Molto spesso si pensa che mettere troppa carne al fuoco sia un errore. Creare mostre con numerosi artisti esposti può disturbare l’atmosfera che le varie opere esprimono, influenzandosi a vicenda. Sebbene questo sia vero per la maggior parte delle esposizioni, il caso della mostra Microcosmi, presso Studio la Linea Verticale è di certo un’eccezione. Le sedici opere esposte, tutte di piccole dimensioni, spingono l’osservatore ad avere un contatto ravvicinato con l’oggetto artistico. L’intimità del dettaglio richiama la grandezza che queste opere esprimono. «È nella piccola dimensione che l’infinito a volte si lascia osservare con maggior chiarezza».

AA.VV., “Microcosmi”, installation view at Studio la Linea Verticale, courtesy Studio la Linea Verticale
Lo Studio la Linea Verticale ha sempre riservato particolare attenzione all’ambito della trascendenza. L’idea di andare verso l’alto, di ascendere, di assecondare la spinta verso lo spirito, è uno delle principali linee guida adottate dalla galleria. Questa volta è stato scelto un preciso formato. La dimensione ridotta accomuna tutti i lavori esposti, creando una visione d’insieme che pur essendo piena di voci, dato il gran numero di poetiche, non si può dire essere caotica. In effetti queste voci sussurrano. Per cogliere il senso delle varie opere è necessario chinarsi, creare una vicinanza, un legame. Questo avvicinamento isola l’osservatore dal resto facendo percepire come, quando ci si impegna ad andare in profondità e ci si isola completamente da ciò che ci circonda, si possa percepire l’apertura a qualcosa di molto più vasto.

Claudio Valerio, “Culla”, 2025, charcoal, natural resin and oil on wood, 4,5 x 6 cm, courtesy Studio la Linea Verticale
Nella mostra, le opere dei sedici artisti coabitano in armonia all’interno dello spazio espositivo creando dialoghi e associazioni. Tutti gli artisti hanno prodotto un’opera di piccole dimensioni, cercando di non superare una dimensione di 10 x 10 cm. Entrando nello spazio espositivo, vedremo per prime le opere di Marieke Pauwels che con uno studio molto preciso e accurato crea oggetti piccoli e levigati che a prima vista assomigliano a ossa. Un artista che ragiona sulla rielaborazione del culto è Navid Azimi Sajadi, che crea un bricolage di elementi prelevati dalle diverse realtà che attraversa nei suoi numerosi viaggi componendo una sintesi di simboli che, estrapolati dal loro territorio di appartenenza, diventano riferimenti a qualcosa di antico, profondo e spirituale.

Monica Mazzone, “Alla luce – Faccia a faccia”, 2025, oil on board and aluminum frame, 11,8 x 10 cm, courtesy Studio la Linea Verticale
Claudio Valerio si focalizza, invece, sulla visione interiore che rappresenta sopra un mattoncino di legno, il quale, con l’utilizzo del carbone frantumato mescolato con diverse resine diventa il supporto sul quale è dipinto un paesaggio profondamente legato al mondo interiore dell’artista, dato che nasce direttamente dalla visione che lo ha prodotto. Un ragionamento riguardo alla meditazione è compiuto da Silvia Inselvini che passa talmente tante volte la penna sopra un blocchetto di legno da creare uno strato oleoso e denso dato dalla ripetizione ossessiva del gesto. L’ambito del numerico, del matematico e del geometrico entra invece in mostra grazie a Monica Mazzone che, basandosi sui numeri casuali (o appartenenti ad un ordine superiore) che entrano nella sua vita, compone precise e raffinate figure geometriche.

Silvia Inselvini, “Apoteosi (A10)”, 2025, blue and black ballpoint pen on board and chalk, 10 x 10 x 5 cm, courtesy Studio la Linea Verticale
Un altro lavoro di assoluta precisione e competenza tecnica è quello di Mohammed El Hajoui che tramite il ritaglio della carta crea intarsi geometrici arabeggianti che rimandano all’idea di portale, di devozione e di meditazione. Infine, l’artista che ha creato l’opera più piccola esposta in mostra: Ludovico Bomben che, ragionando sul potenziale che un piccolissimo elemento può avere, ha legato la storia biblica cristiana all’oro e quindi alla trascendenza data dal materiale stesso, creando una visione d’insieme dell’opera (composta da cento pezzi appartenenti a diverse gallerie e acquirenti) che pur essendo così allargata è talmente piccola che entrando nello spazio espositivo si fa addirittura fatica a notarla. Esposta chiaramente è invece la lente di ingrandimento messa a disposizione per poterla cercare e osservare. Questi sono solo sette dei sedici artisti esposti che, ognuno in modo differente, sono tutti accomunati da un interesse verso l’oltre, la trascendenza e la spiritualità.

Mohammned El Hajoui, “Ignoto”, 2025, carved cards, 14,5 x 12 cm, courtesy Studio la Linea Verticale
Ma la mostra Microcosmi non è solo una collettiva accomunata dal fatto di esporre artisti con questa sensibilità. La ristrettezza fisica delle opere evoca quella trascendenza alla base della ricerca di ogni poetica, dato che il clima che questo formato crea è intimo e profondo. Richiede silenzio interiore, attenzione e cura. Evoca l’immenso tramite il minuscolo. Si può dire che Microcosmi sia una mostra che tramite le dimensioni delle opere e l’allestimento esprime in modo chiaro e semplice tutta la profondità che ogni artista in galleria ricerca e che è sempre stata alla base degli interessi di uno spazio espositivo che già dal nome ci parla di trascendenza, ascensione, elevazione e spiritualità utilizzando l’arte come mezzo per parlare dell’universo che appartiene a ognuna di queste tematiche.
Info:
AA.VV., Microcosmi
12/12/2025 – 17/01/2026
Studio la Linea Verticale
via dell’Oro 4b | Bologna
www.studiolalineaverticale.it

Da sempre legato al mondo dell’arte, Samuel Tonelli ha frequentato il corso di Didattica e comunicazione dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha sviluppato il suo percorso con il biennio magistrale di Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico. Dopo aver fatto esperienze di mediazione in diverse mostre e di insegnamento di storia dell’arte presso il liceo artistico di Bologna, si è appassionato alla scrittura d’arte che vede come un potente mezzo di espressione capace di aprire visioni, allargare orizzonti e arricchire la comprensione dei diversi sguardi sulla realtà.



NO COMMENT