I fiori sono stati oggetto di ispirazione per gli artisti sin dall’antichità. Questo tema, caro alla storia dell’arte, viene trattato e approfondito alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo nella mostra Flora. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi, in corso fino al 29 giugno 2025. Il percorso espositivo, a cura di Daniela Ferrari e Stefano Roffi, consta di oltre cento opere ed è suddiviso in nove aree tematiche al fine di condurre lo spettatore attraverso diversi punti di vista e di riflessione. Presenti lavori molto importanti, provenienti per la maggior parte dal Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, da altre istituzioni museali e da collezioni private. La mostra crea un ponte tra il primo Novecento e i giorni nostri, consentendo di usufruire di un’esplosione di vitalità in cui i fiori sono i protagonisti indiscussi.

AA.VV. “FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi”, installation view, photo credit Kreativhouse, courtesy Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (PR)
Lo studio per Nel mezzo del dipinto Flora sparge i fiori, mentre Narciso si specchia in un’anfora d’acqua tenuta dalla ninfa Eco (1968) di Giulio Paolini segna l’inizio del percorso. L’artista ripropone in chiave concettuale l’opera di Nicolas Poussin dal titolo L’empire de Flore (1631 circa) facendo rivivere la dea romana Flora, catturata nell’atto di spargere lo spirito della primavera e della rinascita a seguito del periodo invernale. Segue la grande installazione di Depero dal titolo Flora Magica, scenografia ideata nel 1916 su richiesta di Sergej Djagilev per l’opera teatrale Le Chante du Rossignol (1917), che con i suoi colori e le forme floreali si innalza fino al soffitto enfatizzando la bellezza e la vitalità dei fiori, la cui trattazione prosegue nella prima delle nove sezioni, intitolata Nel segreto dei giardini, ove sono presenti magnifiche opere di Longoni, Fornara e Segantini, che omaggiano le ortensie, uno dei fiori preferiti da Luigi Magnani, protagoniste ancora oggi nel parco e sulle scale che conducono alla Villa dei Capolavori. Presenti anche opere afferenti al periodo divisionista di Balla e Boccioni, dalle campiture luminose e brillanti.

AA.VV. “FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi”, installation view, photo credit Kreativhouse, courtesy Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (PR)
Felice Casorati con Scherzo: Fiordalisi (Studio per decorazioni), 1914, fa parte della sezione Simbolici. Scherzo, il cui evidente rimando al mondo della musica, è caratterizzato da uno sfondo nero da cui emerge un vaso di fiori, su cui appare riflessa l’immagine dell’artista. La maestria di Casorati riesce a equilibrare le diverse cromie dalle scure tonalità, proprio come in una composizione musicale. Giardino fiorito (1923-1925) di Luigi Bonazza, manifesto della mostra, è esposto nell’ambito di questa sezione. Un tripudio di colori e fiori di diversa forma simboleggiano un lussureggiante giardino fiorito, immergendo lo spettatore nella gioia della primavera. Significative anche La Vita e l’Amore di Galileo Chini. Le opere selezionate per questa sezione risentono della secessione viennese portata avanti da Klimt, come recepita dagli artisti del tempo.

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Una carrellata di ritratti femminili caratterizza le Regine di Fiori: in questa sezione si è accolti dal ritratto di Giovanni Boldini dal titolo La Baronessa de Gunzburg, 1900-1905 ca. che viene immortalata sorridente mentre sostiene un mazzo di rose. Quest’ultimo adorna l’abito e arricchisce il dipinto, enfatizzando, come da sempre, i fiori abbiano rappresentato un omaggio gradito e prezioso. Nella medesima sezione presenti opere di Zandomeneghi, Guttuso, Bocchi, Bucci. Figura di donna, 1932 di Antonio Donghi colpisce per l’aria straniante, caratteristica del Realismo Magico. La donna, immersa in un’atmosfera senza tempo, osserva lo spettatore, mentre il vaso di fiori in primo piano se da un lato rappresenta un elemento fortemente decorativo, dall’altro sembra quasi far compagnia alla protagonista. Balla e Depero sono i protagonisti dei Fiori Futuristi. Come da lui stesso sostenuto, Depero è interessato all’architettura e alla dinamica della vegetazione. Ciò è evidente nell’opera Flora, 1946, ove i fiori sono rappresentati con campiture vive e innervati da forze intrinseche alla loro stessa natura. Balla studia il dinamismo e le forze legate alla natura ritraendole con linee in movimento dai colori vivi, come in Espansione di primavera, 1918.

