanno insieme. È un fatto difficile perché in questa conversazione ambedue gli interlocutori resteranno degli sconosciuti, per poi proseguire come avanzi. Sospinti fino al prossimo orizzonte, lungo il cammino eterno che volge all’indicibile pienezza, della quale queste facce alle pareti sono, ancora e ancora, l’indizio più convincente.

Info:

Riccardo Ricca. La particella di Dio
09/12/2025 – 18/01/2026
Fabbrica Eos
Viale Pasubio, 8/a, Milano (MI)
www.fabbricaeos.it


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