Mattia Pajè. Un giorno tutto questo sarà tuo

“Una mostra che un artista emergente difficilmente avrebbe il coraggio di fare oggi in Italia”. Così Saverio Verini, curatore del progetto, apostrofa Un giorno tutto questo sarà tuo, prima personale romana di Mattia Pajè, ospitata presso gli spazi della Fondazione smART – polo per l’arte, e che in questo modo ribadisce nuovamente il sostegno a favore degli artisti emergenti della scena italiana. L’esposizione, inaugurata lo scorso ventisette novembre e aperta al pubblico fino al prossimo venti marzo, coincide con l’esito di un periodo di residenza di cinque mesi svolto da Pajè nella sede della fondazione e che lo ha portato a concepire una mostra di sette opere inedite.

Confermando l’inclinazione dell’autore a ideare ogni intervento in stretta relazione ai contesti con cui si trova a interagire, a primo impatto, emerge subito l’eterogeneità delle tecniche e degli strumenti espressivi adottati, che vanno dall’installazione alla scultura e alla stampa, nonché dall’argilla, all’acciaio, al PVC. Tale eclettismo rispecchia, con coerenza, la spiccata attitudine alla sperimentazione dell’interprete, evidentemente restio alle prescrizioni di statuti e di nomenclature, al punto da svincolarsi da un’identificazione operativa precisa. Difatti, manifestando un certo grado di interdisciplinarità, il suo corpus di lavori, esteso e diversificato, comprende opere pittoriche, scultoree, installative, multimediali e performative.

Qui, lo vediamo ricorrere alla materia plastica lasciandola in uno stato di interdizione, alla pittura ibridandola con l’immagine fotografica, alla citazione delle pseudoscienze con spirito ironico e all’inserimento, nelle sue realizzazioni, dell’energia di specie animali, alle volte vive altre raffigurate. Ciò nonostante, in tanta pluralità estetica, egli indubbiamente palesa abilità nel far trasparire una sensibilità condivisa, una sorta di denominatore comune, seppur in forme diverse, a tutti i lavori presentati. Si tratta di una sottaciuta sensazione di indeterminatezza e potenzialità, di indefinizione e imminenza (o incombenza) al tempo stesso, dove tutto sembra sul punto di risolversi oppure intricarsi da un istante all’altro. In tal maniera, l’artista dimostra come, similmente a un’aporia, a un’identica necessità espressiva possano corrispondere soluzioni sì differenti ma ugualmente valide ad argomentarne i contenuti con efficacia. L’allestimento appare pensato per rendere proprio questa impressione, con le opere che, dislocate nelle sale, sottendono rapporti di discontinuità e contaminazione, arrivando a impostare un coinvolgente dialogo stilistico.

Riflettendo, dunque, su una medesima condizione di sospensione, attesa e aspettativa – la stessa a cui sembra alludere la titolazione – si veda come la mostra in questione possieda, grazie all’articolato linguaggio visivo perseguito da Mattia Pajè e alla relativa restituzione emotiva, la mai scontata facoltà di aprire a interrogativi incerti anziché trincerarsi dietro facili risposte.

Info:

Mattia Pajè. Un giorno tutto questo sarà tuo
28 novembre 2019 – 20 marzo 2020
a cura di Saverio Verini
Fondazione smART – polo per l’arte
Piazza Crati 6/7, Roma

Mattia Pajè. Un giorno tutto questo sarà tuo

For all the images: Mattia Pajè. Un giorno tutto questo sarà tuo. Installation view at Fondazione smART – polo per l’arte