Matthew Lutz-Kinoy al Salon Berlin

Il Museum Frieder Burda è stato fondato, nel 1998, per atto liberale, dall’omonimo collezionista e possiede un patrimonio di circa mille opere di arte moderna e contemporanea. Il museo è situato a Baden-Baden, nelle vicinanze della locale Staatliche Kunsthalle. Nell’autunno del 2016, in un’ottica di allargamento della sua attività istituzionale, il Museum Frieder Burda ha aperto il Salon Berlin (nell’ex Jewish Girls’ School) in uno dei quartieri artistici più vivaci della capitale tedesca. Strettamente legato al museo di Baden-Baden, il Salon non è però una semplice “sala mostre” che affianca il programma del museo e la collezione della casa madre, ma, in maniera del tutto articolata, si dedica alla promozione di nuove forme di espressione artistica, ponendole in dialogo con le opere della collezione o con la storia passata. In questo modo giovani artisti come Alicja Kwade o Nathalie Djurberg hanno avuto l’opportunità di dialogare con le opere di Sigmar Polke e Willem de Kooning della Frieder Burda Collection. Così, ogni iniziativa, gettando un ponte tra passato e futuro, fornisce spunti e ragionamenti sia di tipo estetico e sia di tipo concettuale.

La mostra in corso (fino al 5 giugno) è “Window to The Clouds”, dedicata all’artista Matthew Lutz-Kinoy (1984, New York, vive a Parigi): prima personale di natura istituzionale in Germania, curata da Patricia Kamp, direttrice di Salon Berlin. È composta da dipinti, ceramiche e sculture recenti, nei quali l’autore immagina una serie di paesaggi contemporanei come riflessioni pittoriche che rinviano ad architetture od opere storiche. Entrando nel Salon Berlin, si passa attraverso un’installazione coinvolgente composta da pompon di lana rosa e da un morbido tappeto (sempre di colore rosa), elementi che sottolineano l’interesse di Lutz-Kinoy nei confronti dell’environment e delle sovrapposizioni percettive. I pompon, forma primaria di un segno moltiplicato (la sfera come idea del cosmo ed elemento di un recinto geometricamente misurabile), si pongono come filtro attraverso il quale si possono vedere i dipinti appesi alle pareti. Corpi, sacri e profani, appaiono in molti di questi dipinti. Per esempio una serie di questi fa riferimento a “La Porte de l’Enfer” (1880-1917) dello scultore francese Auguste Rodin, dove circa centottanta figure si agitano e si contorcono nella sua cornice monumentale. In “Exhausted Angel Receives an Announcement in Rodin’s Garden” (2019), Lutz-Kinoy raffigura un cherubino, reso nella vampa del colore rosso, che guarda verso l’alto, mentre due braccia si protendono verso la figura dal bordo esterno della composizione. La scena del giardino, incorniciata da un cespuglio sempreverde di stampo rococò, è un suggerimento pittorico sulla porosità tra interno ed esterno. Come una finestra, il dipinto invita lo spettatore a procedere oltre il presente, un po’ come fece Kurosawa quando in “Sogni” risucchiò il visitatore all’interno del dipinto di Vincent van Gogh.

L’applicazione additiva di acrilici da parte di Matthew Lutz-Kinoy, la sua pennellata gestuale e i colori traslucidi e sovrapposti offrono un’esplorazione della profondità, sia in ambito pittorico come in quello spirituale.

Senza esagerare ci viene da pensare non solo allo sfumato leonardesco, ma anche a una proiezione narrativa costruita su intrecci e su stratificazioni, tanto che ci viene spontaneo modificare quanto scrisse Kafka a suo tempo, cambiando il soggetto: “Ogni opera è peculiare ed è chiamata a operare in forza della sua peculiarità, però deve trovare gusto nella sua peculiarità”.

Il suo lavoro, rappresentato dalla galleria Mendes Wood DM, incontra molti estimatori e ne è palese testimonianza la presenza delle sue opere nelle collezioni di FRAC Aquitaine, S.M.A.K. Gent, ADN/Bolzano e Syz di Ginevra. Perciò concludiamo questo servizio augurando pieno successo a questa iniziativa.

Roberto Grisancich

Info:

Matthew Lutz-Kinoy. Window to The Clouds
19/3 – 05/06/2021
Salon Berlin
Auguststr. 11-13
10117 Berlin
mar-gio 15.00 – 18.00
ven-sab 12.00 – 18.00
030 24047404
salon@museum-frieder-burda.de

Matthew Lutz-Kinoy, Cuscino a forma di bambino sdraiato con pois, 2018. Ceramica smaltata, 30 x 10 x 13 cm. Foto Andrea Morin, per gentile concessione dell’artista e della Fitzpatrick Gallery

Matthew Lutz-Kinoy, Window to The Clouds, vista parziale dell’installazione al Salon Berlin, Museum Frieder Burda. Foto Thomas Bruns, courtesy dell’artista e Salon Berlin, Museum Frieder BurdaMatthew Lutz-Kinoy, Window to The Clouds, vista parziale dell’installazione al Salon Berlin, Museum Frieder Burda. Foto Thomas Bruns, courtesy dell’artista e Salon Berlin, Museum Frieder Burda

Matthew Lutz-Kinoy, Window to The Clouds, vista parziale della mostra al Salon Berlin, Museum Frieder Burda (a parete: “Vue du torrent du Valentin dans le parc des Buttes Chaumont au sud”, 2020, acrilico su tela, 197 x 138 cm; “Capriccio à Paris”, 2020, acrilico su tela, 160 x 250 cm. Courtesy dell’artista e Mendes Wood DM San Paolo, New York e Bruxelles). Foto Thomas Bruns, courtesy Salon Berlin, Museum Frieder Burda


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