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MINIARTEXTIL 34: una riflessione contemporanea sul...

MINIARTEXTIL 34: una riflessione contemporanea sul desiderio attraverso l’arte tessile

Dal 9 agosto al 21 settembre 2025, il prestigioso Palazzo del Broletto di Como ospiterà la trentaquattresima edizione di MINIARTEXTIL, una delle più importanti rassegne internazionali dedicate alla fiber art contemporanea. Curata dall’Associazione Arte&Arte, la mostra “Eterno Desiderio” propone una riflessione profonda su una delle forze più universali dell’animo umano: il desiderio come energia creativa e motore di connessione. Cinquantaquattro artisti provenienti da undici paesi diversi – dall’Italia alla Corea del Nord, dal Giappone alla Nigeria – presenteranno opere che spaziano dai minitessili alle grandi installazioni multimediali. Tra le presenze di spicco, nomi internazionali come la portoghese Joana Vasconcelos, il franco-malgascio Joel Andrianomearisoa, il nigeriano Samuel Nnorom della New Nsukka School of Art, la italo-argentina Kela Cremaschi, l’iraniano Hiva Alizadeh, l’inglese Anna Ray e l’italiano Giuseppe Coco.

Samuel Nnorom, “Bloom”, 2022, African wax print fabric, 115 X 56 X 66 cm, ph. courtesy MINIARTEXTIL

Samuel Nnorom, “Bloom”, 2022, African wax print fabric, 115 x 56 x 66 cm,courtesy Primo Marella Gallery, Milano

La manifestazione, giunta alla sua 34ª edizione, conferma Como come punto di riferimento mondiale per la ricerca artistica nell’ambito tessile, trasformando fili, nodi e intrecci in linguaggio universale per esplorare il tema del desiderio: non come possesso, ma come tensione creativa che genera bellezza, relazione e senso. Dietro questo interessante progetto culturale c’è la figura di Mimmo Totaro, artista e curatore che dal 1991, insieme a Nazzarena Bortolaso, ha dato vita a MINIARTEXTIL trasformandola da raccolta di opere di piccole dimensioni in una delle rassegne più accreditate a livello internazionale. L’abbiamo incontrato per approfondire la visione che da oltre tre decenni guida questa manifestazione unica nel panorama italiano.

Joel Andrianomearisoa, “Etude en blanc III”, 2017, textile, 50X40 cm, ph. courtesy MINIARTEXTIL

Joel Andrianomearisoa, “Etude en blanc III”, 2017, textile, 50 x 40 cm,courtesy Primo Marella Gallery, Milano

Andrea Guerrer: Dopo 34 edizioni di MINIARTEXTIL, cosa l’ha spinta a scegliere “Eterno Desiderio” come tema per il 2025? È un concetto che sente particolarmente vicino alla natura dell’arte tessile?
Mimmo Totaro: Questa edizione di Miniartextil si presenta dopo la mostra dello scorso anno che aveva come tema “L’arte come preghiera”. Se allora l’attenzione si era concentrata sul pensiero meditativo dell’artista, quest’anno l’“Eterno desiderio” vuole andare oltre indagando gli aspetti più nascosti e più creativi della produzione artistica.    

Kela Cremaschi, “Los Heraldos Negros” (The Black Heralds), detail, 2005, spun crepe paper and fabric, ph. courtesy MINIARTEXTIL

Kela Cremaschi, “Los Heraldos Negros” (The Black Heralds), detail, 2005, spun crepe paper and fabric, courtesy the artist

Lei è considerato uno degli anticipatori della textile art italiana e ha portato MINIARTEXTIL fino in Cina. Come vede l’evoluzione di questo linguaggio artistico negli ultimi trent’anni, e quale ruolo gioca Como in questo panorama internazionale?
Ho iniziato a indagare le potenzialità della fiber art negli anni ‘70 con tratteggi a china diventati poi fili, corde, listelli di legno… Ero isolato, senza nessun interlocutore con cui confrontarmi. Solo nel 1981, dopo essere stato invitato alla Biennial International de la tapisserie a Losanna ho scoperto una moltitudine di artisti che operavano con mezzi diversi ma con il mio stesso linguaggio. Questa tecnica artistica ha conosciuto un grande sviluppo a livello internazionale e credo che Como, anche grazie alla sua tradizione legata al mondo serico, sia diventata con Miniartextil un punto di riferimento riconosciuto in tutto il mondo.

