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Now I see you, now you see me: il voyeurismo parte...

Now I see you, now you see me: il voyeurismo partecipato di Alessandro Trapezio

Ancora pochi giorni per visitare, negli spazi della galleria mondoromulo arte contemporanea a Castelvenere, la mostra di Alessandro Trapezio “Now I see you, now you see me” a cura di Francesco Creta. La mostra porta in esposizione due progetti del fotografo di origine spezzina, mettendoli in relazione tra loro sulla questione dello sguardo. In “Closer”, omaggio alla serie di foto realizzate da Dino Pedriali a Pasolini, siamo noi a spiare la performer Gaia Ginevra Giorgi, mentre nei poster da riviste patinate della serie “Power, Corruption & Lies” ci troviamo assaliti dallo sguardo delle modelle fino a sentirci i loro occhi addosso. Lo sguardo e il dato voyeuristico sono il principio fondamentale su cui questi progetti si incontrano e si scontrano in un continuo ribaltamento di ruoli dove si passa da un’attitudine passiva a una attiva in un attimo.

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

Trapezio rompe i canoni del rapporto modella-fotografo presentando prima di tutto la connessione creata nel lavoro, più che la perfezione estetica e tecnica di una posa creata, dove attraverso lo sguardo viene deciso il momento adatto in cui scattare. Il suo è un racconto che parla attraverso le espressioni e che non cade mai nell’oggettificazione del soggetto, che rimane sempre padrone del proprio ritratto. Il testo curatoriale, firmato Giulia Giacomelli, è un dialogo a cinque con alcune delle persone che hanno posato per Alessandro, una scelta calzante per aiutare lo spettatore a immergersi nella mostra anche emotivamente e (perché no) politicamente. La scelta di un titolo che si specchia in sé stesso diviene programmatica, questa è una mostra che vive nella contraddizione dove l’unica costante rimane seguire lo sguardo, quello del fotografo, della modella oppure di chi sta visitando la mostra. Il lavoro di Alessandro è uno dei mondi che ho avuto modo, nel tempo, di approcciare e osservare in molteplici direzioni; a volte silenziosamente e in punta di piedi, a volte in una camminata quasi urlata tra le pieghe dei suoi raccoglitori fotografici. Il suo lavoro tocca aspetti differenti dell’essere umano. Ho pensato che non fosse sufficiente uno sguardo critico per questa recensione, così, abbiamo deciso di dialogare.

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

Sara Papini: Come è nata l’idea della mostra e quali tematiche volevi approfondire?
Alessandro Trapezio: L’idea della mostra, “Now I see you, now you see me”, è nata con il curatore Francesco Creta e con la galleria mondoromulo. In questa personale abbiamo deciso di esporre due miei progetti differenti in totale connessione e continuità. Il primo è “Closer”, del 2022: questo progetto nasce da un tributo alla storica serie di Dino Pedriali e Pier Paolo Pasolini del 1975. In quel progetto, che non ho voluto omaggiare in modo pedissequo, io sono nascosto nel buio e ritraggo da fuori la finestra la performer e poetessa Gaia Ginevra Giorgi, che inizialmente è “soltanto” spiata, ma quando si accorge della mia presenza, a sua volta mi guarda creando un cortocircuito di sguardi tra l’osservatore e l’osservato. Il secondo progetto, nato nel 2019, è invece del tutto inedito. “Power, Corruption & Lies” è composto da una serie di ritratti femminili, intimi. Sono corpi totalmente de-erotizzati. Al centro della narrazione rimane solo il corpo, in quanto corpo politico, e credo che mai come in questo momento storico, sia quello femminile il protagonista di questo pensiero. A legare i due progetti in questa specifica mostra c’è lo sguardo, prima ancora del corpo. Lo sguardo e il dato voyeuristico sono fondamentali per l’incontro e lo scontro, in un continuo ribaltamento di ruoli. Lo spettatore è il primo a essere letteralmente “guardato” dai soggetti.

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

Quale relazione si è instaurata con la galleria e i suoi spazi espositivi?
Per me si tratta della prima esperienza con una galleria. Io e Flavio Romualdo Garofano (il fondatore di mondoromulo NdR) ci conosciamo da oltre vent’anni, ma non c’era mai stata l’occasione giusta. Quindi, grazie a questa conoscenza di lunga data, devo ammettere che è stato semplicissimo capirci e trovare subito connessione per la realizzazione della mostra e anche la sua intuizione di fare curare il progetto a Francesco Creta si è rivelata vincente. La galleria è un contenitore perfetto per questa mostra. Sia Flavio sia Francesco mi hanno lasciato ampi spazi di autonomia e hanno subito colto quello che voleva essere il mio racconto.

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

Alessandro Trapezio, “Now I see you, now you see me”, installation view at mondoromulo arte contemporanea, ph. courtesy Alessandro Trapezio e mondoromulo arte contemporanea

I materiali di stampa che avete scelto sono decisamente fuori dal comune. Come è nata l’idea?
Mi fa piacere se il materiale che ho usato ti sembra “fuori dal comune”. Lo dico perché do molta importanza alla mia ricerca sui materiali: ormai si stampa su tutto e si allestisce in modo sempre più ricercato, ma a volte si esagera. Io volevo solo “tornare” a quella che per me è stata la prima esperienza di “mostra fotografica” e di allestimento. In fondo, i miei poster sono stati i protagonisti delle prime mostre da me allestite in cameretta e le riviste anni degli anni ʽ90-2000 da cui li ricavavo sono state il mio primo approccio alla fotografia. In un paesino di provincia come quello da cui provengo, in quegli anni le riviste come Max, GQ, Cioè erano il meglio della fotografia a cui potessi avere accesso e i poster erano espressione di un linguaggio che, con il senno di poi, si potrebbe inquadrare come “male gaze”. Così, in questa mostra, ho pensato che fosse interessante creare un cortocircuito tra due linguaggi contrastanti: il poster rigorosamente piegato che richiamava quelle riviste e le mie foto, intime, con i corpi del tutto privi di erotismo.

Info:

Alessandro Trapezio. Now I see you, now you see me
A cura di Francesco Creta
11/10/2025 – 10/01/2026
mondoromulo arte contemporanea
Strada Nazionale Sannitica, 169 – Castelvenere (BN)
www.mondoromulo.it


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