Il passato di un luogo perdura nel presente tramite i segni che le persone vi hanno lasciato. Talvolta rimane qualcuno che ricorda come era un tempo, qualcuno che può fare da ponte con il presente per far sì che non si dimentichi ciò che è stato. Questa volontà non fa solo onore al passato ma anche al territorio, che porta con sé storie di tempi lontani. Le persone sono la chiave di lettura di queste storie e l’artista Ilaria Turba le apre a noi collegandole con il presente e aprendo lo sguardo al futuro. Tutto questo è possibile grazie al progetto Sconfinamenti. Arte e natura nelle terre matildiche, un’iniziativa mirata alla valorizzazione del territorio collinare in provincia di Reggio Emilia, collegando la zona con l’arte contemporanea. Il progetto, curato da Daniele De Luigi, è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna e promosso dai tre comuni emiliani di Albinea, Canossa e Quattro Castella.

Immagine preparatoria all’opera pubblica di Ilaria Turba, ph. Camila Schuliaquer, courtesy Albinea, Canossa e Quattro Castella (RE)
Lo scorso ottobre si è tenuta l’inaugurazione della seconda edizione del progetto, Nuêter – Costellazioni nelle Terre Matildiche, che quest’anno ha riguardato tre luoghi pieni di storia e di vita del territorio collinare emiliano: Villa Tarabini ad Albinea, Casa del Mezzadro nella frazione di Puianello a Quattro Castella e Centro Sociale Autogestito a Borzano di Canossa. Tutti e tre i luoghi, accomunati dal fatto di essere in un momento di passaggio, hanno attratto per diverse ragioni l’attenzione di Ilaria Turba, a seguito di un periodo di quattro mesi durante i quali, senza sapere quale sarebbe stata la forma definitiva del progetto, si è confrontata con quasi cinquanta abitanti del territorio dei tre comuni. Ha intervistato persone che hanno sempre vissuto in queste zone e ha chiesto a più riprese di raccontare le loro storie e di selezionare e donare fotografie del proprio archivio riguardo al tema del “fare e stare assieme”. Ha notato sin da subito l’intenso legame che li legava gli uni agli altri e il loro forte senso di comunità e di appartenenza verso il territorio.

“Nuêter – Costellazioni nelle Terre Matildiche”. Un progetto di Ilaria Turba, a cura di Daniele De Luigi, courtesy Sconfinamenti (Quattro Castella, frazione di Puianello)
Tramite questi incontri, si sono riuscite a raccogliere circa sessantamila fotografie d’epoca e moderne che, in seguito a un attento lavoro di selezione, sono arrivate a trecentocinquanta. Successivamente, l’artista ha organizzato una festa a Borzano di Canossa, per la quale ha radunato tutti gli abitanti coinvolti nel progetto, aprendo la cerimonia al pubblico e mettendo a disposizione le fotografie stampate che aveva selezionato. Tramite maschere di cartone di diverse dimensioni, gli invitati potevano cerchiare la porzione dell’immagine che preferivano e, grazie a degli album creati appositamente per l’occasione, persone di tutte le età e provenienze all’interno dell’evento potevano lasciare un pensiero o una frase scritta nell’apposito spazio a fianco di ogni immagine e segnarne il grado di apprezzamento. Chi conosceva le fotografie o talvolta, le aveva scattate, poteva anche raccontarle ricostruendo così storie ed eventi che forse senza questa occasione sarebbero andati perduti.

“Nuêter – Costellazioni nelle Terre Matildiche”. Un progetto di Ilaria Turba, a cura di Daniele De Luigi, courtesy Sconfinamenti (Albinea)
In base al numero di cerchi ottenuto da ogni immagine, indice del grado di apprezzamento delle fotografie all’interno degli album, Ilaria Turba ha, infine, attuato l’ennesima selezione, scegliendone venti per Villa Tarabini e Casa del Mezzadro, e quindici per il Centro Sociale Autogestito a Borzano. Le fotografie sono state stampate su lastre di ottone, tramite una complicatissima tecnica a incisione, e collocate su una parete di ogni edificio. Quello che è stato creato è un vero e proprio ponte tra passato e futuro. Un futuro che per alcuni di questi luoghi è ancora da definire. Si sono creati momenti di aggregazione, eventi, legami e scoperte che tramite l’arte si sono radicate ancora di più sul territorio. Un territorio che, seppure pieno di socialità, è frammentato in piccole realtà comunali, come quelle di Albinea, Canossa e Quattro Castella. Questo progetto le abbraccia, le fonde, le rende partecipi l’una dell’altra, facendo così dialogare tra loro comunità legate dell’appartenenza allo stesso territorio. I confini sfumano e si sente una rete più ampia che ha radici molto lontane.

“Nuêter – Costellazioni nelle Terre Matildiche”. Un progetto di Ilaria Turba, a cura di Daniele De Luigi, courtesy Sconfinamenti (Borzano di Canossa)
L’opera addossata alle pareti dei diversi luoghi è composta da cerchi di ottone che riflettono la luce, la stampa a incisione rende difficile la decifrazione dell’immagine e invita lo spettatore ad avvicinarsi sempre di più fino a quando, al posto della scena rappresentata, non riconosce nel riflesso il proprio volto. Passato e presente si uniscono tramite l’arte unendo il luogo alle persone, preservando il passato e guardando al futuro. Le immagini sono unite tra loro come costellazioni e brillano come stelle, rappresentando un passato che vive ancora nel presente. Così l’arte contemporanea connette profondamente in maniera viva e partecipata persone giovani e anziane all’interno di un progetto che guarda al futuro, ricordando il passato e legandosi al luogo.
Samuel Tonelli
Info:
Ilaria Turba. Nuêter – Costellazioni nelle Terre Matildiche
A cura di Daniele De Luigi
Opere permanenti dal 24 ottobre 2025
Albinea, Canossa e Quattro Castella (RE)
www.comune.albinea.re.it

Da sempre legato al mondo dell’arte, Samuel Tonelli ha frequentato il corso di Didattica e comunicazione dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha sviluppato il suo percorso con il biennio magistrale di Didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico. Dopo aver fatto esperienze di mediazione in diverse mostre e di insegnamento di storia dell’arte presso il liceo artistico di Bologna, si è appassionato alla scrittura d’arte che vede come un potente mezzo di espressione capace di aprire visioni, allargare orizzonti e arricchire la comprensione dei diversi sguardi sulla realtà.



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