Joana Vasconcelos, “Pasticcino”, 2021, wood, fabric and colored ropes, 146 X 42 X 32 cm, ph. courtesy MINIARTEXTIL

Joana Vasconcelos, “Pasticcino”, 2021, wood, fabric and colored ropes, 146 x 42 x 32 cm, courtesy Mimmo Scognamiglio Arte Contemporanea, Milano

Quest’anno avete invitato artisti provenienti da ben undici paesi diversi, dalla Corea del Nord alla Nigeria. Come riesce a creare un dialogo coerente tra culture così differenti attraverso il medium tessile? C’è un “filo rosso” che unisce tutte queste espressioni?
La peculiarità dell’arte in generale – e dell’arte tessile in particolare – è quella di generare un dialogo naturale, al di là della provenienza geografica, del linguaggio o della cultura. Il filo rosso che lega ogni ricerca e ogni risultato artistico è fatto di sensibilità, emozione e coinvolgimento umano.

Hiva Alizadeh, “Nomad Chants”, 2019, 100 x 342 x 3 cm, ph. courtesy MINIARTEXTIL

Hiva Alizadeh, “Nomad Chants”, 2019, synthetic hair on canvas, 100 x 342 x 3 cm, courtesy The Flat – Massimo Carasi, Milano

La mostra presenta sia minitessili sia grandi installazioni multimediali. Questa varietà di scale e approcci riflette una precisa visione curatoriale, o è l’arte tessile stessa che si sta espandendo verso nuovi territori espressivi?
L’impostazione curatoriale che prevede diverse scale è la stessa da sempre. L’arte tessile si presta più d’ogni altra ad appropriarsi degli spazi, cosa che la scultura tradizionale non può fare per problemi legati ai materiali e ai relativi pesi. Questo modo di operare permette all’artista di creare sia minitessili che grandi installazioni che occupano interi spazi coinvolgendo maggiormente i visitatori.

Anna Ray, “Blessures”, 2012, 65 x 80 x 20 cm, cotton, oil paint, plywood, hand and machine stitch; Giuseppe Coco, “Untitled”, 2020, 200 cm x 100 cm, mixed media, oil and gold leaf on canvas, plant branches, courtesy the artists

Anna Ray, “Blessures”, 2012, 65 x 80 x 20 cm, cotton, oil paint, plywood, hand and machine stitch; Giuseppe Coco, “Untitled”, 2020, 200 cm x 100 cm, mixed media, oil and gold leaf on canvas, plant branches, courtesy the artists

Dopo oltre trent’anni di dedizione a questo progetto, qual è il suo sogno per il futuro di MINIARTEXTIL? C’è un paese, un artista o una tematica che vorrebbe ancora esplorare nelle prossime edizioni?
Un sogno si è già realizzato: aver contribuito a far entrare l’arte tessile contemporanea nelle principali manifestazioni artistiche internazionali. Nelle ultime edizioni abbiamo voluto dare maggior spazio ad artisti provenienti da Paesi emergenti nel mondo dell’arte, soprattutto da quelli dell’Africa. Lì c’è una grande vitalità emolti giovani artisti stanno proponendo nuove immagini e nuove ricerche veramente interessanti.

Info:

AA.VV. MINIARTEXTIL 34: “Eterno Desiderio”
a cura di Sergio Gaddi, Chiara Ghizzoni e Mimmo Totaro
9/08/2025 – 21/09/2025
Palazzo del Broletto
Piazza del Duomo, Como
www.miniartextil.it


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