Vivere il presente senza avere la certezza di come sarà il domani. Vivere e sentire che la disillusione sociale propone aspettative che la realtà in primis non delinea. Questo è il topic della mostra ancora in corso a Bari e dal titolo “Storiellette”, visitabile fino al 22 febbraio 2026 presso VOGA Art Project, progetto dedicato alla ricerca, produzione e valorizzazione dell’arte contemporanea in Puglia. Nella loro bi-personale, peraltro l’ultima inserita all’interno della programmazione dell’anno appena trascorso, Gianni D’Urso e Giuseppe De Mattia propongono visioni ed estetiche proprie di questo secolo, attraverso linguaggi e media differenti che restituiscono uno sguardo ironico e disincantato. La loro finalità è quella di proporre storie brevi, come le Sturiellet di Andrea Pazienza, celebre e innovativo fumettista, disegnatore e pittore italiano degli anni ʽ70, e di incastonarle in fragili esperienze di quotidianità dove spesso ci si chiede come fare per poter riprendere il corso e recuperare il processo dell’esistenza. Se già in passato i due riflettevano sulle difficoltà del “fare l’artista”, oggi quel dialogo si trasforma in uno scambio incalzante sul come e sul perché dell’essere artisti nel mondo contemporaneo.

A sinistra: Gianni D’Urso, “Banana Skate”, 92 x 22 x 8 cm, 2025, legno OSB, impregnante, vernice spray, rotelle, ph. Christian Mantuano, courtesy VOGA Art Project; a destra: Gianni D’Urso, “Kraft”, 198 x 74 cm, 2025, pannello OSB, polaroid, vernice spray, illuminazione led, ph. Christian Manturano, courtesy VOGA Art Project
Proprio quel Che fare? di Gianni D’Urso, simile, nel significato, alla scritta al neon turchese di Mario Merz, è presente nell’opera Banana Skate, un’installazione composta da legno grezzo, vernice spray e rotelle. Senza dubbio una eco indistinta di un mondo giovanile ancora resiliente, ancora orientato verso nuove verità, che ci induce a comprendere i significati di un’attualità dove si fa ancora fatica a trovare una chiarezza di prospettive, quantomeno anche per gli artisti e le artiste coinvolti attivamente nell’arte contemporanea. Il coraggio dà forma all’installazione. Così come per Stella, Stellina, opera in cui l’artista indaga sulla svalutazione economica e sulla precarietà sociale del nostro tempo. Una stella afflosciata, che ha bisogno di fermarsi per appoggiarsi al muro, quasi stanca, svela un segreto: al centro contiene una monetina da un euro. La stella percepita è quella dell’euro, quindi dell’Unione Europea. Sul retro della moneta, il gesto del che vuoi? Un gesto vago ed avvilente, magari eseguito senza mai ricevere un probabile riscontro, che alimenta l’incertezza e l’instabilità. Ma nelle opere di D’Urso, in particolare la serie I ragazzi stanno bene, i temi lasciano auspicare un sentimento di resilienza. Una scelta oppure una condizione esclusiva, quella dei suoi personaggi, di vivere una vita marginale che rischia di essere dimenticata da tutti.

Gianni D’Urso, “Stella, Stellina”, 100 x 100 cm circa, 2025, legno OSB, impregnante, incisione su moneta, ph. Christian Mantuano, courtesy VOGA Art Project
A dialogare con la tenacia di Gianni D’Urso, nello spazio espositivo sono presenti gli acrilici dell’ultimo ciclo pittorico di Giuseppe De Mattia, Cronache vere. Le pitture, risultato del ricorrente intervento dell’artista sul retro di vecchie cornici, rimandano a quei tradizionali quadri di campagna che propongono scene di vita quotidiana catapultate all’interno di un immaginario quasi fiabesco o fumettistico. Con uno stile naïf apparentemente semplice e spontaneo, si nota come i colori accesi e le figurazioni con contorni delineati diano forma a personaggi e scenari profondamente perturbanti. Simboli di rivoluzione si riducono a palette e rastrelli da spiaggia in Cronache vere, Revival of “hammer and sickle” on a Salento beach; anche topastri, serpenti e uccellacci attraversano un mondo segnato da incidenti ed esplosioni in Cronache vere, Gli anni del crack e degli atti vandalici alle vetture del popolo, un titolo che racchiude già il significato e l’interpretazione utile per comprendere l’opera. Anche se trasportati dentro una dimensione quasi ludica, i riferimenti portano alla luce fatti e storie della cronaca italiana recente e alle sue relative contraddizioni. Un necessario sarcasmo che porta, però, alla riflessione.

Giuseppe De Mattia, “Cronache vere, Gli anni del crack e degli atti vandalici alle vetture del popolo”, 100 x 80 cm, 2025, acrilico su legno, ph. Christian Mantuano, courtesy VOGA Art Project
A questo universo pittorico si contrappone la presenza formale installativa del lightbox NIKE, dalla serie Bracchette e Semenzelle, che per analogia di significato, condivide il richiamo al celebre marchio con il vicino disegno Just do do do di D’Urso. La scatola, colorata di un cangiante arancio che richiama la scatola delle scarpe, si rivela invece un dispositivo volto a custodire segreti preziosi, in bilico tra furto e originalità, quasi come uno spy-hole. Saranno i segreti che nasconde gelosamente il capitalismo? Sarà la risposta ironica a una evidente globalizzazione trainata dal profitto che però genera disuguaglianze, precarizzazione del lavoro e perdita di identità?

Giuseppe De Mattia, “Nike”, 102 x 66 x 6 cm, 2023, mixed media, sistema di illuminazione elettrico, ph. Christian Mantuano, courtesy VOGA Art Project
Nelle loro pratiche, gli artisti Gianni D’Urso e Giuseppe De Mattia evidenziano le controversie di società che generano ostacoli, le fragilità e le contrapposizioni della condizione umana all’interno del contesto storico, sociale e artistico. Il paradosso invade e regola anche il sistema artistico nel quale i due sono coinvolti, mettendo in luce gap e meccanismi irregolari dell’arte oggi. La mostra intende anche far luce sulle modalità espositive e commerciali tipiche del mercato di massa, proponendo al pubblico una risposta sarcastica e disingannatrice nei significati delle opere. Nel percorso espositivo, che è fluido, traspare quella resilienza che si scorge nel fallimento, il gioco che nasconde la precarietà, l’ironia che reprime l’inganno e la frustrazione. Uno sguardo ironico e disincantato sul presente. Così la mostra STORIELLETTE si configura come una costellazione di storie brevi, talvolta inconcludenti, che attraversano disillusioni sociali, quotidianità spezzate e aspettative disattese. Tutto rimane in bilico. Che fare, quindi?
Info:
Gianni D’Urso | Giuseppe De Mattia. STORIELLETTE
a cura di VOGA Art Project
28\12\2025 – 22\02\2026
VOGA Art Project
Via Francesco Curzio dei Mille 58, Bari (BA)
www.vogaartproject.com

Storico dell’arte, performer e art lover. Da sempre appassionato all’arte contemporanea, in un futuro sogna di diventare un professore senza tralasciare la sua indole da artista. Crede nel valore terapeutico dell’arte, in grado di poter salvare il mondo!



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