Miami: Rubell Museum

Don e Mera Rubell hanno iniziato a collezionare frequentando gli atelier degli artisti e fidandosi del loro istinto. Hanno iniziato 54 anni fa e il figlio Jason continua il loro percorso. L’arte è diventata la passione dei Rubell e, dalla loro prima acquisizione nel 1965, hanno avuto la capacità di costruire una delle collezioni più significative e di vasta portata di arte contemporanea al mondo, che ora comprende 7.200 opere di oltre 1.000 artisti e che continua a crescere. Nel 1993, la loro passione si è focalizzata sull’apertura della Rubell Family Collection / Contemporary Art Foundation nel quartiere Wynwood di Miami, indicando così la strada a un nuovo modello di condivisione di una collezione privata e stimolando lo sviluppo del quartiere come un distretto leader negli Stati Uniti.

Con l’apertura di una nuova sede, la Rubell Family Collection è stata formalmente ribattezzata Rubell Museum proprio per enfatizzare la sua apertura verso la città e la disponibilità ad accogliere il pubblico più vario, e il 4 dicembre 2019, il Rubell Museum si è allargato con l’apertura di un nuovo campus da 30mila mq di cui l’80% è accessibile al pubblico. Ospitato in un ex edificio industriale trasformato da Selldorf Architects, il museo è articolato in modo da poter presentare non solo parte della collezione, ma anche un insieme articolato di mostre temporanee. La nuova sede si trova nel quartiere Allapattah di Miami.

Fin dall’inizio, i coniugi Rubell si sono concentrati sulla ricerca di autori esordienti e di quelli che erano stati trascurati dal mercato, acquisendo opere di artisti che poi sono diventati celeberrimi; tra questi ricordiamo Jean-Michel Basquiat, Cecily Brown, Keith Haring, Rashid Johnson, Hayv Kahraman, Jeff Koons, William Kentridge, Yoshitomo Nara, Cindy Sherman e Mickalene Thomas. Il risultato è una collezione meravigliosamente ampia e profonda e che rivela una feconda disomogeneità.

Dall’apertura della Rubell Family Collection a Wynwood, ventisei anni fa, i Rubell hanno aggiunto molti programmi di confronto con la città, inclusa una partnership con le Miami-Dade County Public Schools, che coinvolge migliaia di studenti ogni anno. Il museo, attualmente, ospita anche stage di formazione curatoriale e residenze d’artista. Oltre a Mera, Don e Jason Rubell, la direzione del museo include Juan Roselione-Valadez, che fa parte del team già da ventuno anni.

Il Museo Rubell, grazie alla sua struttura molto ampia e articolata, ospita, fino al 12 dicembre 2021, accanto a una selezione delle opere in collezione, ben cinque personali; ne diamo l’elenco: Natalie Ball (dal taglio molto etnografico); Hernan Bas (che incorpora spunti romantici e classici, trovando ispirazione dal mondo della moda, dalla cultura gotica e dai libri per bambini); l’installazione “Narcissus Garden” di Yayoi Kusama; la personale di Yoshitomo Nara (in bilico tra illustrazione orientale e fumetto occidentalizzato); “Sanctuary” di Genesis Tramaine (1983, Brooklyn, NY / vive a Brooklyn, otto dipinti realizzati durante la residenza di sei settimane al Rubell Museum, nel 2020).

Per i punti salienti della collezione, ricordiamo questi nomi: Ross Bleckner, Amoako Boafo, Christian Boltanski, Michaël Borremans, Maurizio Cattelan, Francesco Clemente, Robert Colescott, George Condo, Urs Fischer, Gilbert & George, Peter Halley, Keith Haring, Damien Hirst, Jenny Holzer, Thomas Houseago.

Tuttavia, l’attività del museo non finisce tra le mura della sua sede dato che si è assunto anche un compito di divulgazione e circuitazione delle opere di sua proprietà. Una di queste mostre itineranti messa in piedi con le opere di proprietà è “30 Americans” che riunisce i più importanti artisti afroamericani degli ultimi tre decenni. Questa mostra (progettata più di dieci anni fa) si concentra sulle questioni dell’identità razziale, sessuale e storica nella cultura contemporanea mentre esplora la potente influenza dell’eredità artistica della comunità nera attraverso le generazioni. Il catalogo di 224 pagine accoglie saggi di Robert Hobbs, Glenn Ligon, Franklin Sirmans e Michele Wallace.

Questi gli autori invitati (alcuni già molto affermati, qualcuno perfino deceduto): Nina Chanel Abney, John Bankston, Jean-Michel Basquiat, Mark Bradford, Nick Cave, Robert Colescott, Noah Davis, Leonardo Drew, Renée Green, David Hammons, Barkley L.Hendricks, Rashid Johnson, Glenn Ligon, Kalup Linzy, Kerry James Marshall, Rodney McMillian, Wangechi Mutu, William Pope.L,  Rozeal, Gary Simmons, Xaviera Simmons, Lorna Simpson, Shinique Smith, Henry Taylor, Hank Willis Thomas, Mickalene Thomas, Kara Walker, Carrie Mae Weems, Kehinde-Wiley, Purvis Young. L’ultima tappa di questo progetto, dal 25 sett 2021 al 9 gen 2022, toccherà il Columbia Museum of Art (info@columbiamuseum.org).

Fabio Fabris

Info:

Rubell Museum
1100 Northwest 23rd St
Miami, FL 33127
lucy@rubellmuseum.org

Don e Mera Rubell, ph courtesy Rubell Museum

Cindy Sherman, Untitled Film Still #21, 1978, gelatin silver print, ed. 2/3, 76.2 x 101.6 cm, acquired in 1978. © Cindy Sherman, ph courtesy Rubell Museum

Hernan Base, The Blue Line, 2005-2006, acrylic, gouache, and water-based oil and collage on paper, 31 x 25.4 cm, acquired in 2006, ph courtesy Rubell Museum

Vista parziale della mostra dedicata a Yoshitomo Nara (fino al 12 dic 2021)Vista parziale della mostra dedicata a Yoshitomo Nara (fino al 12 dic 2021)


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