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Valentina Palazzari, secondo la forma aggiungendo ...

Valentina Palazzari, secondo la forma aggiungendo +1

La consapevolezza, assieme alla necessità di risvegliare nella scultura la possibilità di intraprendere nuove forme d’espressione sfuggendo alle normali convenzioni di linguaggio, hanno condotto Valentina Palazzari (Terni, 1975) a ideare Fiammetta, un progetto espositivo curato da Davide Sarchioni e ospitato al Palazzo Pretorio di Certaldo fino al 26 gennaio 2026. In questa occasione i sei ambienti, già sedi dei Vicari fiorentini dal Quattrocento, oltre a essere uno stimolo rispetto alla storica figura e musa ispiratrice boccaccesca Fiammetta, sono motivo di reinterpretazione degli assetti sociali, delle impronte culturali e persino delle implicazioni economiche e politiche del luogo. Tuttavia, Palazzari non si limita a un semplice riesame, bensì elabora installazioni ambientali per associazioni di materiali eteronimi, assumendo un atteggiamento critico verso il luogo, la sua storia e i processi percettivi di lettura degli ambienti stessi.

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Elemento comune a tutti i lavori sono pragmaticità e tautologia, in quanto, distaccandosi da ogni forma di idealizzazione, quanto ideato raccoglie e valorizza gli aspetti più fisici e tangibili dei materiali utilizzati. Da ciò emerge una questione relativa alla natura stessa della scultura, perché per Palazzari, come già accennato, le opere installative non sono considerate né come oggetti che occupano uno spazio né come figure, bensì forme da plasmare seguendo precise spinte e traiettorie, al fine di indagare i vuoti e i pieni degli spazi. Per questo motivo ogni opera è prima di tutto una forma fisica autonoma, chiamata a presentare piuttosto che rappresentare. Lavorando con elementi estremamente semplici e concreti allo stesso tempo, come fascette di plastica, juta, tubolari di ferro, cavi elettrici, vecchie e consunte lamiere, l’artista lascia emergere con naturalezza la plasticità, la flessibilità espressiva e la qualità formale dei materiali. Eppure, il processo non è mai una mera riduzione concettuale verso l’essenziale, presentandosi invece come un’indagine aperta e complessa in cui le componenti naturali e di derivazione industriale fanno emergere un rapporto lento, meditato, quasi ascetico rispetto alla fisicità.

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Analizzando le opere si può immaginare il lavoro manuale dell’artista utile a formarne gli elementi costitutivi: le dita stringono, arrotolano, incastrano e lasciano cadere liquidi, azioni che inducono un’economia del gesto, intesa come intervento minimo, essenziale e poco controllato di un movimento dall’effetto disinibito. Anche laddove la manualità è ridotta a un essenziale assemblaggio, come nelle sedie poste in bilico su un plico di volumi, nei sacchi in polietilene e nelle banconote montate sui tubolari in ferro, emerge una verità più forte della realtà, in cui il carattere sintetico e realistico si confronta con la cruda realtà delle cose. Tuttavia, dallo stile del progetto emerge una forte narratività collegata agli affreschi trecenteschi e quattrocenteschi delle sale del Palazzo Pretorio, assieme alla figura culturale di Boccaccio, nativo proprio di Certaldo. Forti di questi rapporti con il luogo storico che le ospita, le opere rimangono prive di una gratuita estetizzazione affinché il loro divenire sia una testimonianza contemporanea, sempre funzionale a vivificare il passato e mai fine a sé stessa. È significativo a questo punto notare come Palazzari non voglia condurci verso una lettura univoca di questo racconto e anche se quanto esposto sembra suggerire rimandi, simboli e metafore precise, l’interpretazione resta libera, svincolata da qualsiasi rigida ideologia.