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I fiori nel vaso di Giorgio Morandi aprono la sezione dei Fiori silenziosi. Il silenzio delle composizioni del pittore bolognese risuona attraverso le campiture e le atmosfere metafisiche ed è accompagnato in questa sezione anche dalle opere di De Pisis. Di notevole interesse, l’accostamento tra i Fiori, 1935 di Antonio Donghi e l’opera su carta fotografica di Carlo Benvenuto, 2010. Le rose sono protagoniste indiscusse della sezione Una rosa è una rosa è una rosa, in cui questi fiori dipinti da Giorgio Morandi dialogano con l’opera contemporanea di Bertozzi & Casoni ispirata all’opera di Morandi stesso, dal titolo Per Morandi, 2020. La rosa, da sempre emblema della bellezza e della sensibilità, viene declinata nelle opere di Boldini, Oppi, Carrà e Achille Funi, che nella sua composizione Fiori, 1920 dispone in primo piano, un tripudio di rose in un’anfora votiva dedicata alla Beata Vergine Maria. Come in una quadreria sono posizionate le opere della sezione Fiori recisi. Fiori raccolti e ordinati in vasi sono ritratti da diversi artisti, che ne evidenziano le differenti forme e le campiture di colore, conferendo ai fiori un’intrinseca vitalità, una qualità introspetiva e una tensione emotiva, come in Garofani bianchi con mammole, 1936 ca. di Mario Mafai o Vaso di fiori, 1938-1939 di Renato Guttuso o in Vaso di fiori, 1946 di Arturo Tosi.

AA.VV. “FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi”, installation view, photo credit Kreativhouse, courtesy Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (PR)
Inquieti è la penultima sezione del percorso espositivo, in cui sono raccolte le opere, come in una seconda quadreria, di artisti come Pasolini, Renè Paresce, Savinio, Carlo Levi, Tancredi, Campigli, De Chirico, Pirandello, Guttuso, Afro, ecc. Opera centrale della sezione è il Gladiolo Fulminato, 1930 di De Pisis, in cui l’artista immortala l’attimo in cui il fiore si trova immerso in una repentina variazione metereologica. I lavori di questa sezione ricordano la caducità della vita, la sofferenza come condizione dell’esistenza. I fiori e la vegetazione sono rappresentati con tensione emotiva, in un equilibrio straniante e lontano dalle precedenti serene atmosfere delle composizioni presenti in mostra. Con la sezione Flora Contemporanea, si chiude il percorso espositivo. Presenti i lavori di Morlotti, Kounellis, Schifano, Sophie Ko, Davide Benati, ecc., a testimoniare come i fiori continuino a rappresentare anche nella contemporaneità un tema di forte di interesse e un soggetto da rappresentare con le più diverse tecniche espressive. Giulio Paolini, con l’opera l’Artista Ringrazia (1940), saluta lo spettatore. In un ambiente prospettico il volto della silhouette disegnata è coperto da un mazzo di fiori.

AA.VV. “FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi”, installation view, photo credit Kreativhouse, courtesy Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (PR)
Contestualmente alla mostra è possibile visitare il parco, rinnovato grazie a un intervento mirato PNRR. Tra gli intenti della Fondazione, come indicato nel comunicato stampa della mostra, vi è quello di intraprendere un dialogo artistico con gli spazi esterni, al fine di omaggiare l’attività svolta da Luigi Magnani, che si impegnò nel far riconoscere e tutelare il paesaggio come bene culturale, insieme ad altri intellettuali. Infatti, il 29 ottobre 1955, Luigi Magnani insieme a Elena Croce, Umberto Zanotti Bianco, Desideria Pasolini dall’Onda, Pietro Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Hubert Howard firmarono l’atto costitutivo di Italia Nostra. A corredo della mostra, disponibile il catalogo Flora. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi.
Info:
AA.VV. FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi
15/03 – 29/06/2025
Fondazione Magnani-Rocca
Mamiano di Traversetolo – Parma
www.magnanirocca.it

Di formazione scientifica, ma con grande passione per l’arte, che ama raccontare, ammirandone tutte le sue espressioni.



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