Venticinque opere al Museo Novecento delineano La città delle donne di Lorenzo Bonechi (Figline Valdarno, 1955 – 1994), postmodernista lirico e appartato dell’arte italiana del secondo Novecento. Un microcosmo di spiritualità e luce, dove il linguaggio sacro della tradizione si intreccia con una sensibilità pienamente contemporanea. La selezione, a cura di Sergio Risaliti ed Eva Francioli, guida lo sguardo del visitatore verso i dettagli di un racconto visivo che si dispiega tanto nel complesso dell’immagine quanto nelle più sottili sfumature di senso. Le opere di Bonechi, inizialmente incisore e scultore e poi, dal 1982, pittore a olio e tempera, conducono in una dimensione onirica e anacronistica, in bilico tra realtà e visione, in cui il corpo femminile abita lo spazio pur appartenendo a un tempo ancora da venire.

Lorenzo Bonechi, “Città Celeste”, 1990, olio su tela, courtesy Archivio Lorenzo Bonechi
Nella fissità delle geometrie, degli spazi e degli sguardi, Bonechi costruisce un vero e proprio diagramma cartesiano tra verticalità e tensione. La sua pittura, vicina a un astrattismo spirituale, si fonda su una gestione rigorosa dello spazio e del colore: ogni elemento è misurato, ogni prospettiva calibrata in perfetta armonia con la composizione. Questa precisione non è mai fredda, ma diventa strumento di rivelazione, conducendo chi osserva verso un luogo di approdo, dove forma e contenuto coincidono. Dall’unica scultura esposta emerge la morbidezza della linea, la semplicità e l’umiltà dei soggetti, insieme a un senso di unità e solidarietà tra donne che attraversa gran parte delle opere di Bonechi. L’artista, in dialogo con le tendenze della Transavanguardia e dell’Anacronismo, ha saputo ritrarre con eleganza e precisione il femminile oltre i confini della materia, sospeso tra visibile e invisibile, restituendo una sensibilità poetica che supera ogni rigidità concettuale.

Lorenzo Bonechi, “Visitazione”, 1994, terracotta policroma invetriata, foto di Leonardo Morfini, courtesy Archivio Lorenzo Bonechi
Il fascino della sua produzione risiede nella capacità di coniugare rigore e poesia, tecnica e libertà espressiva in perfetto equilibrio. La lettura delle sue tele invita a rallentare e a soffermarsi sui volti simili, ma non identici, di donne eteree e austere, le cui fattezze richiamano figure del Trecento e del Quattrocento, sospese tra sacro e profano e allungate in fisionomie verticali quasi aliene. Nell’alternanza tra la delicatezza dei tratti e i contrasti cromatici più decisi, le figure femminili di Bonechi appaiono assorte in conversazioni silenziose, immerse in giardini essenziali che ricordano l’hortus conclusus dell’Annunciazione leonardesca. Le sue opere diventano così una sublimazione dell’istante, in cui queste nuove Eve rivelano una sospensione del tempo: la realtà si arresta e lascia che sia la luce a parlare.

Lorenzo Bonechi, “Conversazione”, 1992, olio su tela, Collezione Pieralli, Figline e Incisa Valdarno (FI)
Il percorso tra le architetture della Città delle donne si conclude con la sensazione di aver intrapreso un dialogo con l’arte stessa, guidato dalla mano sicura e dallo sguardo colto di Bonechi. È un’immersione in cui rigore e delicatezza si incontrano, trasformando la visita in un’esperienza intima e riflessiva. Con la sua pittura quieta e luminosa, l’artista sembra ricordarci che la verità non risiede in una posizione spirituale rigida, ma nel cammino.
Chantal Gisi
Info:
Lorenzo Bonechi. La città delle donne
4/07/2025 – 29/10/2025
Museo Novecento
Piazza Santa Maria Novella 10, Firenze
www.museonovecento.it

Chantal Gisi è autrice e traduttrice, laureata in Lingue e Letterature Moderne Europee e Americane a Firenze. Per Juliet esplora i legami tra arte, letteratura e storia, con uno sguardo vivo sul presente.



NO COMMENT