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Magma di Simone Rutigliano: cronache di una metamo...

Magma di Simone Rutigliano: cronache di una metamorfosi annunciata

A Venezia capita spesso che le cose sembrino immobili, come se l’intera città vivesse in apnea tra un’acqua alta e l’altra. Poi succede che qualcuno, all’improvviso, ti metta davanti un’eruzione. Una vera. O almeno la sua versione pittorica. È quello che accade entrando allo Spazio SV, dove c’è Simone Rutigliano che ti guarda come un tipo che ha appena scalato un vulcano e vuole raccontarti cosa ha visto dentro il cratere. La mostra si chiama Magma, e non c’è titolo più onesto: tutto qui parla di qualcosa che preme, ribolle, scalpita. A partire da lui, l’artista leccese trapiantato a Venezia, che sembra aver raggiunto quella fase della vita in cui si capisce che non si può continuare a dipingere con il freno tirato. Lo capisci dalle tele: niente più geometrie composte, nessun culto del dettaglio. È come se avesse rotto gli argini di punto in bianco e lasciato uscire tutto quello che teneva da parte.

Simone Rutigliano, “Magma”, installation view at Spazio SV – Centro Espositivo San Vidal, Venezia, ph. courtesy Spazio SV

Simone Rutigliano, “Magma”, installation view at Spazio SV – Centro Espositivo San Vidal, Venezia, ph. courtesy Spazio SV

La curatrice Eva Berno ti dice che è un processo naturale, come le stratificazioni vulcaniche. Ma guardando quelle pennellate larghe, a volte quasi crudeli, ti viene il sospetto che qui si tratti soprattutto di necessità: la pressione che sale, la terra che non regge, la lava che arriva. Boom, fine della tregua. I colori sono diventati più vivi, più sfrontati: toni che sembrano voler illuminare i muri di Campo San Zaccaria anche quando la nebbia cala alle quattro del pomeriggio. E da quelle macchie incandescenti emergono figure appena accennate, corpi che sembrano ricordarsi di un appiglio per poi dimenticarlo un attimo dopo. Presenze ibride, non del tutto di questo mondo, come se venissero da un altrove che non ha ancora deciso quanto vuole manifestarsi.

Simone Rutigliano, “Ventre”, courtesy Spazio SV

Simone Rutigliano, “Ventre”, 2025, olio su tela, 200 x 250 cm, courtesy Spazio SV

È il tipo di pittura che non ti dà mai una risposta definitiva: ti offre indizi, ombre, tentativi di forma. Più che guardare un quadro, sembra di assistere a un corpo a corpo tra l’artista e ciò che gli ribolle dentro. E qui entra in gioco il passato, quello vero, quello che uno si porta dietro anche quando cambia città e vita. Rutigliano viene dal Salento, terra di pietra, mare e riti antichi, e nella sua pittura si sente il richiamo di quel mondo. C’è dentro il ritmo del tarantismo, l’idea che la crisi si attraversi danzando e che alla fine, se tutto va bene, torni un po’ di equilibrio. Anche lui sembra danzare mentre dipinge: colpi, scatti, torsioni. Ogni tela è una specie di auto-esorcismo, un rito di liberazione praticato con la furia calma di chi sa che non esiste rinascita senza sudare un po’.

Simone Rutigliano, “Magma”, installation view at Spazio SV – Centro Espositivo San Vidal, Venezia, ph. courtesy Spazio SV

Simone Rutigliano, “Magma”, installation view at Spazio SV – Centro Espositivo San Vidal, Venezia, ph. courtesy Spazio SV

Magma, allora, non è solo una mostra: è un percorso. Un viaggio dentro la testa (e la pancia) di un artista che ha deciso di arrivare al fondo delle cose, anche quando fa caldo, anche quando brucia. È un invito a guardare la trasformazione da vicino, mentre accade, senza aspettare che la lava si raffreddi e diventi pietra. Dal 29 novembre al 20 dicembre 2025, allo Spazio SV, c’è la possibilità di vedere da dove nasce tutto: l’esplosione, il caos, la forma nuova che cerca il suo posto nel mondo. E forse, uscendo, ti verrà voglia di crederci anche tu, che ogni tanto eruttare non sia poi così male.

Info:

Simone Rutigliano. Magma
a cura di Eva Berno
29/11– 20/12/2025
Spazio SV – Centro Espositivo San Vidal
Scoletta San Zaccaria, Campo San Zaccaria
30122 Castello – Venezia
www.spaziosv.com


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