«[…] l’artista non ambisce a differenziarsi in nulla da un pio artigiano» (Ananda K. Coomaraswamy, La danza di Śiva)
La neocostituita Fondazione Emilio Scanavino apre al pubblico con una mostra a cura di Marco Scotini e Michel Gauthier, visitabile fino al 22 giugno 2025, dal titolo evocativo: Les Monstres Amis, dedicata all’apporto descritto da Emilio Scanavino e del gruppo di Albisola all’interno della Triennale di Milano del 1954. L’esibizione documenta un contributo essenziale avvenuto nel corso di un anno, il 1954 appunto, che vedeva Scanavino come una figura cruciale che, pur risentendo delle istanze di esponenti di diversi climi artistici (il post–surrealismo, Cobra, il Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste, quest’ultimo costituitosi proprio quell’anno), al contempo mantenne sempre un’indipendenza irriducibile e una fedeltà ultima alla materia della propria indagine.

AA.VV., “Les Monstres Amis. Emilio Scanavino and the 10th Triennale”, curated by Michel Gauthier and Marco Scotini, installation view, courtesy Fondazione Emilio Scanavino, ph. Bruno Bani
E che cos’era, dunque, questa materia? Nel suo intervento all’interno del ricco catalogo della mostra, il curatore Marco Scotini riporta alcuni versi incisi da Édouard Jaguer nell’argilla di un vaso nero di Asger Jorn: «[…] Siamo gli animali della Foresta. Da ogni dove, siamo accorsi per venire qui ad Albisola, per impastare l’argilla in forma d’uomini, di piante e di stelle e creare dei mostri amici». L’argilla diviene in primo luogo apparato di registrazione ideale d’incontri fortuiti, inattesi e mostruosi, rivelatori. Da questo punto di vista, l’aderenza totale di Scanavino a questo assunto pare elettrificare tutta la produzione in mostra, anche quando questa pertiene ad altri artisti coevi (si segnalano Enrico Baj, Roberto Matta e Lucio Fontana): diviene, cioè, una felice interferenza anti – programmatica, un’impressione corpo su corpo (mostro su mostro ), un ‘accostamento di epidermidi’, per dirla con Artaud.

AA.VV., “Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale”, a cura di Michel Gauthier e Marco Scotini, installation view, courtesy Fondazione Emilio Scanavino, ph. Bruno Bani
D’altro canto, la ricerca esposta alla X Triennale, qui riproposta, si configura come un laboratorio aperto che non si distanzia mai, negli intenti essenziali, dal solco della tradizione ceramista. L’attenzione alle potenzialità intrinseche dell’argilla, e altresì l’uso di forme di uso quotidiano ben codificate (vasi, piatti, vassoi), riporta gli artisti a un artigianato particolarmente edificante nella sua relazione con il presente; un servizio pedissequo di quanto già è contenuto nelle cose, che trova il proprio compimento nel rinvenimento dei loro aspetti invisibili e meravigliosi.

AA.VV., “Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale”, a cura di Michel Gauthier e Marco Scotini, installation view, courtesy Fondazione Emilio Scanavino, ph. Bruno Bani
Le scelte allestitive di Les Monstres Amis seguono precetti simili, rifacendosi in modo fedele alla gestione degli spazi della X Triennale. A tal proposito, un angolo ripropone utilmente uno spaccato fotografico dell’allestimento d’epoca di Joe Colombo (una “exhibition view”, come fa notare l’assistente curatore Alberto Navilli) che sottolinea l’impegno documentario dell’esibizione. Un passaggio di un intervento su Domus di Ettore Sottsass, ancora riportato da Scotini, riferisce di vedere «dietro la distruzione di tutte le certezze» messa in atto da Scanavino «qualcuno sorridere sommessamente all’idea che nei piccoli e grandi caos di cui è fatto il mondo, e che potrebbero parere così paurosi e così sconsolati, ci sia invece ancora un posto per occhi estatici, per fantasie, per realtà così intime che nessuno le ha mai degnate di uno sguardo».

AA.VV., “Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale”, a cura di Michel Gauthier e Marco Scotini, installation view, courtesy Fondazione Emilio Scanavino, ph. Bruno Bani
Riconsegnato allo spettatore è un mondo che pure oggi conserva, cioè riproduce, tutto il proprio indotto di fantasie inattese, capaci di aprire spazi di sperimentazione fuori dagli immaginari colonizzati del presente.
Info:
Les Monstres Amis. Emilio Scanavino e la X Triennale
04/04/2025 – 22/06/2025
A cura di Michel Gauthier e Marco Scotini
Fondazione Emilio Scanavino
Piazza Aspromonte 17, Milano
www.fondazionescanavino.org

Nato nel 1998 a Venezia, dopo avere conseguito la maturità classica si trasferisce a Milano dove frequenta l’indirizzo di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2023 pubblica il suo primo testo saggistico per la collana Calibano di Prospero Editore: “Tradizione e Trasgressione. Note dall’India per un’arte indipendente”. Nel 2024 vince il premio Europa in Versi Giovani, al quale seguirà la pubblicazione nel 2025 della sua silloge “sillabario del terribile incanto” per Quaderni del Bardo Editore. Attualmente frequenta il biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali alla Naba di Milano.



NO COMMENT