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Tutto ciò l’artista lo rivendica apertamente, affermando quanto per capire il progetto sia necessario “aggiungere +1 a ogni pensiero”. Grazie a questa rara libertà di ricchezza interpretativa, l’invito è quello di conferire maggiore peso, importanza e profondità a ciò che si osserva, ogni installazione non è un simbolo, bensì la traccia di una forma di spontanea riflessione. Nonostante ogni gesto sulla materia si svolga tecnicamente come un atto di chiusura e fissaggio – stringere fascette di plastica, avvolgere un rotolo di carta su sé stesso, intrappolare un foglio tra il pavimento e un blocco di travertino, chiudere volumi di libri negli incastri di sedie – tutto invita a immaginarne una serena apertura. In questo modo possiamo ripercorrere le azioni care a qualunque scrittore, probabilmente eseguite anche da Boccaccio stesso, come lo scorrere armonioso delle parole sui rotoli di carta, la necessità di fissare fisicamente un pensiero ricavato da un libro, riconoscendo a ogni pagina il suo valore culturale.

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Inoltre, la reiterazione della materia secondo nuove modalità espressive rientra nella dinamica della ricerca di Palazzari, per cui nella ripetizione di alcuni elementi risulta normale e consequenziale la variazione della loro forma con fattezze sempre più diverse. Rispetto alla precedente mostra tenuta alla Fondazione VOLUME! del 2023, questa volta a Certaldo, sebbene la storia del luogo sembri non permetterglielo per la valenza storica degli ambienti, l’artista appare più incisiva nel rapporto con i materiali lavorati. La fascinazione per la materia, nella sua dimensione immersiva di forma e colore, è il primo passo per la progettazione, infatti tubolari in ferro, volumi distesi e compatti, pesanti massi in travertino aprono una sorta di corteggiamento con le materie prime, un dialogo intuitivo e meditato che riconduce alla forma finale. Perciò anche i materiali scelti rispecchiano il temperamento dell’artista, introspettivo, riflessivo, calibrato, in costante equilibrio tra una solare meditazione e turbolenza emotiva. Questo è quanto si rintraccia anche nelle sedie in equilibrio sui libri, nelle tele di juta bilanciate stabilmente su telai in legno, nella povertà radicale della ruggine, in quanto composto chimico transitorio e reattivo originato dall’alterazione del ferro.

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Valentina Palazzari, “Fiammetta”, exhibition view, Palazzo Pretorio, Certaldo, 2025, courtesy of the artist, ph. credit Giorgio Benni

Proprio per questa costante instabilità visiva e tecnica, Palazzari ci invita a scoprire le possibilità dimensionali di installazioni come esperienze e non tanto come semplici soluzioni formali. A questo punto c’è da chiedersi quanto sia importante il rapporto tra la tensione fisica e la poesia dei materiali, nonché se l’interdipendenza sia percepibile nell’essenzialità e nella ricchezza di questi rapporti. Ciononostante, per Palazzari la dimensione di un’opera è nella misura dei sensi e per questa ragione si concentra sia sulle forme nello spazio sia nell’energia che l’ha originata, così come i residui fisici che produce. Eppure, per tutto ciò, non esiste alcuna spiegazione, se non nella disarmante consapevolezza di Palazzari di tradurre quell’energia in qualcosa di tangibile attraverso un’equazione – non tanto matematica perché non presuppone una forte componente aleatoria – riassunta nell’iconica formula “aggiungere +1 ad ogni pensiero”, il cui risultato è il felice e decisivo apporto di rimandare lo spazio altrove e fissarlo concretamente nella forma.

Info:

Valentina Palazzari. Fiammetta
A cura di Davide Sarchioni
27/09/025 – 26/05/2026
Dal lunedì al venerdì, dalle 10:00–13:00 e 14:30–16:30
Sabato e domenica: 10:00–13:00 e 14:30–17:30
Chiuso il martedì.
Piazzetta del Vicariato, 4, 50052 Certaldo, Firenze
www.visitcertaldo.com


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